The Independent FRIENDSHIP | SOLIDARITY | ALLIANCES

Forse abbiamo tralasciato di aggiornare il nostro sito con degli eventi irrilevanti per i più, ma fondamentali per noi, gente delle residenze, infatti credo che non abbiamo dato notizia della Carta di Matera… Chi fosse interessato potrà scaricarla qui. Ci ripromettiamo di illustrarvi tutto nei prossimi post. Va fatto con agio, è una cosa importante!

Inoltre è sancita la nostra presenza su The Independent,  lo spazio di ricerca dei luoghi del contemporaneo indipendenti del Maxxi, Museo nazionale delle arti del XX secolo, come potrete constatare cliccando sui link.

Terza notizia non da poco: il Comune di Guilmi, nella figura del sindaco Carlo Racciatti, ha espresso con fermezza la volontà di realizzare atti concreti per il riconoscimento di GuilmiArtProject come realtà fondamentale, propulsiva di attività, pensiero e relazioni che contribuiscono al benessere sociale sul territorio. Tali atti, saranno auspicabilmente la premessa per la nostra operatività in modalità sinergica e collaborativa col paese e in Abruzzo (mi riferisco in particolare a quello delle aree interne ultra-periferiche…). Vi terremo informati su queste importantissime novità in fase di definizione.

the independent friendship Solidarity Alliance

Tutto ciò era una premessa per comunicarvi che in seguito alla nostra sancita presenza su The Independent,  lo spazio di ricerca dei luoghi del contemporaneo indipendenti del Maxxi, Museo nazionale delle arti del XX secolo, il 24 2 il 25 gennaio 2020, parteciperemo a The Independent FRIENDSHIP | SOLIDARITY | ALLIANCES che si terrà nello stesso museo, a cura di a cura di Giulia Ferracci, Elena Motisi e Valerio Del Baglivo, dialoghi Interdependent Transformation a cura di Aria Spinelli. Ecco di cosa si tratta:

𝘐 𝘈𝘮 𝘕𝘰𝘵 𝘈𝘣𝘭𝘦 𝘛𝘰 𝘍𝘪𝘯𝘥 𝘔𝘺 𝘛𝘩𝘰𝘶𝘨𝘩𝘵𝘴 𝘞𝘪𝘵𝘩𝘰𝘶𝘵 𝘗𝘢𝘴𝘴𝘪𝘯𝘨 𝘛𝘩𝘳𝘰𝘶𝘨𝘩 𝘠𝘰𝘶𝘳 𝘌𝘺𝘦𝘴.

Nel 2020, il MAXXI festeggia il quinto anniversario del progetto di ricerca The Independent, dedicato all’individuazione e alla promozione degli spazi sociali volti al pensiero indipendente. Per l’occasione, che coincide con il decimo anniversario del Museo, è stato organizzato un summit che esplora il potere di amicizia, solidarietà e alleanze.
Riunendo esponenti del mondo dell’arte e non solo, l’incontro analizza i motivi e i mezzi per cui e con cui i progetti artistici e gli spazi indipendenti creano strutture di sostegno, incoraggiano forme di solidarietà e promuovono alleanze per contestare le convenzioni della legittimità culturale.

Siccome l’evento è internazionale, riportiamo la traduzione in inglese e la scansione degli eventi pure in inglese

In 2020 the research project The Independent, at MAXXI celebrates its 5th anniversary. The project identifies and promotes social spaces for independent thinking. Coinciding with the museum’s 10th anniversary, a summit has been called to mark this occasion by exploring the power of friendship, solidarity and alliances.
By bringing together actors from the art world and beyond, the summit addresses how independent spaces and art projects question the conventions of cultural legitimacy, analysing reasons for, and means by which they organise support structures, encourage forms of solidarity and foster alliances.

FRIDAY 24 JANUARY morning

11/11.30 – Doors open and registration
11.30 /12.00 Elena Motisi, Valerio Del Baglivo, Giulia Ferracci

Introduction to the Summit
12/12.30 Dialogue (chair: Aria Spinelli)

Setting the Tone with Olga Gambari (Next) e Cristiano Seganfreddo (ArtVerona)

12.30/13.15 – Dialogue (chair: Aria Spinelli)
Plausibilities with Kuba Szreder (Centre for Plausibile Economies) e Andreco (Climate Art Project)

13.15-14.00 LUNCH BREAK afternoon

14.00/14.30 –President Giovanna Melandri – Introduction
14.30/15.00 – Director Hou Hanru – Introduction to the project The Independent

15.00/15.15 – Q&A

15.15/15.45 – Gregory Castera – Assembled by common concerns

15.45/16 Q&A

16/16.30 – Performance Pamela Z.

16.30/17 BREAK
17/ 17.30 – Zdenka Badovinac “Comradeship, or, how to feel like a fish in water”

17.15/17.30 Q&A

17.30/ 18.15 – Dialogue (chair: Aria Spinelli)
Nearing the Far with Federico Bacci (Guilmi Art Project), Paolo Mele (Ramdom) and Bianca Elzebaumer / Fabio Franz (Comunfare and Brave New Alps)

18.15-18.45 – Céline Condorelli “Dedication” 18.45/19 Q&A

19.00/ 19.30 – Performance
Max Fletcher There Are No Painters But Only People Who Engage in Painting Among Other Activities

19.30 / 20.00 Closing conversation with the curators Elena Motisi, Valerio Del Baglivo, Giulia Ferracci

SATURDAY 25 JANUARY morning

11/11.30 – Doors open and registration

11- Ongoing – Performance

Max Fletcher There Are No Painters But Only People Who Engage in Painting Among Other Activities

11.30/ 11.45- Elena Motisi, Valerio Del Baglivo, Giulia Ferracci Introduction to the second day and report on the first day

11.45/ 12.30 – Dialogue (chair: Aria Spinelli)
Taking Care with Luigi Coppola (Casa delle Agriculture) and Maria Pecchioli (Corniolo Art Platform)

12.30/ 13.00- Dialogue (chair: Aria Spinelli)
Digitalising New Forms of Survival with Gruppo Ippolita e Emanuele Braga (MACAO)

13.00 /14 – Performance: Public Movement “Emergency Routine”

13-14 LUNCH BREAK afternoon

14/ 14.30c- Andrea Phillips “The Economies of Solidarity in the Arts” 14.30/14.45 Q&A

14.45/15 – Cesare Pietroiusti “Modelli comunitari di passaggio di idee: circolarità, ospitalità, riflessività”
15/15.15 Q&A

15.15 / 16.45 – Performance Pamela Z.

16.45-17.15 BREAK 17.15/17.45 – Maria Lind “The Case of Tensta Konsthall“

17.45/18 Q&A

18/18.30 – Helena Reckitt “Durational Feminisms: research, learning, and trust in the Feminist Duration Reading Group“
18.45 / 19Q&A

19 – 20 – Performance Public Movement “Emergency Routine”

20 / 20.30 – Ade Darmawan (Ruangrupa) “Lumbung story” 20.30/ 20.45 Q&A

20.45/ 21 – Closing conversation with the curators Elena Motisi, Valerio Del Baglivo, Giulia Ferracci

Tempo di fiere

Ancora incerti se andare a Torino per Artissima – in qualità di pubblico, s’intente – stiamo ponderando le ragioni pro, tra le quali ha un peso rilevante il progetto speciale della fiera Deposito d’Arte Italiana Presente. Si tratta di un’invenzione curatoriale di Ilaria Bonacossa e Vittoria Martini che prende spunto da un interessante episodio di avanguardia italiana degli anni 1967-68 a Torino, il Deposito d’Arte Presente, per il quale rimandiamo ad un bel libro di Alessandra Troncone, La smterializzazione dell’arte in Italia- 1967-73,  edito da Postmedia Books nel 2015.

Deposito-DArte-Presente-DDP-1967–68-Foto-Paolo-Bressano-Courtesy-Archivio-Pistoletto-Biella
Deposito D’Arte Presente (DDP, 1967–68). Foto Paolo Bressano – Courtesy Archivio Pistoletto, Biella e APT DIARY

Se nel progetto originale, il Deposito, era veramente tale, in mancanza di spazi che prendessero in affidamento ingombranti opere e per “una raccolta estemporanea, non permanente… uno spazio per il presente, per un tipo di arte connessa all’ hic et nunc e spogliata di qualsiasi sacralità” (Robert Lumley); nella riformulazione in sede Lingotto, di sacralità invece saranno investiti molti lavori – e artisti – sperando che la loro aura venga trasformata in aurea dorata e rivenduta a soldoni. Sicuramente sarà interessante vedere come verrà declinata questa mostra affollatissima di nomi non dimenticando però che, in quanto in fiera, essa non potrà che cercare di essere funzionale allo scopo di vendita, legittimazione e conferma del sistema dell’arte, dove le ragioni dell’arte passano in secondo piano rispetto al suo commercio. E’ giusto d’altronde che le gallerie che scommettono, investono e magari guadagnano con i  nostri artisti, vogliano essere ripagati con una legittimazione che non sempre trovano altrove, in sedi museali ad esempio. E quindi eccoti Artissima che ti appronta una bella mostra seria – crediamo -, dove tra i tanti artisti presenti al Deposito d’Arte Italiana del presente provenienti dalle gallerie partecipanti alla kermesse torinese dal 1994 in poi e da alcune istituzioni torinesi, troviamo anche qualche residente di GAP delle precedenti edizioni. Ci riferiamo a Cosimo Veneziano (Gap 2017) ed Elena Mazzi (GAP 2015), qui ovviamente selezionati non secondo i nostri canoni di valutazione del lavoro e del contesto di residenza, ma secondo altre ragioni, pur valide. Dice infatti Vittoria Martini in un’intervista su Apt Diary:  “I criteri che hanno guidato le nostre scelte: abbiamo adottato dei parametri oggettivi, cioè le presenze ad Artissima, le partecipazioni a mostre nazionali ed internazionali, i premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali e la presenza in collezioni pubbliche e private”… noi abbiamo quindi contribuito al curriculum dei nostri amatissimi artisti… o forse no?!?

Ad Artissima, in sede di fiera, ci sarà ancora una volta Fabrizio Prevedello (GAP 2013) presentato da Cardelli e Fontana, nella cui galleria a Sarzana (SP) è ancora in corso (fino al 18 novembre) la sua personale Interno, di cui via abbiamo recentemente parlato. Ma la consuetudine del bel binomio Massimo Biava – Fabrizio Prevedello non fa notizia in sé, è piuttosto la conferma di un’ottima collaborazione tra gallerista e artista. Notizia invece è questa, risultato della suddetta felice collaborazione: Fabrizio Prevedello è stato recentemente premiato nell’ambito di Level 0, la piattaforma messa in atto tra ArtVerona (appena conclusa l’edizione 2017) e i direttori dei musei e le istituzioni d’arte contemporanea in Italia, che si riservano di scegliere tra coloro che loro reputino i migliori artisti presenti in fiera, per una mostra nelle loro premesse.

Fabrizio Prevedello, Senza Titolo (196), 2017
Fabrizio Prevedello, Senza Titolo (196), 2017. Ferro, marmo Verde Alpi, legno, cm 220x105x46

 

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Cardelli e Fontana aveva visto un’altra artista della propria galleria vincere lo stesso premio nell’edizione di ArtVerona 2016. Nel contesto di Level 0 dello scorso anno, il Museo di Villa Croce di Genova aveva infatti premiato Beatrice Meoni. A conseguenza di ciò il museo ligure ospita la mostra dell’artista toscana con la mostra Oggetti Solidi visitabile fino al 12 novembre.

Aspettiamo quindi con eccitazione la mostra di Fabrizio Prevedello nei nuovi spazi del centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Quando questa sarà, lo saprete anche da noi.