Editoria come pratica artistica

Nell’ambito di Editoria come pratica artistica, presentiamo Avanzi a Milano

un progetto a cura di Boîte Editions

dalle ore 15.00 alle 20.00 :: c/o Standards, via Maffucci 26, Milano

:: h. 16.00 – talk “Editoria come pratica artistica”

:: h. 17.00 – presentazione del libro AVANZI di Elena Mazzi, con l’artista e Lucia Giardino / Guilmi Art Project

:: fino alle h. 20.00 – piccolo mercato del libro d’artista e Book Project Review

Continua la collaborazione tra Frequente e Boîte, inaugurata con la realizzazione del libro d’artista ATLAS 2007-2016 di Clio Casadei, con un nuovo appuntamento dedicato all’editoria. Domenica 30 settembre si terrà il talk “Editoria come pratica artistica” a cura di Federica Boragina e Giulia Brivio. Il dibattito sarà dedicato al multiforme mondo del libro d’artista attraverso un’indagine storica che parte da Un coup de dés n’abolira jamais le Hasard di Stéphan Mallarmé del 1897, prosegue per le neo-avanguardie, Fluxus, arte concettuale, fino ad arrivare alla contemporaneità.

Nell’ultimo decennio sempre più artisti si sono avvicinati alla pratica editoriale come nuovo campo di sperimentazione, di ricerca, di creazione, di ribellione e di dialogo con un pubblico sempre più ampio. La vitalità di questo panorama è paragonabile a quanto accadeva negli anni ’60 e ’70, ma è necessario porsi delle domande e confrontare la storia con il presente: cos’è un libro d’artista? Che ruolo svolge all’interno del sistema dell’arte? Quali sono le sue caratteristiche? Secondo quali parametri si può analizzare? Quale valore ha? Quale futuro avrà?

Negli spazi di Standards sarà inoltre allestito una piccola libreria temporanea con una selezione di libri d’artista curata da Boîte, insieme alle pubblicazioni di Archive Books.

Sarà possibile sottoporre i propri progetti editoriali a una Book Project Review con le editrici di Boîte ***

Seguirà la presentazione del nuovo libro d’artista di Elena Mazzi, Avanzi, edito da Boîte Editions: il viaggio di Elena a Guilmi, piccolo borgo in Abruzzo, dove è stata invitata da GuilmiArtProject a trascorrere un periodo di residenza e a indagare le mitologie del luogo.

*** Per maggiori informazioni e prenotazioni scrivere a boite@boiteonline.org, costo 20 euro + tessera associativa 5 euro

Boîte è uno studio di ricerca e produzione dedicato all’editoria d’arte contemporanea. Fondato nel 2009 da Federica Boragina e Giulia Brivio, fino al 2018 ha pubblicato l’omonima rivista ‘in scatola’ dedicata alle arti visive e, dal 2014, cura e realizza libri d’artista e progetti legati all’editoria, per sostenere la ricerca artistica contemporanea attraverso la forma del libro. Dal 2017 si occupa della curatela di The Art Chapter – Milano Art Book Fair, presso BASE Milano.

http://www.boiteonline.org

AVANZI è anche un libro

AVANZI è anche un libro. I più attenti se ne saranno già accorti leggendo post sui social o prestando attenzione alla mostra bolognese That’s It – conclusasi il 6 gennaio 2019 – la quale, presentando il progetto completo di Elena Mazzi per GuilmiArtProject, includeva anche la nostra fascinosa co-produzione editoriale, di giugno 2018: un’entusiastica collaborazione tra l’artista, Boîte Editions, la Fondazione Il Bisonte Arti grafiche e… ovviamente noi. Ecco di cosa si tratta: 

Elena Mazzi, Avanzi, 2018

Testi: Federico Bacci, Lucia Giardino, Michela Lupieri, Elena Magini, Elena Mazzi
Immagini: Andras Calamandrei, Elena Mazzi
Progetto grafico: Elena Mazzi
Dimensioni: 24 x 18 cm
Contenuto: 1 poster, 2 libretti, 1 leporello, 9 tableau
Carte: Splendorgel, Favini Burano, Favini Crush e Magnani Pescia Incisioni per l’edizione speciale
Font: Minion Pro
Serigrafie: Fondazione Il Bisonte, Firenze
Stampa: Litogì, Milano
Pubblicato da: Boîte Editions, Lissone
Con il supporto di GuilmiArtProject e Diego Bergamaschi

Tiratura: 200 copie + 18 edizioni speciali + 9 p.d.a  ISBN 978-88-941797-6-7 

Edizione di 200 copie numerate a mano: € 28 Edizione da collezione con cofanetto in legno e serigrafia numerata e firmata: € 450

Se andate sul sito di Boîte Editions, fin troppo linkato in questa pagina, potete acquistare il libro, che è una vera delizia divertente, pieno di diversi formate, carte colorate, belle fotografie e pochi ma buonissimi scritti.

Crediti per la realizzazione di Avanzi a Guilmi:
GuilmiArtProject: Federico Bacci, Lucia Giardino – produzione e cura
Enzo Sivillo Fascetto – direttore tecnico
Matteo Coluccia – assistente alla fotografia
Valentina Cencetti, Simona Di Giovanni, Daniela Pitrè – assistenti all’allestimento
Linda di Ciano, Eleonora Racciatti – ragazze di scena

Per la loro calda partecipazione si ringraziano: 
Adriana Gandolfi, Emiliano Giancristofaro – antropologi
I guilmesi: Matteo, Alessio, Maria Grazia e Nicola Antonacci, Enzo Berardi, Camillo, Nicola e Nicolina Carosella, Teresa Ciccarone, Teresa D’Acchille, Agostino Di Ciano, Daniele Di Nardo, Eleonardo Giardino, Massimo e Leonardo Giardino, Raj Irudaya, Andrea Lizzi, Plinio Lizzi, Alfonso Luciani, Pierino Luciani, tutta la famiglia Racciatti, Matteone, Nicolina, Linda e Irene Zocco

Elena Mazzi: “grazie Boîte Editions!!!! ricordi dell’estate 2015 che riaffiorano!! vi penso forte GuilmiArtProject Lucia Giardino Chico Bacci Michela Lupieri Elena Magini Giulia Brivio Federica Boràgina, senza di voi non avrei mai concluso questa pubblicazione… un pensiero speciale all’Abruzzo, ai piccoli paesi dell’entroterra, alla magia della natura”.

Ancora una volta un supergrazie a Zona Locale, perché questa intervista rimane una pietra miliare per la comunicazione di Avanzi.

 

SIAMO al MAMBO con AVANZI!

Chi ci segue senza aspettare i nostri post lo sa già, per tutti gli altri che  visitano il sito per avere notizie fresche sulle nostre attività diamo la notizia solo ora, quasi troppo tardi. GuilmiArtProject è alla mostra That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, al MamBo. Siamo presenti grazie ad Elena Mazzi, che invitata dal nuovo direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Bologna, Lorenzo Balbi, propone Avanzi, il nostro progetto residenza del 2015. Con l’occasione, abbiamo collaborato nuovamente con l’artista emiliana, alla produzione dell’ultima tappa del progetto: un libro d’artista realizzato in 200 copie da Boite Edition, con la collaborazione della Fondazione il Bisonte per le 18 + 9 edizioni per i collezionisti, arricchite da preziose scatole e serigrafie numerate e firmate. That’s IT è in programma fino all’11 novembre, ma ci è giunta una voce molto sensata, secondo la quale la mostra verrà prorogata fino all’inizio di gennaio (date da confermare).
Quindi, andate a visitarla, avete ancora un po’ di tempo!

Il MAMbo apre la programmazione espositiva del suo spazio principale – la Sala delle Ciminiere – sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, con That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, una mostra che presenta i lavori di 56 tra artisti e collettivi nati dal 1980 in avanti, esplorando differenti media e linguaggi.

L’esposizione, dal taglio dichiaratamente generazionale, indaga gli sviluppi più recenti dell’arte nel nostro Paese, coerentemente con un preciso posizionamento nel panorama italiano e internazionale che il MAMbo ha scelto di darsi.

That’s IT! (IT come codice dell’Unione Europea che individua la sigla dell’Italia) non si sviluppa, volutamente, intorno a un concept unitario e monolitico, ma propone interrogativi e possibili letture della contemporaneità in una prospettiva aperta, dialettica e magmatica. Ha ancora senso oggi definire un artista “italiano”? Cosa contribuisce a determinare la definizione di “italianità”? Tale definizione ha delle conseguenze sull’autorappresentazione dell’artista? Dove e come poniamo il confine geografico e generazionale? La mostra propone alcune tra le possibili risposte.

Qui un po’ di foto, ma solo di ciò che più ci riguarda:

Artisti in mostra:

Matilde Cassani (1980), Giuseppe De Mattia (1980), Margherita Moscardini (1981), Michele Sibiloni (1981), Riccardo Benassi (1982), Ludovica Carbotta (1982), Danilo Correale (1982), Andrea De Stefani (1982), Giulio Squillacciotti (1982), Marco Strappato (1982), Carlo Gabriele Tribbioli (1982), Ian Tweedy (1982), Invernomuto (Simone Trabucchi, 1982 e Simone Bertuzzi, 1983), Francesco Bertocco (1983), Giovanni Giaretta (1983), Lorenzo Senni (1983), Alberto Tadiello (1983), IOCOSE (Filippo Cuttica, 1983, Davide Prati, 1983, Matteo Cremonesi, 1984 e Paolo Ruffino, 1984), Elia Cantori (1984), Giulio Delvè (1984), Elena Mazzi (1984), Diego Tonus (1984), Calori&Maillard (Violette Maillard, 1984 e Letizia Calori, 1986), Federico Antonini (1985), Alessio D’Ellena (1985), Nicolò Degiorgis (1985), Riccardo Giacconi (1985), Adelita Husni-Bey (1985), Diego Marcon (1985), Ruth Beraha (1986), Elisa Caldana (1986), Roberto Fassone (1986), Francesco Fonassi (1986), Petrit Halilaj (1986), Andrea Kvas (1986), Beatrice Marchi (1986), The Cool Couple (Niccolò Benetton, 1986 e Simone Santilli, 1987), Filippo Bisagni (1987), Benni Bosetto (1987), Lia Cecchin (1987), Alessandro Di Pietro (1987), Stefano Serretta (1987), Giulia Cenci (1988), Tomaso De Luca (1988), Julia Frank (1988), Marco Giordano (1988), Orestis Mavroudis (1988), Valentina Furian (1989), Parasite 2.0 (Stefano Colombo, 1989, Eugenio Cosentino, 1989 e Luca Marullo, 1989), Alice Ronchi (1989), Emilio Vavarella (1989), Irene Fenara (1990), Angelo Licciardello (1990) & Francesco Tagliavia (1992), Caterina Morigi (1991), Margherita Raso (1991), Guendalina Cerruti (1992).

That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine è resa possibile grazie al prezioso supporto del main sponsor Hera e dello sponsor Gruppo Unipol, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. La mostra fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

Tempo di fiere

Ancora incerti se andare a Torino per Artissima – in qualità di pubblico, s’intente – stiamo ponderando le ragioni pro, tra le quali ha un peso rilevante il progetto speciale della fiera Deposito d’Arte Italiana Presente. Si tratta di un’invenzione curatoriale di Ilaria Bonacossa e Vittoria Martini che prende spunto da un interessante episodio di avanguardia italiana degli anni 1967-68 a Torino, il Deposito d’Arte Presente, per il quale rimandiamo ad un bel libro di Alessandra Troncone, La smterializzazione dell’arte in Italia- 1967-73,  edito da Postmedia Books nel 2015.

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Deposito D’Arte Presente (DDP, 1967–68). Foto Paolo Bressano – Courtesy Archivio Pistoletto, Biella e APT DIARY

Se nel progetto originale, il Deposito, era veramente tale, in mancanza di spazi che prendessero in affidamento ingombranti opere e per “una raccolta estemporanea, non permanente… uno spazio per il presente, per un tipo di arte connessa all’ hic et nunc e spogliata di qualsiasi sacralità” (Robert Lumley); nella riformulazione in sede Lingotto, di sacralità invece saranno investiti molti lavori – e artisti – sperando che la loro aura venga trasformata in aurea dorata e rivenduta a soldoni. Sicuramente sarà interessante vedere come verrà declinata questa mostra affollatissima di nomi non dimenticando però che, in quanto in fiera, essa non potrà che cercare di essere funzionale allo scopo di vendita, legittimazione e conferma del sistema dell’arte, dove le ragioni dell’arte passano in secondo piano rispetto al suo commercio. E’ giusto d’altronde che le gallerie che scommettono, investono e magari guadagnano con i  nostri artisti, vogliano essere ripagati con una legittimazione che non sempre trovano altrove, in sedi museali ad esempio. E quindi eccoti Artissima che ti appronta una bella mostra seria – crediamo -, dove tra i tanti artisti presenti al Deposito d’Arte Italiana del presente provenienti dalle gallerie partecipanti alla kermesse torinese dal 1994 in poi e da alcune istituzioni torinesi, troviamo anche qualche residente di GAP delle precedenti edizioni. Ci riferiamo a Cosimo Veneziano (Gap 2017) ed Elena Mazzi (GAP 2015), qui ovviamente selezionati non secondo i nostri canoni di valutazione del lavoro e del contesto di residenza, ma secondo altre ragioni, pur valide. Dice infatti Vittoria Martini in un’intervista su Apt Diary:  “I criteri che hanno guidato le nostre scelte: abbiamo adottato dei parametri oggettivi, cioè le presenze ad Artissima, le partecipazioni a mostre nazionali ed internazionali, i premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali e la presenza in collezioni pubbliche e private”… noi abbiamo quindi contribuito al curriculum dei nostri amatissimi artisti… o forse no?!?

Ad Artissima, in sede di fiera, ci sarà ancora una volta Fabrizio Prevedello (GAP 2013) presentato da Cardelli e Fontana, nella cui galleria a Sarzana (SP) è ancora in corso (fino al 18 novembre) la sua personale Interno, di cui via abbiamo recentemente parlato. Ma la consuetudine del bel binomio Massimo Biava – Fabrizio Prevedello non fa notizia in sé, è piuttosto la conferma di un’ottima collaborazione tra gallerista e artista. Notizia invece è questa, risultato della suddetta felice collaborazione: Fabrizio Prevedello è stato recentemente premiato nell’ambito di Level 0, la piattaforma messa in atto tra ArtVerona (appena conclusa l’edizione 2017) e i direttori dei musei e le istituzioni d’arte contemporanea in Italia, che si riservano di scegliere tra coloro che loro reputino i migliori artisti presenti in fiera, per una mostra nelle loro premesse.

Fabrizio Prevedello, Senza Titolo (196), 2017
Fabrizio Prevedello, Senza Titolo (196), 2017. Ferro, marmo Verde Alpi, legno, cm 220x105x46

 

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Cardelli e Fontana aveva visto un’altra artista della propria galleria vincere lo stesso premio nell’edizione di ArtVerona 2016. Nel contesto di Level 0 dello scorso anno, il Museo di Villa Croce di Genova aveva infatti premiato Beatrice Meoni. A conseguenza di ciò il museo ligure ospita la mostra dell’artista toscana con la mostra Oggetti Solidi visitabile fino al 12 novembre.

Aspettiamo quindi con eccitazione la mostra di Fabrizio Prevedello nei nuovi spazi del centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Quando questa sarà, lo saprete anche da noi.

Roma, 25 gennaio 2017

 

Da non perdere l’inaugurazione di Notes on Complexity, il primo solo show di Elena Mazzi, nostra artista in residenza nel 2015) alla Galleria Ex-Elettrofonica. La mostra andrà avanti fino al 17 marzo e nel caso voleste vistarla nei weekend, accertatevi che sia aperta e prendete un appuntamento. Sotto i contatti:

Ex-Elettrofonica, Vicolo Sant’Onofrio, 10, 00165, Roma
tel +39 0664760163
skype: exelettrofonica
mail info@exelettrofonica.com

INOLTRE Elena Mazzi:

– il 31 gennaio presenterà alla Manula House di Helsinki il lavoro I’m Talking to You realizzato l’anno scorso durante la residenza in Finlandia
https://www.facebook.com/events/972405459556304/

–  l’8 Febbraio alla GAM di Torino presenterà un evento parte del progetto Atlante Energetico
http://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/atlante-energetico-conferenze-e-performance

Hope to see you somewhere around!

Sarà il caso di trasformare GAP in biennale?

Perchè no? In quanto a scansione temporale sarebbe perfetto per noi, per studiare, riposarci e non venire a noia a nessuno;-). By the way il titolo m’era sovvenuto pensando che la 14esima Biennale di Istanbul con Elena Mazzi si è appena conclusa, che la Biennale dei Giovani Artisti, Mediterranea 17 con Elena Mazzi chiuderà a breve (22 novembre) e che GuilmiArtProject 2015 sta facendo di tutto per estendere la permanenza di Elena Mazzi nella sua sfera d’influenza, visto la piacevolezza dell’incontro con l’artista. Per cui godetevi questo report di residenza estiva e intanto pensate a dove vorreste rivivere i bei momenti d’agosto, perchè Avanzi viaggerà con l’ausilio di tante belle persone, che potreste essere anche voi!IMG_1347 copia

Guilmi around the world

Felicissimi di avere ancora l’opportunità di raccontare di Guilmi. Dopo inviti in ordine sparso di cui si diceva al post precedente, il 6 ottobre saremo a Le Murate di Firenze, uno progetto variegato che ruota intorno l’arte contemporanea, con uno spazio invidiabile per residenze teatrali e di arte visiva, con bar, libreria, ristorantino, spazio riviste e spazio mostre, due piazze pedonali etc etc… una piccola Guilmi, insomma. Guilmi si deve solo attrazzare per la libreria, ma se volete potete venire e prendere i libri a casa GAP o nella neonata biblioteca… se riuscite a cavarne le gambe dal catalogo!

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BTW, qui il comunicato de Le Murate, ci farebbe molto piacere vedervi lì!

murateIl 6 ottobre alle ore 17.30, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea presenta GuilmiArtProject (GAP),
un progetto di residenza e mediazione informale all’arte contemporanea raccontato direttamente dai suoi ideatori e da alcuni protagonisti.

“GAP nasce nel 2009 come una festa tra una ventina di amici e con l’invito a un artista-ospite a immergersi nella realtà di Guilmi, un paesino dell’Abruzzo di circa 300 anime che neanche noi conoscevamo bene, raccontano i curatori. Alla prima mostra, la piccola galleria era piena di gente, poi i progetti abbiamo iniziato a presentarli ovunque, nell’ultima edizione, persino in modalità itinerante.
Con noi la gente era dappertutto! Questo forse è il senso di GAP: il rapporto tra l’artista e la gente; la gente che aiuta con le proprie competenze, che t’invita a pranzo, che dona provviste, la gente che incontra la gente. E l’artista che ritrova il senso del lavoro”. L’appuntamento presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, attraverso la condivisione dell’esperienza di GuilmiArtProject col pubblico, propone un ripensamento del ruolo delle residenze come riappropriazione del senso del lavoro, quale condivisione e rigenerazione sociale. L’incontro introdotto e mediato da Valetina Gensini, direttore artistico di Le Murate. Progetti Arte Contemporanea introdurrà Federico Bacci e Lucia Giardino, fondatori e curatori del progetto, il critico e curatore Pietro Gaglianò, dal 2013 all’interno dell’ossatura di GAP con la Nuova Didattica Popolare e gli artisti, Elena Mazzi e Nicola Toffolini, rispettivamente ospiti nelle edizioni 2015 e 2011, che avranno modo di confrontarsi sul loro operato a Guilmi e sull’evoluzione del progetto negli anni. Nicola Toffolini, attualmente in residenza a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, dove il 12 novembre pv, dedicherà un artist talk al suo lavoro in residenza rappresentando l’incontro ideale tra realtà che, in geografie diverse, puntano a delineare nuove modalità produttive ed esperienziali del mondo dell’arte.

Federico Bacci è stato regista e sceneggiatore cinematografico e autore radiofonico. Ha diretto con Nicola Guarneri e a Stefano Leone Elio Petri. Appunti su un autore (Premio Pasinetti 2005, Festival del Cinema di Venezia) distribuito da Feltrinelli Real Cinema e acquisito da Rai. Dal 2009 cura e dirige insieme a Lucia Giardino GuilmiArtProject.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e curatore. I suoi principali campi di indagine sono i sistemi teorici della performance art; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle esperienze artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica. Ha curato progetti speciali e mostre in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno.

Lucia Giardino insegna in istituzioni accademiche internazionali. Assegna un ruolo fondamentale all’arte come strumento di mediazione e conoscenza. E’ stata Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, dove ha diretto F_AIR –Florence Artist in Residence (2011 – 2014). Dal 2009 cura e dirige GuilmiArtProject insieme a Federico Bacci.

Elena Mazzi (1984; vive e lavora a Venezia). Si forma a Siena, presso lo IUAV di Venezia e alla Royal Academy of Art di Stoccolma. Nel 2011 è San Francisco per un progetto in collaborazione con i Future Farmers (borsa Movin’up). Altre residenze da lei condotte: Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, e Viafarini, Milano. Mostre principali: Collective memory and social space, galleria Botkyrka Konsthall, Stoccolma, Letters from the sky, video art festival COP17, Durban (Africa), COMMON GROUND, projects for the Lagoon, Palazzetto Tito, Venezia (Fondazione Bevilaqua LaMasa), TRA/ARADA/IN BETWEEN, Istanbul,Mirror Project # 6, Elena Mazzi | mass age, message, mass age, Barriera Arte, Torino; EGE-European Glass Experience, mostra itinerante nei migliori musei del vetro d’Europa; partecipa alla 14° Biennale d’Architettura di Venezia e alla prima Biennale di Fittja, Stoccolma (2014). E’ una dei 5 artisti italiani presenti alla 14° Biennale di Istanbul curata Carolyn Christov-Bakargiev attualmente in corso.

Nicola Toffolini (1975. Vive e lavora a Firenze e in provincia di Udine). La sua ricerca abbraccia discipline diverse e mette in relazione disegno, design, architettura, tecnica e scienze naturali. Realizza disegni, sculture, installazioni e interventi ambientali integrando materiali artificiali e tecnologia con elementi di origine naturale, condizionandone gli equilibri. Parallelamente dal 2001 con Eva Geatti conduce Cosmesi, progetto performativo e teatrale. Mostre personali e collettive successive al 2011: Premio Fondazione VAF VI (Palazzo della Penna, Perugia; Stadtgalerie, Kiel, Germania; Schauwerk Sindelfingen, Sindelfingen, Germania); ARTSIDERS, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia; Krobylos un groviglio di segni. Da Parmigianino a Kentridge, Musei Comunali, Rimini; Drawing Now Paris 8 – le salon du dessin contemporain, Le Carreau Du Temple, Parigi, Francia; 1:1, D406, Modena; Nootka, Squadro, Bologna. L’ultima produzione teatrale di Cosmesi DI NATURA VIOLENTA, Col fervore del sale, è stata presentata ad ATELIERSI, Bologna, realizzata nell’ambito della residenza a CENTRALE FIES, Dro (giugno 2015). Dal 2014 Nicola Toffolini è in residenza presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Firenze.

Martedì 6 ottobre ore 18.80 Piazza delle Murate, 

logo_muratepac1Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
Per info Tel: +39 055 2476873
Mail: info.pac@muse.comune.fi.it
Ingresso libero

Novità Settembre 2015 per GuilmiArtProject e alcuni residenti delle scorse edizioni

GAP è lieto di condividere con voi alcuni eventi che prevedono la nostra presenza e quella di alcuni nostri artisti in residenza nelle trascorse edizioni

19 settembre 2015

GuilmiArtProject sarà presente a Cantieri Aperti, Borgo del Ponte, Massa

– Il festival si articola in 3 giorni con incontri che si svolgono in spazi sia privati che pubblici, basati su processi partecipativi. Con Pietro Gaglianò, Federico Bacci e Lucia Giardino , a cura di Franco Rossi con  Semi Cattivi

25 – 27 settembre 2015

GuilmiArtProject al FORUM DELL’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA 2015, promosso dal Museo Pecci, Prato

3 giorni di tavoli di lavoro tematici con operatori del settore per fare il punto sulle criticità del “sistema arte in italia” e cercare di elaborare nuove proposte e soluzioni. GuilmiArtProject è stato invitato a rappresentare le residenze italiane nel tavolo Ripensare il senso delle residenze. Presenti al tavolo coordinato da Rossana Miele: Federico Bacci, Lucia Giardino, Eleonora Racciatti per GAP, e
Helena Hladilova, Vincenzo Schillaci, Giuseppe Buzzotta, Davide Daninos, Massimiliano Scuderi, Angelika Stepken, Benedetta Di Loreto. Pietro Gaglianò sarà il coordinatore del tavolo “Riconoscere il valore del lavoro culturale”.

Luoghi: teatro metastasio, monash university, palazzo banci buonamici – Prato

Mario Merz - Il numero ingrassa come i frutti d'estate e le foglie abbondanti. 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 - 1995 © Fondazione Merz
Mario Merz – Il numero ingrassa come i frutti d’estate e le foglie abbondanti. 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 – 1995 © Fondazione Merz

27 settembre 2015, h. 18

GuilmiArtProject al Festival della Creazione Contemporanea, Terni

Dibattito-performance sullo spazio pubblico ne Il gioco del Loco: dispostivo per far incontrare e dibattere i vari “praticanti” e vari progetti nazionali sul tema. Un progetto di: ARTInRETI; sviluppo site-specific per Terni Festival: Viaindustriae; Setting: La Società dello Spettacolo. Durata del dibattito 90 minuti. Con Federico Bacci e Lucia Giardino   

arteinreti

e inoltre condividiamo le ultime attività di alcuni residenti delle edizioni trascorse di GAP:

Elena Mazzi

17 Settembre 2015Revitalizing urban spaces as art practiceArts4Cities, Tayga creative space – San Pietroburgo

5 Settembre – 1 Novembre – 2015, Lacuna, Scuola superiore Italiana, 14esima Biennale di Istanbul

8-10 Ottobre 2015, con Trial Version, Sonic Somatic, Firenze

Juan Pablo Macias

fino al 26 SettembreWord not text not law – Galerie Michel Rein, Parigi. Presente in mostra il progetto BAS realizzato nell’ambito di Preistorico In(n)umano a GuilmiArtProject 2014

fino al 30 novembreFlorenz Contemporary, mostra promossa da Villa Romana, Firenze, all’Istituto di cultura Italiano, Berlino. Artisti in mostra: Francesca Banchelli, Federico Cavallini, Leone Contini, Gaetano Cunsolo, Giacomo Laser, Juan Pablo Macias, Margherita Moscardini, Filippo Manzini, Robert Pettena, Justin Randolph Thompson

Emanuela Ascari

1 agosto – 31 dicembre – artista in residenza al Macro, museo d’arte contemporanea, Roma

Speriamo d’incontrarvi in una di queste occasioni!

GuilmiArtProject 2015

Siamo lieti d’invitarvi agli eventi di fine residenza 2015 ______________

25 luglio – 13 agosto 2015 – GUILMI

Un artista in residenza, tre incontri di Nuova Didattica Popolare, due progetti artistici sperimentali, workshop e autoproduzioni, sono solo alcuni dei contenuti di GuilmiArtProject 2015. Tra le novità del programma di residenza d’artista e di formazione all’arte contemporanea, che da otto anni prende forma nell’Alto Vastese, il coinvolgimento diretto di giovani guilmesi chiamati a rimodulare le proposte artistiche nel segno di un radicamento trasversale nel territorio, coltivando collaborazioni proficue tra locali ed ospiti.

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L’artista che risiederà nella casa in via Italia 30 di Guilmi per circa un mese, tra luglio e agosto, è Elena Mazzi (Reggio Emilia, 1984) emiliana d’origine, ma di base a Venezia, da dove lavora a progetti singoli o in collaborazione con collettivi e altri artisti, che vedono la luce in laguna o nell’altro capo del mondo. Elena Mazzi rappresenta per GuilmiArtProject una scelta pienamente in linea con la poetica del progetto, ma proiettata in un rilancio verso nuove prospettive. Il suo approccio si traduce in un interesse prismatico verso le realtà umane, geografiche, sociali e culturali con le quali entra in contatto, mettendo in atto un metodo in cui le interrogazioni volte alla comprensione degli strati oltre superficie e l’inclusione delle diversità diventano parte integrante dell’opera. Bandita l’autoreferenzialità formale e autoriale come condizione essenziale, nei suoi progetti Elena Mazzi ingloba una coralità fatta di professionisti provenienti dai campi più disparati e punti di vista che risultano determinanti proprio perché eccentrici.

I giorni precedenti alla presentazione del progetto finale di Elena Mazzi vedranno il paese movimentarsi con workshop esperienziali tenuti da artisti e professionisti quali Luca Bruno (Rocca Spinalveti 1988) Andras Calamandrei (Zofingen, CH, 1975) e Andrea Melò (Bologna 1968), coordinati da Alessandro Carboni, Valentina Cencetti, Paride Di Nardo, Francesco Eppesteingher ed Eleonora Racciatti e dedicati alle generazioni più giovani di guilmesi; con due progetti artistici sostenibili e sperimentali di Daniela Pitrè (Cagliari, 1984) e Matteo Coluccia (Neviano, 1992); e con le seguitissime serate della Nuova Didattica Popolare del critico Pietro Gaglianò. A Michele Lancuba aka Santo Johnny andrà come di consueto, il compito di chiudere in musica l’edizione 2015 di GuilmiArtProject. La residenza d’artista è curata da Federico Bacci e Lucia Giardino.

Patrocinio: Comune di Guilmi Sponsor: Fratelli Edison, Firenze Azienda Agricola Antiche Grotte, Guilmi (Ch)

GuilmiArtProject, via Italia 30, 66050, Guilmi (Ch) guilmiartproject.wordpress.com guilmiartproject@gmail.com info: 349 5745922

A Firenze Tre Mostre, di Elena Mazzi ed Elisa Strinna con l’occupazione di Trial Version di via del Moro 82R

La mostra Tre Mostre di Elena Mazzi ed Elisa Strinna, curata da Trial Version si è conclusa a Firenze il 29 marzo 2015, ma vogliamo raccontarla ugualmente al nostro pubblico internazionale con una recensione di Alice Cheeseman, che durante l’opening del 14 marzo si è intrattenuta a fare due chiacchierare con le artiste e con qualche Trial Version. Lo scritto di  Alice Cheeseman ci offre così l’occasione di annunciare che Elena Mazzi è l’artista in residenza di GuilmiArtProject 2015. Lo avevamo già accennato e tra un po’ daremo l’annuncio ufficiale in pompa magna.

Tre Mostre, Elena Mazzi ed Elisa Strinna, a cura di Trial version, via del Moro 82r, 14-29 Marzo, Firenze
Tre mostre, Elena Mazzi ed Elisa Strinna, a cura di Trial Version, via del Moro 82r, 14-29 marzo, Firenze. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

Tre mostre is a collaborative project between not only the artists Elena Mazzi & Elisa Strinna but including a participation of Trial Version, a curatorial team composed by Marco Di Giuseppe, Michela Lupieri, Valeria Mancinelli, Chiara Nuzzi, Stefania Rispoli, and Elena Mazzi herself, that seeks similar objectives from the apprehension of the contemporary art scene in Italy. The collaborators seek to pose questions to the respective audience and strive forth not singularly for aesthetical purposes, however provoking questions that surmount to the intention of change – highlighting especially (their definition) of disaster, in both natural and cultural senses. In previous collaborations (Articolazioni oltre il linguaggio, Massimodeluca Gallery, Mestre, IT) the artists have similarly explored the notion of the relation between humanity and nature and the language they share. This collaboration extends to an assemblage of human connectivity and thus forth the connection they outline in nature.

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm
Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

The exhibition itself is held in a gallery space reopened for the exhibits purpose. The air of energy once entering the main mid level exhibit is palpable and sets the tone of severity and excitement.

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm
Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

The exhibit is contained within the many alcoves that gallery offered and each offered differing reactions. The low pitched humming of the stone centrally placed in the largest room of the gallery (Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, 2013 – 2014), combined with the acoustics of the high ceilings creates at instant atmosphere of excitement and industry – quite at odds with the significance the piece illuminates. This area displays works by Elena Mazzi and Elisa Strinna, including a vocal arrangement of American equities on a screen (Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, U.S.A. Equities 1871-2011).

The second floor of the gallery contains a collection of referents by Elena Mazzi. To the left an assortment of beautiful curiosities, such as dried flowers from the banks of Venice’s river plains presented on a mismatch of hand drawn & printed cartology and texts. The focal wall is a collective film disclosing the hidden nature of Venice, both in an exploration of artisan workshops and the degradation of nature and culture due to the tourist industry. In fact, the exhibit’s opening at the turning of spring further ensues the importance of attention to the dilapidation of nature in modern Italy.

Elena Mazzi, Lacuna. Land of hidden spaces, video HD, 12' col. 2014
Elena Mazzi, veduta dell’istallazione. A sinistra: A critical herbarium, piante essicate su carta, materiali vari, 30×40 cm; Reflecting Venice in a box, vetro di Murano intagliato, legno, 2014; Lacuna. Land of hidden spaces, video HD, 12′ col. 2014. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

The lower floor level contains the work of Elisa Strinna. The famous fruit basket of Caravaggio has been re-worked in mono prints outlining the globalization of the relationship we have, and had with nature. Exotic fruits have been beautified, outlined with glossy veneers and exteriors, whilst across the room we find the silicon husks of the same fruits, empty in the promise of delight. Although each aspect of the collection denotes an important message to the audience, it is difficult for those unenlightened to derive meaning behind the obvious aesthetics of each piece ‘mi piace, è bellissimo’ was a prominent response to the film shown and this is something to highlight. The notion of beauty in context should be irrelevant however it is a continuing epidemic of human nature to firstly notice the beauty in something, regardless of its message or significance.

Elisa Strinna, veduta dell'istallazione con Variazioni su canestra di frutta n.1, n. 2, n. 3, stampa su carta cotone, 2011, courtesy Galleria MassimodeLuca; Untitled, silicone, legno, 2015, courtesy Galleria Massimodeluca
Elisa Strinna, veduta dell’istallazione con Variazioni su canestra di frutta n.1, n. 2, n. 3, stampa su carta cotone, 2011, courtesy Galleria Massimodeluca; Untitled, silicone, legno, 2015, courtesy Galleria Massimodeluca. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

A poignant moment for all that attended the opening of the show was, of course, the reaction induced by listening to the soprano performance. A incredible personal interpretation of the inclinations and declines of the American stock market from 1871 up to 2011 which again was thrust with dualities, the beauty of the singers vocal achievements and the notions behind the constant resurgence and reemergence of crisis and contamination throughout this scrap of history. The performance begged the question: is humanity fated to repeat these actions as the projections suggest, or are we as a collective able to end the cycle we have made for ourselves? In a constant quest for the new, the coveted, the mass produced, are we creating an inescapable creator of insignificance to our lives – this in turn begs another question however – without this inherent human lust – would we have ever developed as a species at all? There is without a doubt a purpose to constant development and without this drive we would surly not have surmounted to evolution of the arts, of science, of philosophy, of intelligence.

Whilst discussing with the artists their intentions for this collaboration, it is clear that both have a passion for expressing cultural issues, trying to strive away from the aforementioned aesthetics; for naive purposes. Instead they intend to create a visual language to raise awareness of both global and local concerns- a language which for them is a directly divulged from nature and made intelligible through art and sound. For Elisa, globalization and our relationship with nature is at the forefront of exploration of her work – she continues throughout different projects to develop the notion of creating a language directly derived from nature and translating this into something relatable to human understanding. Elena similarly envelops herself into our comprehension of destructive coexistence with nature, and through our intention to continuously progress whilst at once highlighting the previous progression  of artisans before us- our actions thus become asinine.

Our relationship with nature to me is similarly comparative to our relationship with money, it sustains us silently, we are dependent upon it, yet however regardless of this obvious fact, we as humans, are intent on abusing it. This can be seen both in the stock market projections highlighted in the exhibition and the evolution of plant development surrounding the cruise liner infested waters of lagoon of Venice (see the pieces Lacuna and U.S.A. Equities 1871-2011).

A connection of ideologies presented by both artists can be seen in the ‘perception of reality’; Elisa Strinna highlights this in her silicon moulds of the exotic promising fruit, rendering a juxtaposition to their tasteless, reproduced 21st century nature – whilst Elena Mazzi’s work highlights the perception and pre connotations that the booming tourist industry has not uniquely had on the natural habitat of Venice but also the affects on craftsmanship. the direct correlation between the influx of tourism and the loss of artisanship within the community of Venetians – Elena stating to me that ‘the tourist industry in Venice has a particular vision of artisanship, this being exclusively centered around glassblowing  demonstrations’ shows our exploitation of both nature and local artisans, in the end both the growth of foliage and plants in Venice and the growth and development of true artisanship is disintegrating before us producing and reproducing something to such an extent that beauty is lost and advancement is unattainable

Il team di Trial Version, da sinistra a destra: Elena Mazzi, Stefania Rispoli, Michela Lupieri, Marco di Giuseppe
Il team di Trial Version, da sinistra a destra: Elena Mazzi, Chiara Nuzzi, Valentina Mancinelli, Stefania Rispoli, Michela Lupieri, Marco di Giuseppe.

Sull’autore: Alice Cheeseman è inglese e studia Storia dell’Arte alla Florence University of the Arts a Firenze. Nel 2014 ha frequentato il corso di Social Practices in Contemporary Arts tenuto da Lucia Giardino, durante il quale ha elaborato un progetto con i pazienti affetti da alzheimer dell’RSA il Giglio di Firenze. Noi speriamo che rimanga a Firenze e che l’arte diventi la sua ragione di vita:-).