Juan Pablo Macías | Mano Vuelta 10 aprile 2023

A otto anni dalla prima residenza a GuilmiArtProject, Juan Pablo Macías torna a più riprese in Abruzzo per Mano-Vuelta un progetto a lungo termine (2021-2023) la cui ultima fase prevede l’elaborazione di una bevanda cerimoniale di mais fermentato chiamata tesgüino (1). La produzione segue le fasi di germinazione, fermentazione, spremitura e filtraggio del mais. La fermentazione consiste nell’attivazione di un processo chimico di fermentazione che, secondo l’artista, rispecchia l’atto creativo inteso come un atto sinergico, un’economia, un interscambio mutualistico che si verifica tra specie diverse.
In forma di mostra Mano-Vuelta sarà presentato a Guilmi lunedì 10 aprile 2023. La giornata inaugurale prevede una tavola rotonda a cui parteciperanno rappresentanti del panorama anarchico, musicale, agricolo e artistico delle regioni Abruzzo e Molise (2) durante la quale si condividerà e imbottiglierà il tesgüino, che nella versione guilmese prende il nome di BASOROWA.
A marzo 2022, il primo incontro con la comunità di Guilmi per Mano-Vuelta, si è incentrato sulla lallazione e la scrittura dei nomi delle diverse varietà di mais mesoamericano: tanti nomi come le varietà create dai nativi americani attraverso un libero e intenso interscambio di semi. Queste varietà di mais diventano le molteplici voci incarnate nel mitologico Chicomexochitl, un dio bambino del mais, inventore della danza, la musica, la scrittura e la poesia.
Nel corso dello stesso anno, Juan Pablo Macías insieme a Filippo Racciatti ha piantato nella Valle del Sinello una varietà di mais proveniente dall’istmo di Tehuantepec (Messico) di nome zapalote chico, che insieme ad altre varietà locali serviranno per la elaborazione del tesgüino.
Tutte le fasi di semina, crescita e raccolta del mais sono state affiancate dai doni. L’agricoltore Filippo Racciatti ha sfidato le leggi naturali per innestare sul proprio terreno lo zapalote chico mentre la musicista Hilary Binder con la sua batteria ha fatto dei doni sonori per l’irrequieto Chicomexochitl affinché il suo adattamento potesse avvenire nel territorio guilmese, che poco somiglia a quello originario all’opposta latitudine.
Curate e filmate da Macías, le tappe compongono Mano-Vuelta come un’opera corale, non perché partecipata, ma perché dotata di una coreografia che invade gli spazi. Il termine basorowa in lingua rarámuri designa la “libertà di movimento”, cioè la libertà più inalienabile insieme alla libertà di pensiero. Mano-Vuelta si articola infatti in svariati movimenti, si nutre di cicli agricoli, lavorativi e sonori mantenendo il senso rituale associato al processo di mutualità della mano-vuelta (lett. “darsi una mano”).
(1) In forma più breve, come sola fase di produzione e condivisione del tesgüino, il progetto è stato già realizzato allo Skultpur Institute di Vienna e più recentemente allo spazio Error di Puebla
(2) Mulino Cofelice, Filippo e Nicola Racciatti, Alessandro La Palombara, Fabrizio Mariani, Nicholas, Senza Bagno (PE), Francesco, Unpae (Andrea Croce e Alessia Delli Riccioli), Limiti Inchiusi (Molise), Mulino Cofelice
MANO-VUELTA BAKUNIN – Giornata del Contemporaneo, Amaci, 11 dicembre 2024
Realizzato per la prima volta in seguito a un workshop con gli studenti del Skulpturinstitut di Vienna e presentato alla galleria Angewandte a ottobre 2021 (Mano-Vuelta – Prudhon, coproduzione Skulpturinstitut e MUME – nomadic Mexican Museum a cura di Oscar Cueto), Mano-Vuelta Bakunin ha come fine la produzione di una birra ricavata da mais biologico della varietà zapalote chico proveniente dall’istmo di Tehuantepec, in Messico. A Guilmi Filippo Racciatti impianterà il mais di una pannocchia proveniente da un precedente progetto artistico (1). In seguito alla raccolta, a Guilmi il mais sarà sottoposto al processo di fermentazione per ricavarne la bevanda poi consumata collettivamente e imbottigliata come Mano-Vuelta Bakunin, in onore dell’anarchico russo che soggiornò nel Regno di Napoli a partire dal 1865.
La birra di mais o Tesgüino (in Raramuri, ‘battito cardiaco’), è una bevanda cerimoniale preparata dagli indigeni Raramuri della Sierra del Tarahumara nel nord del Messico. Lo stesso gruppo di indigeni di cui scrisse diffusamente Antonin Artaud. La birra Tesgüino si prepara quando tutte le diverse comunità Raramuri si riuniscono per il lavoro e le festività: “Gli indiani Tarahumara della Sierra Madre in Messico considerano ancora la Tesgüino una bevanda sacra che rimane parte integrante delle loro vite quotidiane […]. Per i Tarahumara, la Tesgüino ha grande importanza sociale e culturale ed è usata in ogni occasione: dalle cerimonie di guarigione, al lavoro, alle feste, agli sport, agli incontri, alle risoluzioni di controversie e altro.” (José Regalado).
“Mano-vuelta” è una locuzione che indica la pratica indigena e campesina del “darsi una mano” o “aiutarsi vicendevolmente”: Macìas la adotta in riferimento al processo di realizzazione della birra a Km0, che sarà quindi collettivo e potrà auspicabilmente continuare senza la presenza dell’artista.
Per la Giornata del Contemporaneo 2021, l’11 dicembre GuilmiArtProject invita presso la Sala Polivalente a Guilmi, tutti coloro che possono essere interessati a partecipare all’incontro pubblico di presentazione e avvio del progetto, che per la parte artistica, le ragioni concettuali e il legame del mais con la tradizione messicana sarà illustrato da Juan Pablo Macìas.
Auspicabilmente gli intervenuti apporteranno le loro conoscenze ed esperienze anche di confronto, sulla coltivazione, la trasformazione e il consumo di mais, grani e altri prodotti agricoli diffusi nella produzione di birra o altri fermentati.
Durante l’incontro dell’11 dicembre 2021 alla Sala Polivalente di Guilmi, verranno distribuiti questionari valutativi e sarà presentato il calendario delle diverse tappe della produzione di Mano-Vuelta Bakunin che scandiranno il 2022, fino alla presentazione e il consumo finale.
Nella sede de La Pitech Juan Pablo Macías allestirà un display di materiali illustrativi e istruzioni, già parte del progetto finale di Mano-Vuelta Bakunin.
(1) La pannocchia è stata parte di Museum pieces, a 6000 year-old corn fossil, two agronomists and a geneticist presente alla Seconda Biennale di Yinchuan a cura di Marco Scotini (2018), dove è stata esposta sottovuto.
MANO-VUELTA un progetto di Juan Pablo Macías a cura di Federico Bacci e Lucia Giardino, prodotto da GuilmiArtProject
Comunicato 1
“Mano-vuelta” è una locuzione che indica la pratica indigena e campesina del “darsi una mano” o “aiutarsi vicendevolmente”: Juan Pablo Macías, di ritorno in Abruzzo dopo la sua prima residenza a GuilmiArtProject nel 2014, la adotta in riferimento a un processo collettivo e di comunità di produzione di una bevanda, densa di implicazioni e a Km0. Come nel precedente progetto, BAS – Banca Autonoma dei Sementi Liberi da Usura l’artista attiva un gruppo di locali, che praticano giornalmente azioni di economia e socialità alternative al macro-sistema liberista globale.
Affondando la proprie ragion d’essere nel pensiero anarchico, MANO-VUELTA e BAS, trovano applicazione particolarmente efficace nella zona dell’Alto Vastese in cui opera GuilmiArtProject. Qui, in un contesto di marginalità estrema, sin dal primo decennio del Duemila, si sono trasferiti gruppi che hanno deciso di vivere in maniera alternativa, a contatto diretto con una natura quasi primordiale e resistendo a dinamiche di sfruttamento sociale e ambientale. Tali gruppi sono stati per Macías interlocutori fondamentali per entrami i progetti.
Mano-Vuelta Basorowa rinnova anche la collaborazione tra Juan Pablo Macìas e con il coltivatore Filippo Racciatti, custode di parte del patrimonio di BAS, nonché fornitore del mais per l’edizione viennese di Mano-Vuelta.
La prima parte del progetto Mano Vuelta sarà presentato durante la Giornata del Contemporaneo 2021, promossa da AMACI, presso la Sala Polivalente di Guilmi, con un incontro pubblico che accoglie interventi di natura artistica, antropologica, agricola e sociale, che dipanano le ragioni concettuali del progetto. Un’operazione di scrittura e di lallazione di Juan Pablo Macìas illustrerà il legame del mais con la tradizione messicana.



Le fasi successive di Mano Vuelta saranno raccontate nelle diverse pagine del nostro sito, dedicate al progetto,


LINK:
QUADRIENNALE DI ROMA Studio visit a Juan Pablo Macías, di Marco Trulli, maggio 2022
FLASH ART, Una storia policentrica: Abruzzo. Fondazione Zimei; Fondazione Malvina Menegaz; GuilmiArtProject (GAP); Straperetana; SenzaBagno, di Simone Ciglia, Primavera 2023
