E prima di Juan Pablo…

Nuova Didattica Popolare
di Pietro Gaglianò

sabato 9 agosto, lunedì 11 e martedì 12 agosto, ore 21.00 – 22.30
Piazza del Torrione e altri luoghi

 a cura di GuilmiArtProject

NDP_14Dopo l’esperienza dell’edizione 2013, GAP conferma l’appuntamento con Nuova Didattica Popolare, lezioni di storia dell’arte in piazza. Immutata la formula, con tre incontri che radunano il pubblico e il docente (e performer) in alcuni interni urbani di Guilmi: luoghi in cui organicamente si incontrano la dimensione pubblica e una forma di domestica e colloquiale intimità. Immutate anche le regole, con la richiesta ai partecipanti di portare da casa la propria sedia e di prestarsi, in prima linea e con gli strumenti a disposizione, al dialogo e alla composizione condivisa di significati, come tentativo aperto nella sintesi dell’arte e della formazione.

Gli interrogativi da cui parte il programma di quest’anno hanno a che fare con il concetto di resistenza, con la cultura della Resistenza, e con l’estetica dei monumenti, che verranno indagati a partire da iconografie tradizionali fino alla presentazione di esperienze non convenzionali e a nuovi formati sperimentali di rappresentazione collettiva dello spazio pubblico.

Il processo attivato dalla Nuova Didattica Popolare corre parallelo ai percorsi che GAP mette in opera con i progetti di residenza, lavorando su forme di dialogo in cui lo strumento per la mediazione è dato dall’azione stessa, dall’incontro aperto a tutti gli esiti tra sfere linguistiche e culturali fra loro remote.

La maglietta tematica per la NDP di quest’anno è dovuta all’interpretazione di un artista: Ryts Monet (Bari, 1982) che dietro invito di Bacci, Giardino e Gaglianò, ha sintetizzato un progetto grafico in un cui le tensioni della formazione in ambito pubblico prendono le fogge dell’agonismo e della partecipazione calcistica.

A corollario delle attività principali di GuilmiArtProject, tra il 9 e il 14 agosto si terranno workshop e incontri, quali il GAP-lab dedicato alla realizzazione di set fotografici per Fern Blossom, Eva di Franco Clothing, con Andras Calamandrei e il coordinamento generale di Federica Berardi e Valentina Cencetti; e L’amore ai tempi di Guilmi, un GAP-lab radiofonico a cura di e Ilaria Gadenz e Carola Haupt di Radio Papesse e Tiziano Bonini. L’amore ai tempi di Guilmi, vuole essere “una riflessione tra generi a proposito dell’amore, e della sua resistenza, intesa sia come legame duro a morire, tra persone, sia come forza rivoluzionaria, di cambiamento, che resiste ai modelli individualisti e produttivisti tardo capitalisti”, “una discussione non solo tra i ragazzi e le ragazze di Guilmi ma anche tra persone di generazioni diverse”.

GuilmiArtProject è un programma di residenza artistica a cadenza annuale nel comune di Guilmi (Ch), a cura di Federico Bacci e Lucia Giardino. La scelta dell’ospite principale del 2014 si è indirizzata verso l’artista visivo Juan Pablo Macías (Puebla, Messico, 1974), il cui intervento site specific sarà presentato il 13 agosto e verrà interpretato dall’opera edibile di Andrea d’Amore intitolata Le ricette non sono piatti da briganti. Dalle ore 22.00 dello stesso giorno, la festa con il dj Santo Johnny e il duo-special guest Graziella Kriminal concluderà tutte le proposte della residenza 2014.

Pietro Gaglianò critico d’arte e studioso dei linguaggi contemporanei. I suoi principali campi di indagine riguardano il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica; i sistemi teorici e le esperienze della performance art rispetto alla sfera pubblica. Sperimenta forme ibride tra arte e formazione, in cui linguaggi creativi sono impiegati in funzione antidiscriminatoria e come strumento per l’aumento della consapevolezza sociale. Dal 2000 esercita un’intensa ricerca di scrittura critica, curatela e progettazione eventi. Ha collaborato con istituzioni pubbliche, fondazioni, e gallerie d’arte, in Italia e in Europa. Insegna in istituzioni universitarie italiane e statunitensi. Ha curato volumi e pubblicato testi in collane specialistiche e cataloghi di mostre personali o collettive, da lui curate o alle quali ha collaborato.

Federica Berardi, laureata in architettura all’Università Gabriele D’Annunzio di Pescara, è il coordinatore locale dei progetti speciali di GuilmiArtProject.

Fern Blossom è una produzione limitatissima e indipendente di capi d’abbigliamento e stampe serigrafiche originali.

Andras Calamandrei (Svizzera, 1975) è artista e fotografo. Ha partecipato a numerose e importanti mostre internazionali. Attualmente vive tra Firenze e Buenos Aires.

Tiziano Bonini è ricercatore in media studies all’Università Iulm di Milano. Si occupa di radio, social media, cultura digitale e pubblici connessi. Ha pubblicato articoli per riviste internazionali di media studies (Media, Culture & Society; European Journal of Communication; The Radio Journal; Communication & Society), libri su radio, media e globalizzazione per Carocci, Ombre Corte, Costa & Nolan e Garzanti. Autore di documentari, fiction e format per la radio, attualmente lavora per Radio 24 al programma Voi siete qui.

Radio Papesse è una webradio dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2006 all’interno del Centro d’Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse. Radio Papesse è un team di produzione da anni impegnato nella ricerca di nuove strategie di storytelling radiofonico per raccontare l’arte, il paesaggio, i saperi e le persone; lavora nel campo della produzione audio per musei e istituzioni culturali.

Ryts Monet (Bari 1982). Laureato in Arti Visive all’Università IUAV di Venezia, come artista ha partecipato a molte residenze internazionali. Attualmente è collaboratore alla didattica per il laboratorio finale di Arti Visive presso l’Università IUAV di Venezia.

Andrea d’Amore è laureato in letteratura e studioso di antropologia e filosofia del cibo. Svolge un percorso indipendente come cuoco-chef; realizza film d’arte nel duo Ciboideale ed è autore di Pianox12, un progetto legato al cibo e alla cura del sé.

Preistorico In(n)umano

Preistorico In(n)umano di Juan Pablo Macías
13 agosto 2014, ore 18.00
esterno, La Pitech, via Italia 26, Guilmi

Si conclude il 13 agosto, con la presentazione del progetto finale, la residenza di Juan Pablo Macías a GuilmiArtProject.

PREISTORICO-INNUMANO_header

Incuriositi dalla tendenza alla scrittura dell’artista messicano,dalle sue operazioni di riattivazione e corto circuito d’archivi e biblioteche, quest’anno GuilmiArtProject ospita per la prima volta un artista internazionale. Nel corso della ricognizione a fine maggio, egli ha avuto modo di sovrapporre al tessuto reale di Guilmi, un piccolo comune dell’Abruzzo, la propria griglia astratta di ragionamenti su dinamiche e rappresentazioni umane, sociali e politiche e sulla possibilità di rilevare paradossi nei processi istituzionali, in particolare sulla concezione dello spazio inteso come proprietà privata. Il lavoro svolto in paese parte da queste premesse generali e si concretizza in seguito ad un’ulteriore verifica nella scala ridotta della micro realtà abruzzese, con le proprie peculiarità storiche e contingenze contemporanee. Dotato di un alto grado d’urbanità, Macías trasforma scomodi assunti di resistenza al sistema in atti poetici, domestici, eppure puntuali e potenti. Il titolo del suo intervento a Guilmi, Preistorico In(n)umano, contempla una possibilità di salvezza: un atto brutale di rasa al suolo delle cattedrali d’indottrinamento conformista e di un auspicato azzeramento della storia. Tale ritorno al primordiale risuona nella doppia consonante (In(n)umano), la cui scrittura rivendica un’idioma volutamente espressionista, come antitesi all’asetticità e all’appiattimento di una lingua globalizzata e semanticamente svuotata.

Per Juan Pablo Macías la residenza a GuilmiArtProject rappresenta inoltre l’occasione di poter continuare il progetto Tiempo Muerto, un giornale di cui è editore dal 2012, pensato come piattaforma di ragionamenti e di riappropriazione di un tempo che la società dell’economia di mercato considera “morto”, perchè slegato dai processi di consumo collettivi. Tiempo Muerto è stato presentato in importanti spazi espositivi quali il Kunstraum München, il MUCA-Roma di Città del Messico, lo Studio Gennai di Pisa, da Tranzitdisplay a Praga e all’interno della mostra collettiva Altars of Madness (2013) tenutasi al Casino Luxembourg e al Confort Moderne a Poitiers.

La presentazione finale di Juan Pablo Macías sarà seguita da un’interpretazione edibile del progetto da parte di Andrea D’Amore. A completare l’articolazione del programma annuale di GuilmiArtProject ci saranno gli appuntamenti del 9, 11 e 12 agosto con la Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò. Il GAP-lab radiofonico L’amore ai tempi di Guilmi di Tiziano BoniniIlaria Gadenz e Carola Haupt, tra il 9 e il 14 agosto. Un ulteriore GAP-lab dedicato alla realizzazione di set fotografici per Fern Blossom, con la coordinazione generale di Federica Berardi.

Juan Pablo Macías (Puebla, Messico, 1974). Lavora in Messico e internazionalmente dalla fine degli anni Novanta come artista, autore e curatore. Studia semiotica in Messico e a Madrid e nel 2005 prende parte alla residenza Antonio Ratti a Como. Principali progetti individuali 2014 – 2010: 2013 – History of the universe in twenty minutes, Kunstraum München, Monaco (Germania); Tiempo Muerto: Burial of a copyright infringement (performance)Tranzitdisplay, Praga (Repubblica Ceca), 2012- Tiempo Muerto: Then the handwriting may be read upon the wall, Kunstraum München Monaco; Tiempo Muerto: Economías del Deseo, MUCA-ROMA, Città del Messico; Tiempo Muerto: On Production, Inscription and Desire, Studio Gennai, Pisa. 2010 – PortaA Certain Lack of Coherence, Porto (Portogallo).

Principali mostre collettive 2014 – 2010:2014 –Atwork Lettera 27. Donwahl Foundation for Conetmporary Art, Abidjan (CI); Zona Maco Sur, Città del Messico (Messico); 2013 – El ojo en el tiempo, Obras de la Colección Adrastus, Museo Carrillo Gil, Città del Messico (Messico); Apologia. Museo del Marmo, Carrara (Italia); The encyclopedia of failure. Part of the Jakarta Biennale SIASAT (Indonesia); Altars of Madness, Confort Moderne, Poitiers (Francia); Altars of Madness. Casino Luxembourg (Lussemburgo); 2012 –Wunderkammer. Museum Nacht, Delft (Paesi Bassi); Prospectus: Escuela Moderna, Karmelo Bermejo, Nicoletta Braga, Democracia, Juan Pablo Macías, Santiago Sierra, Alain Urrutia, Cantieri d’Arte 7a Edizione, Viterbo; Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Musée dʼArt Moderne de la Ville de Paris (Francia) 2011 – Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Museo Amparo, Puebla (Messico); Il Buon Vicino, REACT, Livorno; antes / después. Caja Blanca. 2010 – Espectrografías, Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico; Superficies del Deseo,  Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico.

http://juanpablomacias.tumblr.com/

A cura di Federico Bacci e Lucia Giardino

Con il patrocinio del Comune di Guilmi

Programma 2014

Qui date e anticipazioni di GuilmiArtProject 2014

13 AGOSTO
Termine della residenza con la presentazione finale di Juan Pablo Macias
e a contorno

21 luglio – 14 agosto
Juan Pablo Macias
in residenza
3 – 16 agosto
illuminazione della torre dell’acqua a cura di Enzo Sivillo Fascetto
9, 11, 12 agosto, h. 21.00
Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò
9 – 14 agosto
Gaplabs a volontà: radiofonia, fotografia, roba da mettersi addosso etc… con e a cura di Tiziano Bonini, Ilaria Gadenz, Carola Haupt,  Fern Blossom, Eva Di Franco Clothing, Andras Calamandrei e Federica Berardi
10 agosto
Graziella Kriminal in concerto Festa di GAP in collaborazione con Lu Barrott di Nicola.
11 agosto
passeggiata ecologica a cura della Proloco di Guilmi

13 agosto
– ore 17.30
cittadinanza onoraria agli artisti
– ore 18.00
presentazione dell’opera di Juan Pablo Macias
a seguire
interpretazione culinaria a cura di Andrea d’Amore, con la collaborazione delle donne guilmesi
e
LA FESTA con Santo Johnny e Graziella Kriminal

DETtAGLI e DIvagAZIONI

Solo poche cose, per cominciare.

Incuriositi dalla tendenza alla scrittura di Juan Pablo Macias (1974), dalle sue operazioni di riattivazione e corto circuito di archivi e biblioteche, quest’anno abbiamo invitato l’artista messicano residente a Livorno, come ospite principale di GuilmiArtProject. Nel corso della ricognizione a fine maggio, egli ha avuto modo di sovrapporre al tessuto reale di Guilmi la propria griglia astratta di ragionamenti su dinamiche e rappresentazioni umane, sociali e politiche e sulla possibilità di rilevare paradossi nei processi istituzionali. Il lavoro che svolgerà in paese, avrà a che fare quindi con un’ulteriore verifica della possibilità di attuazione dei suoi assunti nella scala ridotta del paese abruzzese, con le sue peculiarità storiche e contemporanee. Dotato di un alto grado di urbanità, trasforma scomodi assunti di resistenza al sistema in atti poetici, domestici, eppure puntuali e potenti. Il suo intervento a Guilmi ha un titolo. Bellissimo. E’ scritto qui sotto:

inumano

Ricordate Pietrò Gaglianò? Domanda retorica! Certo che sì! Superata brillantemente la prova del 2013 come residente, quest’anno la Nuova Didattica Popolare, da lui condotta, è entrata ufficialmente nel palinsesto di GuilmiArtProject. Le date, quelle evidenziate sopra; le location… quasi sicuramente quelle dello scorso anno: Piazza del Torrione e Largo Meridione. Ancora una volta non c’è da aspettarsi lezioni tradizionali, per cui siate aperti al confronto diretto e disposti a raccontarvi, per ridare significato al verbo “condividere”.

GAP apre quest’anno un nuovo progetto “curatoriale” affidando a Pietro Gaglianò: la scelta di un artista per la realizzazione della maglietta promozionale della Nuova Didattica Popolare. Il primo artista selezionato nel 2014 è Ryts Monet, che ha interpretato il senso di comunità e di “fare squadra”, argomento topico degli incontri di NDP.

La maglietta d’artista, che suona come un film con Nino D’Angelo, ma è cosa più intrigante, non scalzerà il ruolo fondamentale del nostro grafico da sempre, Francesco Eppesteingher, che negli anni ha decretato cosa metterci addosso. Dalle sue stesse creazioni dedicate al Comitato dell’amore, con la maglietta E’ colpa mia; alla sua stessa interpretazione di NDP con l’insostituibile sedia; alle commissioni affidate ad altri, ad es. al brillantissimo Tommaso Eppesteingher (ancora per NDP) e a DEM, per il suo Omone. Grazie France!

Gaplab” è il nostro neologismo per “workshop” o “laboratorio”. Quest’anno ne ospiteremo di varia natura, con l’interzione di coprire tutta la multiforme congregazione di guilmesi: da incontri di radiofonia con professionisti quali Tiziano Bonini, Ilaria Gadenz e Carola Haupt;  session per la realizzazione di set fotografici per Fern Blossom. E se qualche indigeno volesse prendersi la briga di replicare il workshop delle bottiglie dell’anno scorso, rivolto agli ospiti che verranno a visitarci, noi ne saremmo più che felici.

La scansione esatta dei gaplabs verrà comunicata in seguito, quando saremo tutti in situ.

Importantissimo: il 13 agosto la presentazione dell’opera di Juan Pablo Macias, si concluderà con l’assaggio dall’opera edibile di Andrea d’Amore, realizzata con la collaborazione delle donne Guilmesi. A tutto ciò seguirà la festa, movimentata dai dj Amigo Mio (ancora in forse) e Santo Johnny + special guest 2014, Graziella Kriminal.

Questo è poco meno di quello che abbiamo definito finora. Date, orari, location e contenuti puntuali, verranno forniti via via da GuilmiArtProject.

 

Lo stato dell’arte

Cari Gappisti,
nonostante il programma 2014 non sia ancora fuori, le acque si stanno muovendo in vista di agosto. E così presenteremo Nuova Didattica Popolare in Piazza Giorgini a Firenze, in occasione di un ciclo di incontri su Lo stato dell’arte. I nostri compagni di merende sono ospiti illustri e questo ci onora non poco… la vedete la ruota del pavone che mi fa da sfondo?;-).

Il primo incontro è stato ieri, 11 giugno con la schietta ex-direttrice della Galleria dell’Accademia, Franca Falletti. Spumeggiante e positivamente combattiva, ha concluso con un sano consiglio per riuscire nei propri intenti – di quelli che mirano a cambiare anche le brutte abitudini delle comunità: adottare la tecnica del picchio. Cioè: batti e ribatti, alla fine sfondi.

Franca Falletti, Lo stato dell'arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze
Franca Falletti, Lo stato dell’arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze. IPhoto: Maria Pecchioli

Nel secondo incontro ci saremo noi; inquadreremo le ragioni di gappisti e guilmesi di GuilmiArtProject, ma in primis Pietro Gaglianò racconterà l’esperienza e il significato della Nuova Didattica Popolare a Guilmi.

Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013
Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013

Il terzo incontro vede la presenza di Tomaso Montanari! La voce fastidiosa che evidenzia il controverso rapporto tra arte e politica, la zanzara che molti vorrebbero schiacciare perchè  raccorda fattacci imbarazzanti, di cui non andar fieri, con dati puntuali, cifre, statiche, date. Così, per non dimenticare che è importante continuare resistere; in barba a chi taccia di inspiegabile populismo qualunque tipo di resistenza all’omologazione.

Un grazie sentito agli organizzatori degli incontri, all’inintenzionale quota rosa del Vivaio del Malcantone e di Fosca, che ci permettono di far conoscere il nostro progetto fuori dai nostri confini di riferimento.

Qui tutto il programma

LO STATO DELL’ARTE

Fosca e Il Vivaio del Malcantone presentano “Lo Stato dell’arte”: 3 incontri pubblici in piazza Giorgini.
Ciascun appuntamento sviluppa un punto di vista sul tema della cultura nello spazio pubblico. Il percorso di incontri si rivolge a tutta la cittadinanza adottando a modello le lezioni di piazza aperte, gratuite, pubbliche e interdisciplinari.
“Lo Stato dell’arte” osserva le metodologie della produzione, distribuzione e partecipazione della cultura nello spazio urbano, si propone come approfondimento sul potenziale artistico culturale della città di Firenze.
I 3 incontri offriranno al cittadino punti di vista diversi, portando ciascuno la propria cifra critica e tematica, al tempo stesso l’intero percorso si propone come visione organica e di insieme: un tutorial per chi desidera comprendere meglio dinamiche e possibilità legate ai temi della fruizione di arte cultura e spazio urbano.
“Lo Stato dell’arte” è un gioco semantico che oscilla volutamente fra due interpretazioni: da una parte la diagnosi della condizione attuale delle pratiche artistico/culturali, dall’altra si rivolge al soggetto pubblico “Stato” non solo come interlocutore ma anche come responsabilità collettiva.
Grazie a “Lo Stato dell’arte” Fosca e Il Vivaio del Malcantone intendono attivare un approfondimento condiviso e orizzontale che consenta di disegnare una traccia verso la realizzazione di nuove potenzialità socioculturali.

Gli incontri si tengono in Piazza Giorgini dalle ore 19
(Porta la sedia o rimani in piedi)

Programma

11 giugno

Franca Falletti – Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze dal 1992 al 2013.

Il museo: uno spazio per l’uomo o per le muse?

L’incontro mira a definire il rapporto fra la città di Firenze nelle sue varie componenti e il suo patrimonio culturale conservato nei grandi musei, quale attualmente è e quale auspicabilmente dovrebbe essere. Lacune e potenzialità, saranno meglio individuate anche alla luce del dibattito che si svilupperà con i cittadini presenti all’incontro stesso.

16 giugno

Lucia Giardino, Federico Bacci e Pietro Gaglianò

Presentazione di GAP Guilmi Art Project

Un progetto di interventi artistici nello spazio pubblico, con un approfondimento su “Nuova Didattica Popolare”, dispositivo sperimentale di condivisione in corso a Guilmi da agosto 2013.

3 luglio

Tomaso Montanari – Professore associato di Storia dell’arte moderna, Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, Dipartimento di Studi umanistici

Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

L’incontro vuole essere occasione di confronto sul ruolo ed il valore del patrimonio culturale. Una riflessione sulla distanza che separa due visioni divergenti: il patrimonio come bene comune, e quindi elemento fondante della cittadinanza e del vivere civile, e il patrimonio come bene di mercato.

Approfondimenti

16 giugno Lucia Giardino Federico Bacci e Pietro Gaglianò – GAP Guilmi Art Project

Nuova Didattica Popolare è un progetto sartoriale di GuilmiArtProject, tagliato ad arte su Pietro Gaglianò, critico/curatore intelligente e versatile, e su Guilmi (Ch), un paese dalle scarse risorse, ma esigente e con grandi aspettative. Nella prima edizione di NDP del 2013, Pietro Gaglianò ha bandito le lezioni frontali e, armato di nuove intuizioni e storie, ha coinvolto il pubblico facendolo reagire a stimoli ed immagini, mettendolo così in grado di aprirsi un varco nel fortino della conoscenza dell’arte, solitamente occupato dagli addetti ai lavori. GuilmiArtProject ha da subito voluto inglobare Nuova Didattica Popolare nel proprio organigramma, in quanto ha riconosciuto a Pietro Gaglianò il ruolo primario di collante tra le esperienze artistiche proprie del progetto e la comunità, e quello non secondario di semplificatore dei processi di comprensione dell’opera d’arte contemporanea.

Guilmi Art Project (GAP) è un progetto di residenza artistica a cadenza annuale nel comune di Guilmi (Ch). Gettatene le basi nel 2007 e ideato in forma più strutturata nel 2009 da Federico Bacci e Lucia Giardino, GAP è partecipato dall’intera comunità, che è il primo, ma non l’unico destinatario e attore, degli eventi messi in atto. La sua attività si compone di molteplici fasi, articolate in diversi momenti dell’anno e senza scadenza predefinita, per poi concludersi in agosto, con una serie effetti collaterali e con la presentazione pubblica del lavoro dell’artista in residenza.

3 luglio Tomaso Montanari – Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

Il paesaggio, l’ambiente e il patrimonio artistico sono di tutti. Ma non di tutti e di nessuno: invece, di tutti e di ciascuno di noi. Sono, cioè, una proprietà collettiva il cui vero scopo è soddisfare ai diritti fondamentali delle persone. Sono, dunque, beni comuni che servono a realizzare il bene comune: che è la civilizzazione (questa bellissima parola che, per esempio in Francia, è un modo più consapevole per dire «cultura»). È possibile dimostrare che questa idea risale all’età classica, e plasma la coscienza italiana fin dai suoi albori. È per questo che, in Italia, una lunga storia culturale ha identificato nel patrimonio artistico un valore alternativo al mercato, ad esso irriducibile. E la storiografia artistica ha avuto anche questa funzione: ha determinato cosa e quanto, di quel vastissimo patrimonio, potesse e dovesse progressivamente uscire dal circuito economico, entrando in quello morale e civile. Oggi, invece, una profonda depressione culturale riduce la nostra vita alla sola dimensione economica: o meglio finanziaria. Ciò che interessa è il denaro, da cui trarre nuovo denaro in un processo di partenogenesi: per nulla virginale, però. Non sbaglieremmo di molto se dicessimo che ventitré ore della nostra giornata, settant’anni della nostra vita, i nove decimi dei nostri desideri sono dedicati al denaro. Ma, come riconosceva perfino la pubblicità di una carta di credito, esistono cose che non hanno prezzo, che non si possono comprare. Il perché lo spiega bene il filosofo americano Michael J. Sandel: «Perché preoccuparsi del fatto che stiamo andando verso una società in cui tutto è in vendita? Per due ragioni, una riguarda la disuguaglianza; l’altra la corruzione […] Assegnare un prezzo alle cose buone può corromperle. Questo perché i mercati non solo distribuiscono beni: essi esprimono e promuovono anche determinati atteggiamenti nei confronti dei beni oggetto di scambio […] Spesso gli economisti assumono che i mercati siano inerti, che non abbiano ripercussioni sui beni che scambiano. Ma questo non è vero. I mercati lasciano il segno. Talvolta, i valori di mercato scalzano valori non di mercato di cui varrebbe la pena tener conto. […] Se trasformate in merci, alcune delle cose buone della vita vengono corrotte e degradate. Dunque, per stabilire dove va collocato il mercato e a che distanza andrebbe tenuto, dobbiamo decidere come valutare i beni in questione – la salute, l’istruzione, la sfera familiare, la natura, l’arte, i doveri civici, e così via». Tomaso Montanari

Biografie

Franca Falletti, vive e lavora a Firenze. Laureata nel 1974 in Storia dell’Arte medioevale e moderna presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Dal giugno 1980 nominata funzionario direttivo della Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato, dal dicembre del 1981 è stata vicedirettrice della Galleria dell’Accademia e dal marzo 1992 Direttrice del medesimo museo fino al 28 febbraio 2013. In tale veste ha diretto e/o curato tutte le mostre, i nuovi allestimenti e i restauri realizzati presso il museo, seguendone e promovendone l’attività scientifica e pubblicando studi e cataloghi. In particolare ha curato il progetto di allestimento della gipsoteca di Lorenzo Bartolini, della collezione di tavole a fondo oro fiorentine e del museo degli Strumenti musicali del Conservatorio di musica Luigi Cherubini. Inoltre ha diretto fra il 2002 e il 2004 il restauro del David di Michelangelo e coordinato le indagini conoscitive che sono state eseguite in tale occasione da numerosi istituti di ricerca e universitari italiani ed europei. Nell’ambito dell’attività espositiva ha curato, oltre ad alcune mostre di argomento strettamente inerente il patrimonio della Galleria dell’accademia, anche alcune mostre ed eventi di arte contemporanea, come Forme per il David – Baselitz, Fabro, Morris, Kounellis, Struth nel 2004, Robert Mapplethorpe – La perfezione nella forma nel 2009 e Arte torna arte nel 2012.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e studioso dei linguaggi contemporanei. I suoi principali campi di indagine riguardano il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee, l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica, i rapporti tra l’arte visiva e i sistemi teorici delle arti performative e del teatro di ricerca. Sperimenta forme ibride tra arte e formazione, impiegando i linguaggi creativi come strumento per accrescere la consapevolezza sociale. Dal 2000 esercita un’intensa ricerca di scrittura critica, curatela e progettazione di eventi culturali collaborando con istituzioni pubbliche e private, gallerie d’arte e amministrazioni comunali e provinciali in Italia. Ha curato volumi e pubblicato testi in collane specialistiche e cataloghi di mostre personali e collettive, da lui curate o alle quali ha collaborato. Insegna in istituzioni universitarie italiane e statunitensi.

Lucia Giardino (Vasto, Ch, 1968) dalla fine degli anni Novanta lavora nel campo dell’educazione in istituzioni internazionali, portando avanti insegnamenti incentrati sui linguaggi dell’arte contemporanea. Dotata di forte vocazione didattica, assegna un ruolo fondamentale alla formazione. Come educatore, mette in atto un processo di decostruzione delle narrazioni acquisite, sulle cui spoglie costruire nuovi significati. Dal 2011 all’inizio del 2014 è stato Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, e nella stessa scuola ha diretto il programma di residenza F_AIR – Florence Artist in Residence. E’ cofondatore e curatore, insieme a Federico Bacci di GuilmiArtProject. Lucia Giardino ha una forte vocazione didattica, che espleta nel suo lavoro principale di professore di storia dell’arte e come coordinatore accademico della School of Fine Arts di Florence University of the Arts. In questo ambito nel 2011 le viene chiesto di dirigere F_AIR, la prima residenza d’artista nel centro storico di Firenze, strettamente interdipendente dalla scuola d’arte di cui sopra. É fermamente sostenitrice dei valori a lunga gittata della cultura, del cui processo lento, è altrettanto cosciente.

Federico Bacci (Livorno 1973) deve la sua formazione artistica a percorsi alternativi, quali la militanza all’interno di centri sociali, da dove provengono molti protagonisti della scena contemporanea fiorentina nati negli anni Novanta. Ha un passato che spesso ritorna, come regista, documentarista, sceneggiatore e speaker radiofonico. Nel 2009 insieme a Lucia Giardino inaugura GuilmiArtProject, un programma di residenza in Abruzzo, del quale è co-curatore.

Tomaso Montanari (Firenze 1971) è professore associato confermato di ‘Storia dell’arte moderna’ presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, sezione di ‘Storia del patrimonio culturale’. Collabora al «Fatto Quotidiano», a «Left» e al «Corriere della sera» nell’edizione del Mezzogiorno. Ha vinto il Premio Giorgio Bassani di Italia Nostra (novembre 2012), e ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’onorificenza di Commendatore «per il suo impegno a difesa del nostro patrimonio» (marzo 2013), è stato membro della Commissione per la riforma del Ministero per i Beni Culturali istituita dal ministro Massimo Bray nel settembre 2013. Ha recentemente pubblicato un saggio sullo stato della storia dell’arte in Italia, dal titolo “A cosa serve Michelangelo?” (Einaudi 2011), uno relativo al dilagare dei falsi scoop storico-artistici (“La madre dei Caravaggio è sempre incinta”, Skira 2012), uno sulla funzione civile del patrimonio artistico (“Le pietre e il popolo”, minimum fax 2013). Il libro “Costituzione incompiuta. Arte, paesaggio, ambiente” (da lui curato, e scritto insieme a Alice Leone, Paolo Maddalena, Salvatore Settis; Einaudi 2013) ha vinto il Premio Internazionale Capalbio per la Saggistica 2013.

MEDITERRANEO

Andate su questo link per riscoprire virtualmente il potere delle nuvole, chè a Firenze spesso ce ne dimentichiamo, a meno che non si abiti sull’Arno e sia una di quelle giornate di cambio stagione. Dobbiamo quindi prendere un aereo o andare a Guilmi, sul terrazzo di GAP;-) per ricordarci quanto sia possente il cielo!

cieli guilmi

Passato il primo stupore continuate a navigare nel sito di Heretique Design, perchè potrebbe offrirvi sorpese inaspettate, come queste qui sotto (vedi foto), che mi forniscono la scusa per proporvi un gioco.

GIOCO a PREMI

riservato ai soli

GUILMESI

***Gli artisti con la cittadinanza onoraria sono ammessi a partecipare solo allo scadere di 5 anni dall’acquisizione della stessa***

Chi sono i 4 personaggi nella foto?
– Puoi nominarli singolarmente (a partire da quelli vestiti e da sinistra)?
– e in gruppo?

kinka_ozzola

al vincitore andrà una copia cartacea di APPUNTI E RIFLESSIONI / NOTAS Y REFLEXIONES, il cui # 2, Mediterraneo, che contiene, tra le altre cose, una riconsiderazione del progetto per Guilmi di Marco Mazzoni, che nel 2009 spogliò San Nicola e lo affidò a un gruppo di donne temerarie per ricamarne le nudità e gli orpelli.

Un premio speciale andrà a chi riconoscerà la persona urlante sullo sfondo. Il premio speciale sarà valido fino a quando questa verrà a Guilmi (quindi l’aiuto è che nessun guilmese l’ha mai vista direttamente finora). Il premio consisterà in una maglietta costumabile di GuilmiArtProject!

Mediterraneo si avvale anche della collaborazione di Pietro Gaglianò, che era presente anche nel primo numero di APPUNTI E RIFLESSIONI / NOTAS Y REFLEXIONES. Mi piace rimalcarlo perchè è meglio battere il ferro finché è caldo, anche se credo che la fiamma si Pietro si spegnerà tardi – semmai dovesse spegnersi…

Se non vincete o non siete guilmesi, ma desiderate comunque la versione cartacea di Mediterraneo, seguite quest’ennesimo link.

Grazie a Francesco Ozzola per averci invitato ripensare il Mediterraneo con lui  e con Controcarretta della speranza, Nurten Ozkoray, Antonia Alampi, Giulia Gonfiantini, Michelangelo Consani, Daniele Ognibene, Giacomo Costa, Marco Mazzoni / Lucia Giardino, Elena El Asmar / Pietro Gaglianò, Galleria occupata, Love Difference

W i mari del sud!!!

participation and publications

ARCHIVIAZIONI e BIENNALE dello SPAZIO PUBBLICO

Eravamo rimasti un po’ indietro con delle notizie che ci riguardano. Come dicevo nel post precedente, è dura stare dietro a tutto, ma con tempo ritagliato qua e là, certamente riusciremo a coprire tante lacune:-).

Anyway, qui ci sono due progetti a cui teniamo moltissimo, che hanno a che fare con il coinvolgimento nella sfera pubblica. Noi vi abbiamo partecipato a vario titolo, sempre apportando la nostra esperienza  con i guilmesi, a Guilmi.

Il primo progetto è il risultato di un lungo e ancora in atto processo di ricerca e di applicazione su campo, portato avanti da Archiviazioni. Raccontare in forma più efficace di quanto non faccia Archiviazioni stesso è impossibile, quindi ecco il comunicato stampa (sotto in sintesi) che riguarda espressamente la pubblicazione A-Journal, che ha anche i nostri contributi e, udite udite, quelli dell’idolo delle folle guilmesi, Pietro Gaglianò!

AJournal_mailing

A-Journal / issue #0
un progetto di Archiviazioni
A cura di Giusy Checola e Pietro Gaglianò
Redazione: Giusy Checola, Pietro Gaglianò, Diego Segatto
152 pagine – versione italiano / inglese
Grafica editoriale di Diego Segatto
Pubblicazione disponibile su http://www.archiviazioni.org
Stampa digitale su richiesta a info@archiviazioni.org

Contributi di: Federico Bacci, Angelo Bianco, Giusy Checola, Leone Contini, Gaetano Cunsolo, Valentina Dessì, Fare Ala, Pietro Gaglianò, Lucia Giardino, Bernardo Giorgi, Daniele Guadalupi, Fritz Haeg, Rosa Jijon, Terry Kurgan, Lab.Pro.Fab., Ilaria Lupo, Juan Pablo Macias, Zen Marie, Ilaria Mariotti, Paolo Mele, Marialuisa Menegatto, Marlon Miguel, Museo delle Migrazioni di Lampedusa e Linosa, Kalliopi Nikolou, Paolo Parisi, Maria Pecchioli, Alessandra Poggianti, Katiuscia Pompili, Susanna Ravelli, Diego Segatto, Mirko Smerdel, Marina Sorbello, studio 203, Stefano Taccone, Enrico Vezzi, Adriano Zamperini.

A-Journal è uno spazio editoriale che ospita contributi testuali e visivi di artisti, curatori, architetti, teorici e attivisti, pensato come piattaforma di ricerca e confronto sulla relazione tra arte e pubblico dominio in Italia e nel bacino mediterraneo, in dialogo con contesti europei ed extraeuropei dove simili problematiche, tensioni e necessità continuano a generare percorsi sperimentali dell’arte nella sfera pubblica.
Nel Sud d’Italia, area in cui opera principalmente Archiviazioni, stanno prendendo forma progetti e percorsi artistici e interdisciplinari tesi a stimolare uno spostamento verso una maggior consapevolezza della centralità che gli individui e la collettività possono assumere nella gestione e nella creazione dello spazio pubblico, rinvigorita da un’elaborazione storico-critica contemporanea delle espressioni artistiche e culturali a Sud come forma politica, sociale ed economica di dissenso e di protesta, a partire dagli anni Sessanta ad oggi.
Tali percorsi rispondono ad una domanda crescente di cambiamento socio-culturale, politico ed economico, che nelle sue diverse accezioni e dimensioni, si sta materializzando nelle proteste di massa dal Medio Oriente, attraversando il Maghreb, al Sud America.
La necessità di una diversa narrazione del contesto e della sua storia culturale, sociale e politica, alternativa a quella riduttiva e omologante del marketing turistico o di una politica di tipo coloniale, rispondono altresì all’imprescindibile necessità di analizzare le forme immaginative e cognitive di assoggettamento delle biodiversità culturali e ambientali, che porta all’impoverimento della nostra capacità psicologica e fisica di sopravvivere alle crisi dei sistemi, a cui Fritz Haeg oppone la pratica sulla cultura domestica dell’ingegnosità umana del Domestic Integrity Field, il tappeto che ha prodotto nel 2012 nella masseria di Pollinaria, in Abruzzo.
Così come il crescente numero di iniziative a carattere partecipativo ed esperienziale, risponde alla necessità (quando non ad una mera strategia di consenso) di “stare” tra le identità e le coabitazioni complesse, nei dualismi che derivano dal suo essere spazio interstiziale, collocato tra il senso di appartenenza al Mediterraneo e l’essere parte della mappa politica del cosiddetto “primo mondo”; di erodere l’apparente ineluttabilità dei paradigmi attraverso diverse dimensioni del sentire  dell’agire. A questo proposito Ilaria Lupo, artista italiana residente a Beirut (Libano), riflette sulla condizione dell’essere geograficamente relativo, che “ci condanna a essere tutte e nessuna delle definizioni di noi che ci camuffiamo in segni  geografici cercando di evadere la nostra instabilità”.
A-Journal / issue #0 è esito di Diaphasis, unità editoriale mobile che Archiviazioni ha allestito in occasione del programma di residenza Corniolo Art Platform 2012.
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Archiviazioni è una piattaforma avviata da Giusy Checola a novembre 2009, inserita nel programma Lab 12:00 promosso dalla Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea di Matera, in Basilicata. Dopo il primo anno di attività svolto a Lecce, dal 2012 Archiviazioni diviene piattaforma diffusa di ricerca e produzione artistica e interdisciplinare, dalla Puglia ad altre regioni del Sud d’Italia e del Mediterraneo, e gruppo di progettazione. Il gruppo, composto da Giusy Checola, Pietro Gaglianò, Diego Segatto e Susanna Ravelli, collabora con soggetti pubblici e privati nell’ambito dell’arte contemporanea, della formazione, della pianificazione culturale e dell’editoria, per la realizzazione di progetti e attività relativi allo spazio e al paesaggio urbano e rurale, all’ambiente, al turismo consapevole e allo sviluppo di processi creativi collettivi.
www.archiviazioni.org / info@archiviazioni.org

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Vi ricordate questo post? E quest’altro? Si parlava dela nostra partecipazione alla BIENNALE DELLO SPAZIO PUBBLICO 2013, a Roma

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Bene! Da quell’incontro è nata un’altra pubblicazione, relativa al nostro panel di discussione, La Città e l’Altra Città, in cui, come vi ricorderete il performativo Federico Bacci illustrò le nostre imprese a Guilmi, facendo piangere di commozione architetti e pianificatori paludati. Ripubblico qui sotto la foto, perchè sono stati bei momenti. E questo è il link al libro La città e l’altra città, noi siamo a pp. 36-37 (grazie a Emanuela Ascari per l’immagine). Dentro troverete tutti i crediti di chi ha reso possibile tutto ciò, in particolare e in amicizia ringraziamo QUART. Enjoy it!

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Programma 2013

Tenetevi forte, quest’anno piatto ricco a GuilmiArtProject!

LE DATE

25 luglio – 14 agosto
workshop di Alessandro Carboni per over 65; workshop di Francesco Eppesteingher per under 25; workshop delle “bottiglie”

3 – 16 agosto
illuminazione della torre dell’acqua
8, 9, 12 agosto, h. 21.00
Didattica Popolare di Pietro Gaglianò
13 AGOSTO
presentazione di fine residenza di Fabrizio Prevedello

a seguire
LA FESTA con Amigo Mio e Santo Johnny

DETTAGLI

Abbiamo due residenti nell’estate 2013: un artista, Fabrizio Prevedello e un critico-curatore, Pietro Gaglianò.

Fabrizio Prevedello, scultore di formazione, residente nel luogo ideale delle apuane, mischia in maniera virtuosa materiali quali marmi, ferri, ardesia, cemento, facendo emergere da questi le contraddizioni dell’intervento umano su quello naturale. Lasciandoci irretire dall’asciutezza e dall’efficacia del suo linguaggio che ritiene una poeticità estrema, abbiamo invitato Fabrizio a rileggere i nostri paesaggi ed i suoi insediamenti con gli occhi di chi è abituato a ben altri tipi di monti e di costruzioni, rispetto a quelli abruzzesi. Fabrizio, che ha già avuto modo di fare una ricognizione in situ a metà maggio, è fatto di scorza dura, chissà come sarà il confronto finale con gli elementi guilmesi…

Sopralluogo di Fabrizio Prevedello a Guilmi, maggio 2013
Sopralluogo di Fabrizio Prevedello a Guilmi, maggio 2013

Pietro Gaglianò si occupa da tempo di temi caldi dell’arte contemporanea, quali questioni partecipative e di responsabilità dell’artista. Molto versato alla didattica, che esplica sia tradizionalmente, in lezioni universitarie, che con formati più leggeri quali tavole rotonde, presentazioni, conferenze, Pietro è stato invitato a Guilmi proprio per la sua capacità comunicativa con la quale ci intratterrà per 3 serate, in programma come Didattica Popolare. Non vi aspettate lezioni frontali: il pubblico sarà chiamato ad essere reattivo a ciò che egli metterà in campo, per aprire un varco nel fortino dell’arte (ahimè! spesso a ragione e per colpa del suo stesso sistema, l’arte contemporanea specialmente, è percepita come un fortino inespugnabile…)…. Andiamo avanti. Le lezioni si svolgeranno in 3 piazze distinte, due delle quali, Piazza del Torrione e Largo Meridione sono particolare fonte d’orgoglio per il comune di Guilmi, che le ha appena restaurate e ripavimentate. L’ultimo incontro con Pietro Gaglianò si terrà in Piazza Italia, la piazza centrale del paese.

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Pietro Gaglianò taglia il millefoglie di Giorgio come rito inaugurale della residenza 2013

Consideriamo Pietro Gaglianò come un vero e proprio residente per l’estate del 2013.  Ciò che chiediamo ai residenti è una rilettura trasversale del territorio guilmese, che di solito appartiene a chi, come l’artista, abbia una visione non conforme della realtà. Ci sembra che Pietro Gaglianò, che in genere plasma il concetto invece che la materia, possa offrirci tale rilettura. Con le lezioni di Didattica Popolare, egli sarà la miccia e il vettore di una serie di riflessioni collettive sull’arte e sull’esperienza, di cui modulerà il ritmo. Con interrogazioni, come a scuola, ma senza voti, Pietro accompagnerà il pubblico  verso inaspettate modalità di conoscenza.

3 workshop di varia natura:

– uno dedicato agli over 65 tenuto dal super-prof. ormai ospite consolidato e dall’anno scorso, cittadino onorario di Guilmi, Alessandro Carboni. Non siamo ancora informati sul contenuto del workshop. Forse un altro passo del re-mapping del paese, dopo che l’anno scorso Carboni si è fatto scorrazzare per panchine, giardinetti, fiumi e laghi, con la scusa di mappature alternative da parte di adolescenti molto intraprendenti!

– un secondo riservato agli under 25, tenuto da un altro ospite fisso, Francesco Eppestaingher, sarà un breve ma intensivo laboratorio di grafica. Il laboratorio si concluderà con la stampa serigrafica delle magliette  da parte dei partecipanti al workshop.

nell’ultimo workshop i guilmesi non saranno discenti, ma agenti! Il workshop delle “bottiglie” è infatti rivolto agli ospiti che verranno a visitarci e che avranno occasione di prodursi da soli, sotto la guida esperta di alcune famiglie guilmesi, le tanto agognate bottiglie di pomodoro. Quando in Abruzzo si fanno le bottiglie si preparano la conserva e i pelati per l’anno a venire. La caratteristica della tipica conserva e dei pelati guilmesi rispetto a quelli di altri paesi è che il pomodoro non viene precedentemente cucinato, cotto o sbollentato, ma viene imbottigliato o imbarattolato  crudo, con al massimo una punta di sale e/o una foglia di basilico intera, di quelle larghe una spanna. E poi dimenticate gli insipidi pomodori pallidi e mollicci delle regioni del centro nord; qui si usano dei frutti pesanti che si spellano a mano e che restano intatti, pieni di succo. Che buoni! Da bambini non vedevamo l’ora di fare le bottoglie, per mangiarne a morsi, senza tregua! Oggi non facciamo più un viaggio dall’Abruzzo alla Toscana senza portare via un’ampia scorta di bottiglie, di cui spesso omaggiamo anche chi entra nelle nostre grazie. Negli anni passati molti degli ospiti di GAP le hanno apprezzate e hanno chiesto dove comprarle, per cui abbiamo pensato di offrire loro un workshop ad agosto per farsele da soli. Con questa scusa i villeggianti avranno anche l’opportunità di conoscere meglio gli autoctoni e di conformarsi maggiormente alla vita del paese.
Le date esatte di quest’ultimo workshop verranno comunicate in seguito, causa imprevedibilità della disponibilità della materia prima. A luglio inoltrato cominceremo a registrare gli iscritti (sa va sans dire che il tutto è gratuito!)

Come al solito, ma con un enfasi diversa, mettereremo i riflettori sulla torre dell’acqua, anzi letteralmente sotto la torre.

Anche quest’anno il 12 agosto prenderemo parte Passeggiata Ecologica, l’appuntamento consolidato dell’estate guilmese a cura della Proloco,  che si conclude con un lauto pranzo sotto la quercia della Madonnina. Forse qui rincontreremo Emanuela Ascari e ci sarà una sorpresa da parte del comune di Guilmi.

Dopo la presentazione di Fabrizio Prevedello, il 13 agosto, come al solito concluderemo in bellezza con la cena e la festa, movimentata dai dj Amigo Mio e Santo Johny + 2 special guests 2013.

Questo è poco meno di quello che abbiamo definito finora. Date, orari, location e contenuti puntuali, verranno forniti via via da GuilmiArtProject.

CALL FOR DESERTION FROM A STEREOTYPED IDENTITY

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IL VIVAIO DEL MALCANTONE, F_AIR – Florence Artist In Residence e GuilmiArtProject sono lieti di annunciare il programma di Call for a desertion from a stereotyped identity, una tappa del progetto di residenze artistiche Taking Position: Identity Questioning, curato da Susanna Gyulamiryan e Aria Spinelli, che vedrà ospiti a Firenze dal 3 al 6 maggio l’artista italiana Angela Zurlo e gli artisti armeni Karen Andreassian e Armine Hovhannisyan.

Il gruppo parteciperà ad una serie di iniziative che intendono mettere in luce il paradosso della narrazione di Firenze come “culla del Rinascimento”, nata col Grand Tour e sistematizzata dalla letteratura ottocentesca, in contrasto con l’effettiva e naturale esistenza di gruppi sociali, culturali, generazionali, politici, che vivono nel quotidiano e nel contemporaneo e che a loro volta producono narrazioni diverse e contraddittorie. Da qui la scelta di presentare agli artisti ospiti uno spaccato della città e diversi punti di vista e testimonianze che permettano di riflettere sulle nozioni di paradosso, costruzione dell’identità individuale e collettiva, conoscenza dell’alterità attraverso il confronto e sulle potenzialità delle pratiche artistiche contemporanee di formare coscienza critica.

Call for a desertion from a stereotyped identity è  uno dei 3 progetti selezionati da RESIDENZE ITALIA e da FARE per il programma Taking Position: Identity Questioning pensato per favorire la mobilità nel nostro paese degli artisti partecipanti. Taking Position: Identity Questioning è un percorso di studio e analisi culturale e artistica sullo scambio e sul confronto. Utilizzando la nozione del paradosso come punto di partenza e la narrazione come metodologia, il progetto intende indagare la costruzione dell’identità soggettiva in tempi di straordinario disordine sociale e incertezza politica.

Il programma è inteso come una piattaforma pubblica di ricerca aperta che riflette sulla scena artistica italiana e armena, attraverso il formato di residenza artistica con l’intenzione di creare processi di scambio culturale. Il gruppo di artisti avrà l’opportunità di soggiornare oltre che a Firenze in altre residenze italiane: Kaninchen-Haus/viadellafucina A.I.R. (TO) – Associazione E in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa (VE).

Programma

– 3 maggio

ore 14.30 – Workshop degli artisti ospiti Angela Zurlo, Karen Andreassian e Armine Hovhannisyan con gli studenti di Florence University of the Arts e studenti italiani dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e dell’Università di Firenze.
Location: F_AIR (via San Gallo 45/r, Firenze)

– 4 maggio

ore 10.00 – 12.00: Walking tour della città “rinascimentale” e sue criticità. Incontro con Paolo Parisi (Base Progetti per l’Arte)

ore 14.30 – Face to face: incontro degli artisti e della curatrice con rappresentanti della società civile fiorentina, del mondo culturale e politico. L’incontro ad invito si svolgerà secondo la modalità dello dello speed-date.
Location: F_AIR (via San Gallo 45/r)

– 5 maggio

ore 18.00 – Le narrazioni alternative dell’arte contemporanea: incontro pubblico dedicato ad esperienze di residenza del panorama italiano ed internazionale e ad indagare sulle possibilità dell’arte contemporanea di attivare processi di conoscenza dell’alterità individuale e collettiva, di rivelare paradossi e di formare coscienza critica.
Oltre agli artisti ospiti Angela Zurlo, Karen Andreassian e Armine Hovhannisyan, interverranno Emanuela Ascari (artista), Federico Bacci (GuilmiArtProject), Olga Pavlenko (artista), Pietro Gaglianò (critico/curatore).
Incontro aperto al pubblico.
Location: IL VIVAIO DEL MALCANTONE (via del Malcantone 15)

Il progetto è reso possibile grazie al contributo di FARE che, con RESIDENZAITALIA 2013, ha offerto un grant destinato alle residenze italiane appartenenti alla rete www.artinresidence.it, piattaforma dedicata ai programmi di residenza in Italia e all’estero per artisti e curatori, nata da un’idea di FARE in collaborazione con Open Care e con il contributo di Fondazione Cariplo, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, GAI – Associazione Circuito Giovani Artisti Italiani.

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Due foto dalla giornata del 5 maggio durante l’incontro al Vivaio del Malcantone dedicato a Le narrazioni alternative dell’arte contemporanea. Sopra Federico Bacci, sotto Pietro Gaglianò ed Emanuela Ascari in dialogo con gli artisti di Taking Position: Identity Questioning.