Programma 2013

Tenetevi forte, quest’anno piatto ricco a GuilmiArtProject!

LE DATE

25 luglio – 14 agosto
workshop di Alessandro Carboni per over 65; workshop di Francesco Eppesteingher per under 25; workshop delle “bottiglie”

3 – 16 agosto
illuminazione della torre dell’acqua
8, 9, 12 agosto, h. 21.00
Didattica Popolare di Pietro Gaglianò
13 AGOSTO
presentazione di fine residenza di Fabrizio Prevedello

a seguire
LA FESTA con Amigo Mio e Santo Johnny

DETTAGLI

Abbiamo due residenti nell’estate 2013: un artista, Fabrizio Prevedello e un critico-curatore, Pietro Gaglianò.

Fabrizio Prevedello, scultore di formazione, residente nel luogo ideale delle apuane, mischia in maniera virtuosa materiali quali marmi, ferri, ardesia, cemento, facendo emergere da questi le contraddizioni dell’intervento umano su quello naturale. Lasciandoci irretire dall’asciutezza e dall’efficacia del suo linguaggio che ritiene una poeticità estrema, abbiamo invitato Fabrizio a rileggere i nostri paesaggi ed i suoi insediamenti con gli occhi di chi è abituato a ben altri tipi di monti e di costruzioni, rispetto a quelli abruzzesi. Fabrizio, che ha già avuto modo di fare una ricognizione in situ a metà maggio, è fatto di scorza dura, chissà come sarà il confronto finale con gli elementi guilmesi…

Sopralluogo di Fabrizio Prevedello a Guilmi, maggio 2013
Sopralluogo di Fabrizio Prevedello a Guilmi, maggio 2013

Pietro Gaglianò si occupa da tempo di temi caldi dell’arte contemporanea, quali questioni partecipative e di responsabilità dell’artista. Molto versato alla didattica, che esplica sia tradizionalmente, in lezioni universitarie, che con formati più leggeri quali tavole rotonde, presentazioni, conferenze, Pietro è stato invitato a Guilmi proprio per la sua capacità comunicativa con la quale ci intratterrà per 3 serate, in programma come Didattica Popolare. Non vi aspettate lezioni frontali: il pubblico sarà chiamato ad essere reattivo a ciò che egli metterà in campo, per aprire un varco nel fortino dell’arte (ahimè! spesso a ragione e per colpa del suo stesso sistema, l’arte contemporanea specialmente, è percepita come un fortino inespugnabile…)…. Andiamo avanti. Le lezioni si svolgeranno in 3 piazze distinte, due delle quali, Piazza del Torrione e Largo Meridione sono particolare fonte d’orgoglio per il comune di Guilmi, che le ha appena restaurate e ripavimentate. L’ultimo incontro con Pietro Gaglianò si terrà in Piazza Italia, la piazza centrale del paese.

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Pietro Gaglianò taglia il millefoglie di Giorgio come rito inaugurale della residenza 2013

Consideriamo Pietro Gaglianò come un vero e proprio residente per l’estate del 2013.  Ciò che chiediamo ai residenti è una rilettura trasversale del territorio guilmese, che di solito appartiene a chi, come l’artista, abbia una visione non conforme della realtà. Ci sembra che Pietro Gaglianò, che in genere plasma il concetto invece che la materia, possa offrirci tale rilettura. Con le lezioni di Didattica Popolare, egli sarà la miccia e il vettore di una serie di riflessioni collettive sull’arte e sull’esperienza, di cui modulerà il ritmo. Con interrogazioni, come a scuola, ma senza voti, Pietro accompagnerà il pubblico  verso inaspettate modalità di conoscenza.

3 workshop di varia natura:

– uno dedicato agli over 65 tenuto dal super-prof. ormai ospite consolidato e dall’anno scorso, cittadino onorario di Guilmi, Alessandro Carboni. Non siamo ancora informati sul contenuto del workshop. Forse un altro passo del re-mapping del paese, dopo che l’anno scorso Carboni si è fatto scorrazzare per panchine, giardinetti, fiumi e laghi, con la scusa di mappature alternative da parte di adolescenti molto intraprendenti!

– un secondo riservato agli under 25, tenuto da un altro ospite fisso, Francesco Eppestaingher, sarà un breve ma intensivo laboratorio di grafica. Il laboratorio si concluderà con la stampa serigrafica delle magliette  da parte dei partecipanti al workshop.

nell’ultimo workshop i guilmesi non saranno discenti, ma agenti! Il workshop delle “bottiglie” è infatti rivolto agli ospiti che verranno a visitarci e che avranno occasione di prodursi da soli, sotto la guida esperta di alcune famiglie guilmesi, le tanto agognate bottiglie di pomodoro. Quando in Abruzzo si fanno le bottiglie si preparano la conserva e i pelati per l’anno a venire. La caratteristica della tipica conserva e dei pelati guilmesi rispetto a quelli di altri paesi è che il pomodoro non viene precedentemente cucinato, cotto o sbollentato, ma viene imbottigliato o imbarattolato  crudo, con al massimo una punta di sale e/o una foglia di basilico intera, di quelle larghe una spanna. E poi dimenticate gli insipidi pomodori pallidi e mollicci delle regioni del centro nord; qui si usano dei frutti pesanti che si spellano a mano e che restano intatti, pieni di succo. Che buoni! Da bambini non vedevamo l’ora di fare le bottoglie, per mangiarne a morsi, senza tregua! Oggi non facciamo più un viaggio dall’Abruzzo alla Toscana senza portare via un’ampia scorta di bottiglie, di cui spesso omaggiamo anche chi entra nelle nostre grazie. Negli anni passati molti degli ospiti di GAP le hanno apprezzate e hanno chiesto dove comprarle, per cui abbiamo pensato di offrire loro un workshop ad agosto per farsele da soli. Con questa scusa i villeggianti avranno anche l’opportunità di conoscere meglio gli autoctoni e di conformarsi maggiormente alla vita del paese.
Le date esatte di quest’ultimo workshop verranno comunicate in seguito, causa imprevedibilità della disponibilità della materia prima. A luglio inoltrato cominceremo a registrare gli iscritti (sa va sans dire che il tutto è gratuito!)

Come al solito, ma con un enfasi diversa, mettereremo i riflettori sulla torre dell’acqua, anzi letteralmente sotto la torre.

Anche quest’anno il 12 agosto prenderemo parte Passeggiata Ecologica, l’appuntamento consolidato dell’estate guilmese a cura della Proloco,  che si conclude con un lauto pranzo sotto la quercia della Madonnina. Forse qui rincontreremo Emanuela Ascari e ci sarà una sorpresa da parte del comune di Guilmi.

Dopo la presentazione di Fabrizio Prevedello, il 13 agosto, come al solito concluderemo in bellezza con la cena e la festa, movimentata dai dj Amigo Mio e Santo Johny + 2 special guests 2013.

Questo è poco meno di quello che abbiamo definito finora. Date, orari, location e contenuti puntuali, verranno forniti via via da GuilmiArtProject.

resistenza!

Non sapevamo cosa aspettarci al nostro ritorno a Guilmi dopo una pausa di alcuni mesi. Lucio Perrucci, membro della giunta comunale e amico, ci aveva rassicurato sulla salute delle opere nel percorso della Carriera di Nicola Toffolini, ma visto come le condizioni atmosferiche avevano divelto (vedi immagine sotto) Il vento fa il suo giro (in attesa di restauro da parte dell’artista… cosa che ci riempie di gioia, perchè così Nicola Toffolini dovrà necessariamente tornare a trovarci), le nostre previsioni erano tutt’altro che rosee. Comunque accettavamo, per quei lavori in aperta sfida col mondo naturale, una corruzione o un annientamento, tipica dell’eroe romantico in età puberale, che si butta a capofitto in una battaglia persa in partenza.

E invece no! Le opere sono vive e vegete! Solo in parte deturpate da madre natura. Nella prima opera del percorso sulla Carriera, il manto bianco delle pietre di fiume è stato in parte ricoperto da fogliame secco, sporcando il pavimento di stampo zen previsto dall’artista, sotto il quale dei virgulti staranno già complottando per raggiungere la luce negata. Dalla masseria che fa da recinto all’intervento arboreo, alcuni massi si sono lasciati cadere: sicuramente l’abbondante neve dell’inverno avrà accelerato il processo di sfacimento di questa antica dimora convertita in opera d’arte. I fusti degli alberi, che Toffolini, nella fase di genesi dell’opera, aveva sfrondato da “disturbi” per una crescita lineare e glabra,  hanno già iniziato a ri-immetere linfa nelle terminazioni amputate: impavidi stanno emergendo piccoli rami, presto ricoperti di foglie. Di strozzature alla Penone, per il momento nemmeno l’ombra: il cordoncino ha ancora sui tronchi  l’aderenza di un abito ben cucito sullo sposo. Quest’ultimo, mantiene la linea come conviene nei primi tempi del matrimonio, e non ha ancora iniziato a spanciare incurante sulla cintura blu/celeste del laccio. E poi i distanziatori d’abete! Li credevamo così fragili e invece sono integri, come se, visto il legame di parentela con l’altro legname dei fusti, si fossero alleati con loro per non soccombere! Natura canaglia!!

Ma la meraviglia totale è stata con l’opera numero due, il frame di Alice nel Paese delle Meraviglie, la cornice allucinogena, che traforma gli alberi in foresta dei Puffi (cioè blu) e annienta la prospettiva, appiantendo ripide estese verticali di svariati metri in superfici, a misura di braccia. Questa sta ancora in piedi! Piantata con martelli di fortuna, su terreno roccioso, spostando massi radicati quasi da ere geologiche, la cornice resiste, brunendo le assi pretagliate di cui è composta, per adattarsi all’ambiente. Ancora una volta si compie quell’adattamento di toni e di colori tra gli elementi immessi dall’uomo e quelli spontanei. Ne parlava John Ruskin nelle sue passeggiate veneziane e toscane, dove annotava anche quanto era poetico lo scansare della pietra, da parte della pianta. La visione di Nicola Toffolini non è esattamente romantica: diciamo che se i processi tra uomo e natura rimangono immutati da secoli, le considerazioni che se ne fanno variano, a seconda dello spirito del tempo o… della propensione a resistere.