SIAMO al MAMBO con AVANZI!

Chi ci segue senza aspettare i nostri post lo sa già, per tutti gli altri che  visitano il sito per avere notizie fresche sulle nostre attività diamo la notizia solo ora, quasi troppo tardi. GuilmiArtProject è alla mostra That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, al MamBo. Siamo presenti grazie ad Elena Mazzi, che invitata dal nuovo direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Bologna, Lorenzo Balbi, propone Avanzi, il nostro progetto residenza del 2015. Con l’occasione, abbiamo collaborato nuovamente con l’artista emiliana, alla produzione dell’ultima tappa del progetto: un libro d’artista realizzato in 200 copie da Boite Edition, con la collaborazione della Fondazione il Bisonte per le 18 + 9 edizioni per i collezionisti, arricchite da preziose scatole e serigrafie numerate e firmate. That’s IT è in programma fino all’11 novembre, ma ci è giunta una voce molto sensata, secondo la quale la mostra verrà prorogata fino all’inizio di gennaio (date da confermare).
Quindi, andate a visitarla, avete ancora un po’ di tempo!

Il MAMbo apre la programmazione espositiva del suo spazio principale – la Sala delle Ciminiere – sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, con That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, una mostra che presenta i lavori di 56 tra artisti e collettivi nati dal 1980 in avanti, esplorando differenti media e linguaggi.

L’esposizione, dal taglio dichiaratamente generazionale, indaga gli sviluppi più recenti dell’arte nel nostro Paese, coerentemente con un preciso posizionamento nel panorama italiano e internazionale che il MAMbo ha scelto di darsi.

That’s IT! (IT come codice dell’Unione Europea che individua la sigla dell’Italia) non si sviluppa, volutamente, intorno a un concept unitario e monolitico, ma propone interrogativi e possibili letture della contemporaneità in una prospettiva aperta, dialettica e magmatica. Ha ancora senso oggi definire un artista “italiano”? Cosa contribuisce a determinare la definizione di “italianità”? Tale definizione ha delle conseguenze sull’autorappresentazione dell’artista? Dove e come poniamo il confine geografico e generazionale? La mostra propone alcune tra le possibili risposte.

Qui un po’ di foto, ma solo di ciò che più ci riguarda:

Artisti in mostra:

Matilde Cassani (1980), Giuseppe De Mattia (1980), Margherita Moscardini (1981), Michele Sibiloni (1981), Riccardo Benassi (1982), Ludovica Carbotta (1982), Danilo Correale (1982), Andrea De Stefani (1982), Giulio Squillacciotti (1982), Marco Strappato (1982), Carlo Gabriele Tribbioli (1982), Ian Tweedy (1982), Invernomuto (Simone Trabucchi, 1982 e Simone Bertuzzi, 1983), Francesco Bertocco (1983), Giovanni Giaretta (1983), Lorenzo Senni (1983), Alberto Tadiello (1983), IOCOSE (Filippo Cuttica, 1983, Davide Prati, 1983, Matteo Cremonesi, 1984 e Paolo Ruffino, 1984), Elia Cantori (1984), Giulio Delvè (1984), Elena Mazzi (1984), Diego Tonus (1984), Calori&Maillard (Violette Maillard, 1984 e Letizia Calori, 1986), Federico Antonini (1985), Alessio D’Ellena (1985), Nicolò Degiorgis (1985), Riccardo Giacconi (1985), Adelita Husni-Bey (1985), Diego Marcon (1985), Ruth Beraha (1986), Elisa Caldana (1986), Roberto Fassone (1986), Francesco Fonassi (1986), Petrit Halilaj (1986), Andrea Kvas (1986), Beatrice Marchi (1986), The Cool Couple (Niccolò Benetton, 1986 e Simone Santilli, 1987), Filippo Bisagni (1987), Benni Bosetto (1987), Lia Cecchin (1987), Alessandro Di Pietro (1987), Stefano Serretta (1987), Giulia Cenci (1988), Tomaso De Luca (1988), Julia Frank (1988), Marco Giordano (1988), Orestis Mavroudis (1988), Valentina Furian (1989), Parasite 2.0 (Stefano Colombo, 1989, Eugenio Cosentino, 1989 e Luca Marullo, 1989), Alice Ronchi (1989), Emilio Vavarella (1989), Irene Fenara (1990), Angelo Licciardello (1990) & Francesco Tagliavia (1992), Caterina Morigi (1991), Margherita Raso (1991), Guendalina Cerruti (1992).

That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine è resa possibile grazie al prezioso supporto del main sponsor Hera e dello sponsor Gruppo Unipol, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. La mostra fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

GAP torna con Community Affair

A cura di GuilmiArtProject, con l’Alto patrocinio della Regione Abruzzo

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Sala Polivalente, Guilmi (Ch)
23 dicembre 2016
ore 9.45 – 18.00

Il 23 dicembre 2016 si terrà a Guilmi (CH) Community Affair, un convegno-incontro dedicato alla rilevanza dell’arte contemporanea nelle comunità, vista come motore di turismo sostenibile, promozione territoriale, benessere sociale e veicolo di valori civili, rivolto alla comunità di Guilmi, al suo territorio allargato del Vastese, al pubblico regionale, nonché agli addetti ai lavori nel campo del turismo e dell’arte contemporanea locale e nazionale.

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“Community Affair” consterà di due sessioni distinte, ma correlate.

La prima sarà dedicata alla comunità Guilmese e si concentrerà sulla comunicazione e l’individuazione delle metodologie per la realizzazione del progetto “M_Orale”: museo diffuso nelle case dei guilmesi. M_ORALE sarà realizzato sotto la supervisione dell’artista Cosimo Veneziano (1983, Moncalieri, To) nell’ambito di GuilmiArtProject 2017 e vedrà la partecipazione attiva degli abitanti di Guilmi, come agenti della salvaguardia, custodia e promozione dell’eredità delle residenze d’artista di GuilmiArtProject (GAP), dal 2009 al presente. In questa fase saranno presentate le intenzionalità, i benefici e le visioni di M_ORALE e, successivamente alla presentazione del lavoro degli artisti di rilevanza nazionale e internazionale ospitati finora da GAP, si decideranno le linee guida per la realizzazione dello stesso. Concluderà la prima session di lavoro  l’incontro in videoconferenza con Cosimo Veneziano.

La seconda sessione prevede l’incontro con realtà culturali nazionali dedicate all’arte contemporanea, la cui natura è plasmata dalla comunità e dalla modalità “diffusa” della presentazione e realizzazione dell’arte contemporanea. In particolare “Community Affair” ospiterà Massimo Palumbo del progetto del museo diffuso Kalenarte (Casacalenda, CB);  Marianna Fazzi del festival biennale Seminaria Sogni in Terra (LT) e Gisela Fantacuzzi, Franco Sacchetti e Francesca Saraullo del progetto Riabitare il Futuro: residenze creative diffuse nel territorio abruzzese.

Relatrici della sessione di lavoro mattutina e mediatrici con la comunità locale saranno Linda Di Ciano, Marilisa Di Ciano ed Eleonora Racciatti.

Cosimo Veneziano (1983, Moncalieri, To) vive e lavora tra Leeds e Torino. Come artista legge i segni delle comunità, dei territori, degli ambienti sociali e li riconsegna in termini di disegni, sculture e istallazioni. Descrive la sua pratica ricorrendo a Paul Auster, nella cui Trilogia di New York, il protagonista si chiede come possa rinominare un ombrello rotto, per ridargli un senso che comprenda le nuove potenzialità e funzionalità dell’oggetto danneggiato. è rappresentato dalla  galleria Alberto Peola, Torino. Dal 2009 espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. I programmi di residenze d’artista a cui ha partecipato includono: il progetto Ciminiere, a Civita Castellana, promosso da Cantieri d’Arte (2016); Resò Networking per la residenza Lugar a Dudas, a Santiago de Cali (Colombia), 2013; C.A.R.S Omegna, 2013. è tra i fondatori e animatori del progetto internazionale di residenza per artisti Diogene Bivacco Urbano di Torino.

GuilmiArtProject (GAP) è un programma di residenza artistica e di formazione ai linguaggi dell’arte contemporanea a cadenza annuale nel comune di Guilmi (Ch). Dal 2007 Federico Bacci e Lucia Giardino invitano artisti visivi nella propria casa nel centro cittadino, al fine della produzione di un’opera che si ponga in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità. L’opera viene presentata in una festa corale intorno alla metà di agosto. Le attività di GuilmiArtProject includono laboratori esperienziali e la Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò. In residenza nelle precedenti edizioni, gli artisti Marco Mazzoni (2009), Alessandro Carboni (2010), Nicola Toffolini (2011), Emanuela Ascari (2012), DEM (2012), Fabrizio Prevedello (2013), Juan Pablo Macías (2014), Elena Mazzi (2015).

Kalenarte nasce nel 1990 a Casacalenda (Cb); il progetto è subito trasformato in Museo all’Aperto (1992), con opere che rileggono il borgo mettendone in rilievo la forza poetica e narrativa. Nato dalla visionarietà e concretezza di Massimo Palumbo, artista e architetto, il Museo all’Aperto di Casacalenda (MAACK) scardina la concezione dell’arte pubblica come arredo urbano, monumento, o decoro avulso dal contesto e si propone di integrare il paesaggio del luogo con opere che esaltino il rapporto  Arte-Architettura. Tra le molteplici istallazioni permanenti in paese e nel suo territorio di riferimento ricordiamo: Efesto di Hidetoschi Nagasawa, Senza Nome di Adrian Tranquilli, Il poeta di Costas Varotsos, Omaggio a Franco Libertucci di Massimo Palumbo. “Il museo è allestito all’interno di strade, scorci, boschi, piazze. […] Le opere realizzate in luoghi e profili scelti dagli stessi artisti si fondono con essi e li valorizzano […], creano un percorso immaginario che suggerisce una diversa interpretazione del sentire quel luogo una volta dimenticato, dismesso e abbandonato o semplicemente inascoltato. Attraverso il segno dell’arte tutto torna vivo e presente, non per forza bello o brutto ma significativo”. (Giovanna Raspa)

SEMINARIA è un festival d’arte contemporanea inaugurato nel 2011 a Maranola (Lt), che ogni due anni trasforma il borgo in “un luogo di differenza e di stupore, di relazioni e di condivisione”, in cui “si coagulano gli sforzi e le emozioni, frutti del lavoro sul territorio, del coinvolgimento dei maranolesi e della ricerca artistica”. Ogni edizione di Seminaria è segnata dalla presenza di numerosi artisti, invitati a risiedere per una settimana all’interno delle case degli abitanti del paese. Tale prassi, insieme ad altri riti condivisi attuati a Maranola, assottiglia la distanza tra pubblico e creatore rendendo l’opera d’arte accessibile, incamerandola in un processo di scoperta e crescita comune.

Riabitare il futuro è un progetto di residenze creative in comuni Abruzzesi a rischio culturale, ideato e sotto la direzione artistica di Gisela Fantacuzzi (AR-IT), Franco Sacchetti (IT), Francesca Saraullo (ITA-BE). Nasce per la realizzazione, tra il 2015 e il 2017, di una serie di eventi teatrali nelle quattro provincie della Regione: Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo e si prefigge di coniugare la sperimentazione artistica (danza, teatro e arti performative) con il riuso e la valorizzazione di un patrimonio abitativo e paesaggistico spesso vittima di decenni di abbandono. Ogni anno, il lavoro residenziale di Riabitare il Futuro confluisce in una forma inedita di presentazione in spazi non convenzionali di interesse storico o archeologico aperta al pubblico, sensibilizzando quest’ultimo alle modalità creative che possono scaturire anche all’interno di piccoli comuni in via di spopolamento, riscoprendo un territorio alla luce dell’arte e promuovendolo nella sua interezza.

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coincidenze

Era destino che questo post dovessi finire per scriverlo in fretta, nonostante ci tenga tantissimo.

Le coincidenze di cui parlo sono a proposito della data di oggi 27 febbraio 2015, giorno in cui aprono due mostre lontane l’una dall’altra e quindi impossibile da attendere entrambe. Decidete voi quale vi risulta più a portata di mano.

juan pablo Macias livornoJuan Pablo Macías – ospite di Guilmi Art Project lo scorso agosto -, alla Galerie21 a Livorno ripropone i muri incisi con degli estratti di The Anarchist Doctrine Accessible to All, scritto nel 1925 dall’anarchico José Oiticica. Le pareti erano state prodotte a Villa Romana, Firenze,  in occasione della prima release di WORD+MOIST PRESS, il nuovo progetto editoriale dell’artista messicano. La release è stata proprio la traduzione del libro su citato, dal portoghese all’inglese, ad opera del collettivo Agência Transitiva. [se invece siete di passaggio a Città del Messico, vale la pena di fermarsi da Marso, la galleria della giovanissima Sofia Mariscal, dove è in corso Sobre Negro, un progetto curato da Michel Blancsubé, appunto sui Los Negros, Arturo Hernández Alcázar, Mario de Vega y Juan Pablo Macías. Pare che sia da vedere!]

Elena Mazzi, ancora una volta con Elisa Strinna, è invece ospite di Carlos Garaicoa da oggi fino al 6 marzo nel suo studio di Madrid, con la mostra Open Studio 10.0 Una singularidad desnuda / A Naked Singularity. Con le due artiste tanti nomi non da poco che propongono opere legate al suono [Juan Carlos Alom, Miguel Álvarez-Fernández, Balada Tropical, Massimo Bartolini, John Cage, Tania Candiani, Mircea Cantor, Amir Fattal, Carlos Garaicoa, Shilpa Gupta, Yonel Hidalgo, Vasili Kandinski, Archivo ChakraRPM, Jorge Macchi, Elena Mazzi & Elisa Strinna]. Copio e incollo qui la significativa citazione nel comunicato stampa della mostra: The artist who creates silence or emptiness must produce something dialectical: a full void, an enriching emptiness, a resonating or eloquent silence. Susan Sontag, The Aesthetics of Silence.

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Massimo Bartolini; Recording, one-off, on 12-inch vinyl record picture disk format, mural painting, record player, amplifier, speakers. Produced by Fondazione Musica per Roma / Edited and published by Radical Matters Editions/Label. Voice: Nicholas Isherwood.

E a proposito  di silenzio eloquente, c’è un’altra coincidenza di cui vogliologo-appunti-e-riflessioni_small sm mettervi al corrente. E’ appena uscito il nuovo numero del magazine di cultura contemporanea Notas Y Reflexiones, di Francesco Ozzola. Qui di nuovo interviene, tra gli altri, Pietro Gaglianò, con un breve scritto proprio sul silenzio, di cui ogni tanto avremmo veramente bisogno.

New friend, late thanks

GuilmiArtProject ha un nuovo amico molto speciale, un editore e scrittore iperbolico, curioso, appassionato e anticonvenzionale. L’abbiamo conosciuto lavorando su Elio Petri e rincontrato l’estate scorsa al festival del cinema di Karlovy Vary. Lui è Rainer J. Hanshe. Vive tra New York e Parigi, ma ha un’attenzione del tutto speciale per l’Italia di cui vanta le origini, per cui, quando può, non perde occasione per alloggiare in tutte le mete possibili del bel paese. Per Rainer l’Italia è quella raccontata dai tanti autori che egli tratta nei suoi scritti, che emerge dai tic di Carmelo Bene, dall’estro particolarissimo di Emilio Villa (che ha scandagliato in una recente opera mastodontica e quasi omnicomprensiva), dagli ammassi chiassosi di Federico Fellini, dall’etica caustica di Pier Paolo Pasolini. Come un rabdomante, Rainer va a caccia di tessere di mosaici scomposti, riassemblandoli insieme in un ordine particolarissimo, per non lasciare che la loro immagine svanisca, e facendo un favore anche a noi italiani, che abbiamo l’illusione – specie sotto l’attuale governo Renzi-Franceschini- con il Ministero dell’Approssimazione e Turismo…-, che delle immagini della nostra cultura possiamo vivere per sempre di rendita e marketing- scellerati che siamo!

E così, dicevo, Rainer J. Hanshe ricompone l’immagine astratta, studiata e amata dell’Italia, saldandone i pezzi con la sua esperienza diretta. Questa operazione l’ha portato anche a Guilmi, dove GAP lo ha ospitato per un mese intero a settembre 2014, dandogli l’occasione di lavorare al libro di Robert Kelly A Voice Full of Cities, e di concentrarsi su alcune pubblicazioni dedicate in particolare a Pier Paolo Pasolini Pasolini e a Miklos Szenkuthi, che sono già disponibili sul sito di Contra Mundum Press.

hyperion-logo

Mentre aspettiamo che si esprima direttamente sulla sua esperienza guilmese, coccolato da Teresa, Leonardo, Armando, Giovanni e Pino, tra ventricine e il temutissimo vino cotto, noi pubblichiamo volentieri una review sull’impresa illa qui sotto, nonchè un link alla sua rivista letteraria Hyperion, da consultare costantemente per gli ottimi contenuti e per ricordarci che ogni tanto si può anche approfondire.

review villa

 

 

oggi WORD+MOIST PRESS siamo pronti!

Juan Pablo Macías
WORD+MOIST PRESS

10.10. – 07.11.2014
VILLA ROMANA
Via Senese 68
+39 055221654

juan

Nel 2009, Juan Pablo Macías (Messico, 1974) ha portato avanti una ricerca sul sapere e sui media anarchici, partendo da un provvedimento legale adottato ai danni di una delle più grandi biblioteche anarchiche dell’America Latina, nell’estate del 2009, a Città del Messico: sfratto con ordine di sequestro per il mancato pagamento dell’affitto. Dopo aver realizzato diverse opere intorno a questa biblioteca, Macías ha consultato archivi privati e statali e approfondito online, meditando sulla relazione tra sapere istituzionale e il sapere insurrezionale, e in un senso più ampio, tra sistemi di rappresentazione e affettività.

Con le sue azioni, gli interventi, la manipolazione di archivi e progetti editoriali, Juan Pablo Macías intende generare tensioni fra le istituzioni, la pratica artistica, e il campo sociale, allontanandosi dalla scialba semantica mediante la produzione di programmi che agiscono direttamente su corpi biologici, sociali ed economici.

Questo interesse per l’incontro tra la sfera sociale rappresentativa (che ha nella proprietà il suo centro gravitazionale), e il sapere insurrezionale o l’affettività, lo ha portato a esplorare il mutamento di emozioni ed elementi privi di forma in modelli di esistenza socialmente strutturati e legali che sanciscono le libertà degli individui e delle comunità, siano esse il libero accesso al sapere o la trasformazione dell’inchiostro in codici legalmente perseguibili, a titolo esemplificativo.

A Villa Romana, Juan Pablo Macías presenta il suo progetto editoriale WORD+MOIST PRESS (1) con il lancio del libro “The Anarchist Doctrine Accessible to All”, scritto nel 1925 da José Oiticica, filologo, poeta, anarchico nonché nonno dell’artista brasiliano Helio Oiticica.

Juan Pablo Macías propone di considerare il lavoro alla stregua di un materiale formale che, proprio come l’inchiostro, o qualsiasi altro medium, può servire da materia di lavoro a se stante. Nel caso specifico, Macías ha commissionato a Maíra das Neves e Kadija de Paula di Agência Transitiva (Rio di Janeiro, Brasile) la traduzione dal portoghese all’inglese di “The Anarchist Doctrine Accessible To All” di José Oiticica (prima traduzione in assoluto dell’autore in un’altra lingua), come materia di lavoro per pubblicare il volume inaugurale di WORD+MOIST PRESS; e per incidere su i muri de Villa Romana frammenti del testo tradotto.

Juan Pablo Macías usa queste incisioni, che ricordano le scritte dei carcerati sulle pareti della prigione o gli antichi graffiti, come un processo transazionale per negoziare le stratificazioni che compenetrano il suo lavoro. Il lavoro che, concepito come un’attività svolta in clandestinità o nell’intimità della casa, che negozia il suo tempo attraverso diverse mediazioni nell’ambito pubblico: con la istituzione, con la prassi/artificio d’arte e con il campo sociale. Di fatto questa traduzione nacque dal desiderio di Macías di leggere Oiticica, e dalla volontà di condividere con un pubblico più ampio questo impulso iniziale.

WORD+MOIST PRESS ha organizzato una tavola rotonda a Villa Romana (18–19 ottobre) dal titolo “Histories of Publishing”. Saranno presenti Maíra das Neves e Kadija de Paula di Agência Transitiva (Rio de Janeiro, Brasile), Federico Bacci (Firenze, Italia), Christopher Jones di 56a infoshop (Londra, Gran Bretagna), Massimo Mazzone (Roma, Italia) e Dott. Nicholas Thoburn (Manchester, Gran Bretagna).

(1) WORD+MOIST PRESS è un progetto editoriale di Juan Pablo Macías che pubblica libri e media fatti da umidità, carne e sangue. WORD+MOIST PRESS stampa parole che non sono testo o legge, ma fiati del passato e del presente.

Villa Romana Florenz

“Histories of Publishing” è un evento parallelo a WORD+MOIST PRESS, che si terrà presso il Padiglione nel giardino di Villa Romana. Macías ha invitato diverse persone a riflettere sul concetto di storia dell’editoria contribuendo con film, video, performance o talks. I partecipanti avranno libertà di proposta: alcuni trattando da un punto di vista giuridico il copyright e la sua storia, il copyleft e i creative commons, altri proponendo una lettura più soggettiva guardando ad alcuni temi: libri d’artista, nuovi media, editoria indipendente, bibliografia, il patrimonio culturale in Internet, la diffusione delle idee, ecc.

PROGRAMMA

Sabato, 18 Ottobre 2014

11:00 Trans(L)a(C)tions
Maíra das Neves e Kadija de Paula

13:30 Pranzo

15:00 Anti-Book: Materialities Of Communist Publishing
Dott. Nicholas Thoburn

17:00 Osvaldo: Publishing and Struggle
Federico Bacci

19:00 Aperitivo

Domenica, 19 Ottobre 2014

11:00 PRESS to PRINT to EYE to HAND to ARCHIVE:
A Small Excavation Of Radical Print Culture Through Anecdote And Example
Christopher Jones

13:00 Pranzo

15:00 Autonomous and Libertarian Productions
Massimo Mazzone

Maíra das Neves e Kadija de Paula sono artiste e traduttrici di Agência Transitiva, uno “space-vehicle” a Rio de Janeiro per le azioni e gli studi non convenzionali su arte, politica e storia delle idee.

Federico Bacci ha un passato che spesso ritorna. È stato regista cinematografico, documentarista, sceneggiatore e autore radiofonico. Dal 2009, insieme a Lucia Giardino è curatore di GuilmiArtProject, un programma di residenze in Abruzzo.

Christopher Jones fa parte del 56a Infoshop radical social centre a Londra ed è membro del gruppo di attivisti politici e sound artist Ultra-red.

Massimo Mazzone è artista e attivista. Porta avanti una ricerca basata sui rapporti storici tra corpo, scultura e architettura, ovvero sulla scultura sociale. Egli è il portavoce del gruppo internazionale di studio Escuela Moderna/Ateneo Libertario.

Dott. Nicholas Thoburn ha all’attivo pubblicazioni sull’estetica dei media, teoria culturale e politica. È autore del libro “Deleuze, Marx and Politics” e di “Anti-Book: Material Text and the Art of Political Publishing” di prossima pubblicazione. È docente di Sociologia presso l’Università di Manchester.

And in English…

Juan Pablo Macías
WORD+MOIST PRESS

10.10. – 07.11.2014

You and your friends are cordially invited
to the opening on Friday, October 10 at 7 pm.

Juan Pablo Macías has carried since 2009 a research on anarchist knowledge and media, departing from a legal situation that surrounded one of the largest anarchist libraries in Latin America, evicted with a seizure order for back rent in the summer of 2009 in Mexico City. After several works around this library, he has been researching papers, state and private archives, the Internet, pondering on the relation between power knowledge and insurrectional knowledge, and in a broader sense, between systems of representation and affectivity.

This interest in the encounter of the social representational realm (property being its gravitational center), and insurrectional knowledge or affectivity, has taken him to question the transformation of formless affections or elements, into socially structured and legal forms of existence that determine the liberties of individuals and communities, be it the free access to knowledge, or the becoming of ink into codes susceptible of lawful punishment, for an example.

In Villa Romana he is making the formal presentation of his editorial project WORD+MOIST PRESS(1) which launches its first volume “The Anarchist Doctrine Accessible to All”, written in 1925 by José Oiticica – philologist, poet, anarchist and grandfather of the Brazilian artist Helio Oiticica.

Macías’ proposal consists in recognizing labor as a formal material that serves as any other media, ink for an example, to use as labor material for itself. In this case, he has commissioned the translation from Portuguese to English of “The Anarchist Doctrine Accessible to All” (the first translation of this author to any other language), to Maíra das Neves and Kadija de Paula, members of Agência Transitiva (Rio de Janeiro, Brazil), as the material element for publishing the inaugural volume of WORD+MOIST PRESS, and for inscribing the translated text directly onto the walls of Villa Romana using a hard tip object.

These inscriptions on the wall – that recall prison writings or old graffiti – serve as the transactional process by which Macías negotiates the different layers that traverse his labor. Labor, understood as an activity realized in the clandestinity or intimacy of the house, that negotiates its time with different outcomes in the public realm: the institution, art practice/artifices, the social field. Actually, this translation is born out of his desire of reading Oiticica, and consequently, of creating a broader circulation for this initial desire.

WORD+MOIST PRESS programmed a weekend of talks called “Histories of Publishing” with Maíra das Neves and Kadija de Paula from Agência Transitiva (Rio de Janeiro, Brazil), Federico Bacci (Florence, Italy), Christopher Jones from 56a infoshop (London, United Kindom), Massimo Mazzone (Rome, Italy) and Dr. Nicholas Thoburn (Manchester, United Kingdom).

The work of Juan Pablo Macías (Mexico, 1974), explores the relation between systems of representation and affectivity, and analogically, between power knowledge and insurrectional knowledge. With his actions, interventions, work on archives and editorial projects, he intends to cause tensions between institution, art practice and social field, abandoning flat semantics by producing programs that operate directly on the biological, social and economic bodies. His work has been shown in major art museums in Mexico and around the world.
http://juanpablomacias.tumblr.com/

(1) WORD+MOIST PRESS is an editorial project by Juan Pablo Macías, that publishes books and media that are made from moist, flesh and blood. WORD+MOIST PRESS prints words that aren’t text nor law, but just past and present mouth-mists.
_____________________________________

“Histories of Publishing” is an event parallel to WORD+MOIST PRESS, taking place at the Pavilion in the Villa’s garden. Macías invited several people to contribute freely with film, video, performance or talks, to ponder on the notion of histories of publishing. The contributors will have liberty of proposal; as an example, talking from a legal perspective about copyright and the history of copyright, or about copyleft, creative commons; others a more subjective approach talking about artist’s books, new media, autonomous publishing, bibliography, what is a book, cultural patrimony on Internet, disseminating ideas, etc.

PROGRAM

Saturday, October 18, 2014

11 am Trans(L)a(C)tions
Maíra das Neves and Kadija de Paula

1:30 pm Lunch

3 pm Anti-Book: Materialities Of Communist Publishing
Dr. Nicholas Thoburn

5 pm Osvaldo: Publishing and Struggle
Federico Bacci

7 pm Aperitif

Sunday, October 19, 2014

11 am PRESS to PRINT to EYE to HAND to ARCHIVE
A Small Excavation Of Radical Print Culture Through Anecdote And Example
Christopher Jones

1 pm Lunch

3 pm Autonomous and Libertarian Productions
Massimo Mazzone

Maíra das Neves and Kadija de Paula are artists and agents at Agência Transitiva, a space-vehicle in Rio de Janeiro for actions and non-conventional studies in art, politics, and history of ideas.

Federico Bacci has a past that often comes back. He has been cinema director, documentary filmmaker, screenwriter and radio author. Since 2009, along with Lucia Giardino he curates GuilmiArtProject, a residency program in Abruzzo.

Christopher Jones is part of the 56a infoshop radical social centre in London and a member of the political sound art group Ultra-red.

Massimo Mazzone is an artist and activist. He carries on a research based on the historic relations between body, sculpture and architecture; namely social sculpture. He is spokesman of the international study group Escuela Moderna/Ateneo Libertario.

Dr. Nicholas Thoburn has published on media aesthetics, cultural theory, and politics. He is author of “Deleuze, Marx and Politics” and the forthcoming Anti-Book: Material Text and the Art of Political Publishing. He lectures in Sociology at the University of Manchester.

With the support of Brice Delarue from Zirkumflex Berlin.

raccolta differenziata

Quello che un aggiornamento, per quanto accurato, fatica a documentare, è la routine quotidiana di GuilmiArtProject, con tutte le randomicità non previste da una narrazione lineare.

Ad esempio, la nonchalance di Pietro Gaglianò, che impossibilitato ad attuare una sensata raccolta differenziata nel suo buon ritiro, viene a buttare i rifiuti in via Italia, nel bel mezzo di un proficuo browsing con Juan Pablo Macias.

Macias Gagliano Bacci1 Macias Gagliano Bacci2 Macias Gagliano Bacci3

Oppure una piacevole interruzione del lavoro intellettuale, che a Guilmi avviene in strada, per l’arrivo di nuovi amici

Stasera, 6 settembre 2014, open studios a Villa Romana

Tra gli altri, ci saranno anche Radio Papesse e Andrea D’Amore all’apertura degli studios dei residenti di Villa Romana. Dopotutto lì sono di casa, e infatti,  appena tornati da GuilmiArtProject 2014, si sono fiondati al lavoro nella magica tenuta sulla via Senese, a Firenze.

Alvaro Urbano, Untitled, 2014 (dettaglio)
Alvaro Urbano, Untitled, 2014 (dettaglio)

Radio Papesse manderà gli studios ON AIR, con lo streaming dal bellissimo giardino (e oggi sembra proprio essere una calda e pulita giornata di settembre), alla portata degli ospiti di varia natura, tra i quali Giacomo Sallizzoni e Tessa Matteini – rispetettivamente architetto, guerrilla gardener, esperto di orti condivisi e paesaggista ed esperta di architettura dei giardini – e Matteo Nasini. In più manderanno “pillole” di concerti, anche da radio storiche, tra queste le Papesse sono andate a ricercare un Perfume Garden, che emanava i suoi effluvi da Radio Londra nel 1967.

Andrea D’Amore presenterà uno dei suoi Paesaggi Camouflage, sulla terrazza della villa, dalla vista mozzafiato… si dice che uno dei suoi paesaggi sia stato lasciato anche a Guilmi… qualcuno l’ha già individuato?

Altri ospiti della villa non estranei ai guimesi, visto che o in forma privata o come protagonisti – mi riferisco a Marco Mazzoni, in particolare, il nostro primo residente!-, vengono spesso a trovarci, sono i Kinkaleri, oggi con la proiezione di tRitolo|All!

I link ai nomi sopra vi diranno sicuramente di più. Noi vi aggiorneremo con foto e commenti al nostro ritorno.

New writer, new article!

IMG_6402 copyE’ fresca fresca di nomina e salta direttamente al ruolo di redazionista di post ed articoli per il nostro sito, senza passare da stage e tirocini, perchè è già brava di suo e perchè… a GuilmiArtProject sono tutti volontari.

E’ Eleonora Racciatti e il suo primo articolo è qui: Giorni diversi, pubblicato sul menu a cascata dei Gaplabs.

Lo stato dell’arte

Cari Gappisti,
nonostante il programma 2014 non sia ancora fuori, le acque si stanno muovendo in vista di agosto. E così presenteremo Nuova Didattica Popolare in Piazza Giorgini a Firenze, in occasione di un ciclo di incontri su Lo stato dell’arte. I nostri compagni di merende sono ospiti illustri e questo ci onora non poco… la vedete la ruota del pavone che mi fa da sfondo?;-).

Il primo incontro è stato ieri, 11 giugno con la schietta ex-direttrice della Galleria dell’Accademia, Franca Falletti. Spumeggiante e positivamente combattiva, ha concluso con un sano consiglio per riuscire nei propri intenti – di quelli che mirano a cambiare anche le brutte abitudini delle comunità: adottare la tecnica del picchio. Cioè: batti e ribatti, alla fine sfondi.

Franca Falletti, Lo stato dell'arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze
Franca Falletti, Lo stato dell’arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze. IPhoto: Maria Pecchioli

Nel secondo incontro ci saremo noi; inquadreremo le ragioni di gappisti e guilmesi di GuilmiArtProject, ma in primis Pietro Gaglianò racconterà l’esperienza e il significato della Nuova Didattica Popolare a Guilmi.

Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013
Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013

Il terzo incontro vede la presenza di Tomaso Montanari! La voce fastidiosa che evidenzia il controverso rapporto tra arte e politica, la zanzara che molti vorrebbero schiacciare perchè  raccorda fattacci imbarazzanti, di cui non andar fieri, con dati puntuali, cifre, statiche, date. Così, per non dimenticare che è importante continuare resistere; in barba a chi taccia di inspiegabile populismo qualunque tipo di resistenza all’omologazione.

Un grazie sentito agli organizzatori degli incontri, all’inintenzionale quota rosa del Vivaio del Malcantone e di Fosca, che ci permettono di far conoscere il nostro progetto fuori dai nostri confini di riferimento.

Qui tutto il programma

LO STATO DELL’ARTE

Fosca e Il Vivaio del Malcantone presentano “Lo Stato dell’arte”: 3 incontri pubblici in piazza Giorgini.
Ciascun appuntamento sviluppa un punto di vista sul tema della cultura nello spazio pubblico. Il percorso di incontri si rivolge a tutta la cittadinanza adottando a modello le lezioni di piazza aperte, gratuite, pubbliche e interdisciplinari.
“Lo Stato dell’arte” osserva le metodologie della produzione, distribuzione e partecipazione della cultura nello spazio urbano, si propone come approfondimento sul potenziale artistico culturale della città di Firenze.
I 3 incontri offriranno al cittadino punti di vista diversi, portando ciascuno la propria cifra critica e tematica, al tempo stesso l’intero percorso si propone come visione organica e di insieme: un tutorial per chi desidera comprendere meglio dinamiche e possibilità legate ai temi della fruizione di arte cultura e spazio urbano.
“Lo Stato dell’arte” è un gioco semantico che oscilla volutamente fra due interpretazioni: da una parte la diagnosi della condizione attuale delle pratiche artistico/culturali, dall’altra si rivolge al soggetto pubblico “Stato” non solo come interlocutore ma anche come responsabilità collettiva.
Grazie a “Lo Stato dell’arte” Fosca e Il Vivaio del Malcantone intendono attivare un approfondimento condiviso e orizzontale che consenta di disegnare una traccia verso la realizzazione di nuove potenzialità socioculturali.

Gli incontri si tengono in Piazza Giorgini dalle ore 19
(Porta la sedia o rimani in piedi)

Programma

11 giugno

Franca Falletti – Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze dal 1992 al 2013.

Il museo: uno spazio per l’uomo o per le muse?

L’incontro mira a definire il rapporto fra la città di Firenze nelle sue varie componenti e il suo patrimonio culturale conservato nei grandi musei, quale attualmente è e quale auspicabilmente dovrebbe essere. Lacune e potenzialità, saranno meglio individuate anche alla luce del dibattito che si svilupperà con i cittadini presenti all’incontro stesso.

16 giugno

Lucia Giardino, Federico Bacci e Pietro Gaglianò

Presentazione di GAP Guilmi Art Project

Un progetto di interventi artistici nello spazio pubblico, con un approfondimento su “Nuova Didattica Popolare”, dispositivo sperimentale di condivisione in corso a Guilmi da agosto 2013.

3 luglio

Tomaso Montanari – Professore associato di Storia dell’arte moderna, Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, Dipartimento di Studi umanistici

Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

L’incontro vuole essere occasione di confronto sul ruolo ed il valore del patrimonio culturale. Una riflessione sulla distanza che separa due visioni divergenti: il patrimonio come bene comune, e quindi elemento fondante della cittadinanza e del vivere civile, e il patrimonio come bene di mercato.

Approfondimenti

16 giugno Lucia Giardino Federico Bacci e Pietro Gaglianò – GAP Guilmi Art Project

Nuova Didattica Popolare è un progetto sartoriale di GuilmiArtProject, tagliato ad arte su Pietro Gaglianò, critico/curatore intelligente e versatile, e su Guilmi (Ch), un paese dalle scarse risorse, ma esigente e con grandi aspettative. Nella prima edizione di NDP del 2013, Pietro Gaglianò ha bandito le lezioni frontali e, armato di nuove intuizioni e storie, ha coinvolto il pubblico facendolo reagire a stimoli ed immagini, mettendolo così in grado di aprirsi un varco nel fortino della conoscenza dell’arte, solitamente occupato dagli addetti ai lavori. GuilmiArtProject ha da subito voluto inglobare Nuova Didattica Popolare nel proprio organigramma, in quanto ha riconosciuto a Pietro Gaglianò il ruolo primario di collante tra le esperienze artistiche proprie del progetto e la comunità, e quello non secondario di semplificatore dei processi di comprensione dell’opera d’arte contemporanea.

Guilmi Art Project (GAP) è un progetto di residenza artistica a cadenza annuale nel comune di Guilmi (Ch). Gettatene le basi nel 2007 e ideato in forma più strutturata nel 2009 da Federico Bacci e Lucia Giardino, GAP è partecipato dall’intera comunità, che è il primo, ma non l’unico destinatario e attore, degli eventi messi in atto. La sua attività si compone di molteplici fasi, articolate in diversi momenti dell’anno e senza scadenza predefinita, per poi concludersi in agosto, con una serie effetti collaterali e con la presentazione pubblica del lavoro dell’artista in residenza.

3 luglio Tomaso Montanari – Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

Il paesaggio, l’ambiente e il patrimonio artistico sono di tutti. Ma non di tutti e di nessuno: invece, di tutti e di ciascuno di noi. Sono, cioè, una proprietà collettiva il cui vero scopo è soddisfare ai diritti fondamentali delle persone. Sono, dunque, beni comuni che servono a realizzare il bene comune: che è la civilizzazione (questa bellissima parola che, per esempio in Francia, è un modo più consapevole per dire «cultura»). È possibile dimostrare che questa idea risale all’età classica, e plasma la coscienza italiana fin dai suoi albori. È per questo che, in Italia, una lunga storia culturale ha identificato nel patrimonio artistico un valore alternativo al mercato, ad esso irriducibile. E la storiografia artistica ha avuto anche questa funzione: ha determinato cosa e quanto, di quel vastissimo patrimonio, potesse e dovesse progressivamente uscire dal circuito economico, entrando in quello morale e civile. Oggi, invece, una profonda depressione culturale riduce la nostra vita alla sola dimensione economica: o meglio finanziaria. Ciò che interessa è il denaro, da cui trarre nuovo denaro in un processo di partenogenesi: per nulla virginale, però. Non sbaglieremmo di molto se dicessimo che ventitré ore della nostra giornata, settant’anni della nostra vita, i nove decimi dei nostri desideri sono dedicati al denaro. Ma, come riconosceva perfino la pubblicità di una carta di credito, esistono cose che non hanno prezzo, che non si possono comprare. Il perché lo spiega bene il filosofo americano Michael J. Sandel: «Perché preoccuparsi del fatto che stiamo andando verso una società in cui tutto è in vendita? Per due ragioni, una riguarda la disuguaglianza; l’altra la corruzione […] Assegnare un prezzo alle cose buone può corromperle. Questo perché i mercati non solo distribuiscono beni: essi esprimono e promuovono anche determinati atteggiamenti nei confronti dei beni oggetto di scambio […] Spesso gli economisti assumono che i mercati siano inerti, che non abbiano ripercussioni sui beni che scambiano. Ma questo non è vero. I mercati lasciano il segno. Talvolta, i valori di mercato scalzano valori non di mercato di cui varrebbe la pena tener conto. […] Se trasformate in merci, alcune delle cose buone della vita vengono corrotte e degradate. Dunque, per stabilire dove va collocato il mercato e a che distanza andrebbe tenuto, dobbiamo decidere come valutare i beni in questione – la salute, l’istruzione, la sfera familiare, la natura, l’arte, i doveri civici, e così via». Tomaso Montanari

Biografie

Franca Falletti, vive e lavora a Firenze. Laureata nel 1974 in Storia dell’Arte medioevale e moderna presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Dal giugno 1980 nominata funzionario direttivo della Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato, dal dicembre del 1981 è stata vicedirettrice della Galleria dell’Accademia e dal marzo 1992 Direttrice del medesimo museo fino al 28 febbraio 2013. In tale veste ha diretto e/o curato tutte le mostre, i nuovi allestimenti e i restauri realizzati presso il museo, seguendone e promovendone l’attività scientifica e pubblicando studi e cataloghi. In particolare ha curato il progetto di allestimento della gipsoteca di Lorenzo Bartolini, della collezione di tavole a fondo oro fiorentine e del museo degli Strumenti musicali del Conservatorio di musica Luigi Cherubini. Inoltre ha diretto fra il 2002 e il 2004 il restauro del David di Michelangelo e coordinato le indagini conoscitive che sono state eseguite in tale occasione da numerosi istituti di ricerca e universitari italiani ed europei. Nell’ambito dell’attività espositiva ha curato, oltre ad alcune mostre di argomento strettamente inerente il patrimonio della Galleria dell’accademia, anche alcune mostre ed eventi di arte contemporanea, come Forme per il David – Baselitz, Fabro, Morris, Kounellis, Struth nel 2004, Robert Mapplethorpe – La perfezione nella forma nel 2009 e Arte torna arte nel 2012.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e studioso dei linguaggi contemporanei. I suoi principali campi di indagine riguardano il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee, l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica, i rapporti tra l’arte visiva e i sistemi teorici delle arti performative e del teatro di ricerca. Sperimenta forme ibride tra arte e formazione, impiegando i linguaggi creativi come strumento per accrescere la consapevolezza sociale. Dal 2000 esercita un’intensa ricerca di scrittura critica, curatela e progettazione di eventi culturali collaborando con istituzioni pubbliche e private, gallerie d’arte e amministrazioni comunali e provinciali in Italia. Ha curato volumi e pubblicato testi in collane specialistiche e cataloghi di mostre personali e collettive, da lui curate o alle quali ha collaborato. Insegna in istituzioni universitarie italiane e statunitensi.

Lucia Giardino (Vasto, Ch, 1968) dalla fine degli anni Novanta lavora nel campo dell’educazione in istituzioni internazionali, portando avanti insegnamenti incentrati sui linguaggi dell’arte contemporanea. Dotata di forte vocazione didattica, assegna un ruolo fondamentale alla formazione. Come educatore, mette in atto un processo di decostruzione delle narrazioni acquisite, sulle cui spoglie costruire nuovi significati. Dal 2011 all’inizio del 2014 è stato Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, e nella stessa scuola ha diretto il programma di residenza F_AIR – Florence Artist in Residence. E’ cofondatore e curatore, insieme a Federico Bacci di GuilmiArtProject. Lucia Giardino ha una forte vocazione didattica, che espleta nel suo lavoro principale di professore di storia dell’arte e come coordinatore accademico della School of Fine Arts di Florence University of the Arts. In questo ambito nel 2011 le viene chiesto di dirigere F_AIR, la prima residenza d’artista nel centro storico di Firenze, strettamente interdipendente dalla scuola d’arte di cui sopra. É fermamente sostenitrice dei valori a lunga gittata della cultura, del cui processo lento, è altrettanto cosciente.

Federico Bacci (Livorno 1973) deve la sua formazione artistica a percorsi alternativi, quali la militanza all’interno di centri sociali, da dove provengono molti protagonisti della scena contemporanea fiorentina nati negli anni Novanta. Ha un passato che spesso ritorna, come regista, documentarista, sceneggiatore e speaker radiofonico. Nel 2009 insieme a Lucia Giardino inaugura GuilmiArtProject, un programma di residenza in Abruzzo, del quale è co-curatore.

Tomaso Montanari (Firenze 1971) è professore associato confermato di ‘Storia dell’arte moderna’ presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, sezione di ‘Storia del patrimonio culturale’. Collabora al «Fatto Quotidiano», a «Left» e al «Corriere della sera» nell’edizione del Mezzogiorno. Ha vinto il Premio Giorgio Bassani di Italia Nostra (novembre 2012), e ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’onorificenza di Commendatore «per il suo impegno a difesa del nostro patrimonio» (marzo 2013), è stato membro della Commissione per la riforma del Ministero per i Beni Culturali istituita dal ministro Massimo Bray nel settembre 2013. Ha recentemente pubblicato un saggio sullo stato della storia dell’arte in Italia, dal titolo “A cosa serve Michelangelo?” (Einaudi 2011), uno relativo al dilagare dei falsi scoop storico-artistici (“La madre dei Caravaggio è sempre incinta”, Skira 2012), uno sulla funzione civile del patrimonio artistico (“Le pietre e il popolo”, minimum fax 2013). Il libro “Costituzione incompiuta. Arte, paesaggio, ambiente” (da lui curato, e scritto insieme a Alice Leone, Paolo Maddalena, Salvatore Settis; Einaudi 2013) ha vinto il Premio Internazionale Capalbio per la Saggistica 2013.

Com’è andata?

Marco, …
Ciao, pronto mi senti?
Io ti sento, e tu?
…….
Ti ho cercato alle 19:05 del 12/05/2014 3. Informazione gratuita con il servizio “Ti ho cercato”.
19:11
………..
Ehi, come è andata?
………..
Ti ho cercato alle 19:08 del 12/05/2014 3. Informazione gratuita con il servizio “Ti ho cercato”.
19:15
………..
Sono di nuovo disponibile. Richiama! 19:08 12/05/2014 3. Informazione gratuita con il servizio “Richiama”.
19:15
Marco, come è andata?
E’ un incubo!
Sì, ma come è andata?
Ma bene, io direi, sono molto contento! La mostra mi sembra bella. Finora molti mi hanno detto bene. Molti non m’hanno detto niente. A qualcuno magari non è piaciuta… Quando vieni?

Marco Mazzoni, No Matter how ugly you are, Qahwa, Prato
Marco Mazzoni, No Matter how ugly you are, Qahwa, Prato
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Marco Mazzoni, No Matter how ugly you are, Qahwa, Prato

marco mazzoni – no matter how ugly you are > 9 may / 8 june 2014 > qahwa – c/o warehouse – via s. jacopo 9 .prato .italy