SIAMO al MAMBO con AVANZI!

Chi ci segue senza aspettare i nostri post lo sa già, per tutti gli altri che  visitano il sito per avere notizie fresche sulle nostre attività diamo la notizia solo ora, quasi troppo tardi. GuilmiArtProject è alla mostra That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, al MamBo. Siamo presenti grazie ad Elena Mazzi, che invitata dal nuovo direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Bologna, Lorenzo Balbi, propone Avanzi, il nostro progetto residenza del 2015. Con l’occasione, abbiamo collaborato nuovamente con l’artista emiliana, alla produzione dell’ultima tappa del progetto: un libro d’artista realizzato in 200 copie da Boite Edition, con la collaborazione della Fondazione il Bisonte per le 18 + 9 edizioni per i collezionisti, arricchite da preziose scatole e serigrafie numerate e firmate. That’s IT è in programma fino all’11 novembre, ma ci è giunta una voce molto sensata, secondo la quale la mostra verrà prorogata fino all’inizio di gennaio (date da confermare).
Quindi, andate a visitarla, avete ancora un po’ di tempo!

Il MAMbo apre la programmazione espositiva del suo spazio principale – la Sala delle Ciminiere – sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, con That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, una mostra che presenta i lavori di 56 tra artisti e collettivi nati dal 1980 in avanti, esplorando differenti media e linguaggi.

L’esposizione, dal taglio dichiaratamente generazionale, indaga gli sviluppi più recenti dell’arte nel nostro Paese, coerentemente con un preciso posizionamento nel panorama italiano e internazionale che il MAMbo ha scelto di darsi.

That’s IT! (IT come codice dell’Unione Europea che individua la sigla dell’Italia) non si sviluppa, volutamente, intorno a un concept unitario e monolitico, ma propone interrogativi e possibili letture della contemporaneità in una prospettiva aperta, dialettica e magmatica. Ha ancora senso oggi definire un artista “italiano”? Cosa contribuisce a determinare la definizione di “italianità”? Tale definizione ha delle conseguenze sull’autorappresentazione dell’artista? Dove e come poniamo il confine geografico e generazionale? La mostra propone alcune tra le possibili risposte.

Artisti in mostra:

Matilde Cassani (1980), Giuseppe De Mattia (1980), Margherita Moscardini (1981), Michele Sibiloni (1981), Riccardo Benassi (1982), Ludovica Carbotta (1982), Danilo Correale (1982), Andrea De Stefani (1982), Giulio Squillacciotti (1982), Marco Strappato (1982), Carlo Gabriele Tribbioli (1982), Ian Tweedy (1982), Invernomuto (Simone Trabucchi, 1982 e Simone Bertuzzi, 1983), Francesco Bertocco (1983), Giovanni Giaretta (1983), Lorenzo Senni (1983), Alberto Tadiello (1983), IOCOSE (Filippo Cuttica, 1983, Davide Prati, 1983, Matteo Cremonesi, 1984 e Paolo Ruffino, 1984), Elia Cantori (1984), Giulio Delvè (1984), Elena Mazzi (1984), Diego Tonus (1984), Calori&Maillard (Violette Maillard, 1984 e Letizia Calori, 1986), Federico Antonini (1985), Alessio D’Ellena (1985), Nicolò Degiorgis (1985), Riccardo Giacconi (1985), Adelita Husni-Bey (1985), Diego Marcon (1985), Ruth Beraha (1986), Elisa Caldana (1986), Roberto Fassone (1986), Francesco Fonassi (1986), Petrit Halilaj (1986), Andrea Kvas (1986), Beatrice Marchi (1986), The Cool Couple (Niccolò Benetton, 1986 e Simone Santilli, 1987), Filippo Bisagni (1987), Benni Bosetto (1987), Lia Cecchin (1987), Alessandro Di Pietro (1987), Stefano Serretta (1987), Giulia Cenci (1988), Tomaso De Luca (1988), Julia Frank (1988), Marco Giordano (1988), Orestis Mavroudis (1988), Valentina Furian (1989), Parasite 2.0 (Stefano Colombo, 1989, Eugenio Cosentino, 1989 e Luca Marullo, 1989), Alice Ronchi (1989), Emilio Vavarella (1989), Irene Fenara (1990), Angelo Licciardello (1990) & Francesco Tagliavia (1992), Caterina Morigi (1991), Margherita Raso (1991), Guendalina Cerruti (1992).

That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine è resa possibile grazie al prezioso supporto del main sponsor Hera e dello sponsor Gruppo Unipol, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. La mostra fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

Roma, 25 gennaio 2017

 

Da non perdere l’inaugurazione di Notes on Complexity, il primo solo show di Elena Mazzi, nostra artista in residenza nel 2015) alla Galleria Ex-Elettrofonica. La mostra andrà avanti fino al 17 marzo e nel caso voleste vistarla nei weekend, accertatevi che sia aperta e prendete un appuntamento. Sotto i contatti:

Ex-Elettrofonica, Vicolo Sant’Onofrio, 10, 00165, Roma
tel +39 0664760163
skype: exelettrofonica
mail info@exelettrofonica.com

INOLTRE Elena Mazzi:

– il 31 gennaio presenterà alla Manula House di Helsinki il lavoro I’m Talking to You realizzato l’anno scorso durante la residenza in Finlandia
https://www.facebook.com/events/972405459556304/

–  l’8 Febbraio alla GAM di Torino presenterà un evento parte del progetto Atlante Energetico
http://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/atlante-energetico-conferenze-e-performance

Hope to see you somewhere around!

Sarà il caso di trasformare GAP in biennale?

Perchè no? In quanto a scansione temporale sarebbe perfetto per noi, per studiare, riposarci e non venire a noia a nessuno;-). By the way il titolo m’era sovvenuto pensando che la 14esima Biennale di Istanbul con Elena Mazzi si è appena conclusa, che la Biennale dei Giovani Artisti, Mediterranea 17 con Elena Mazzi chiuderà a breve (22 novembre) e che GuilmiArtProject 2015 sta facendo di tutto per estendere la permanenza di Elena Mazzi nella sua sfera d’influenza, visto la piacevolezza dell’incontro con l’artista. Per cui godetevi questo report di residenza estiva e intanto pensate a dove vorreste rivivere i bei momenti d’agosto, perchè Avanzi viaggerà con l’ausilio di tante belle persone, che potreste essere anche voi!IMG_1347 copia

Novità Settembre 2015 per GuilmiArtProject e alcuni residenti delle scorse edizioni

GAP è lieto di condividere con voi alcuni eventi che prevedono la nostra presenza e quella di alcuni nostri artisti in residenza nelle trascorse edizioni

19 settembre 2015

GuilmiArtProject sarà presente a Cantieri Aperti, Borgo del Ponte, Massa

– Il festival si articola in 3 giorni con incontri che si svolgono in spazi sia privati che pubblici, basati su processi partecipativi. Con Pietro Gaglianò, Federico Bacci e Lucia Giardino , a cura di Franco Rossi con  Semi Cattivi

25 – 27 settembre 2015

GuilmiArtProject al FORUM DELL’ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA 2015, promosso dal Museo Pecci, Prato

3 giorni di tavoli di lavoro tematici con operatori del settore per fare il punto sulle criticità del “sistema arte in italia” e cercare di elaborare nuove proposte e soluzioni. GuilmiArtProject è stato invitato a rappresentare le residenze italiane nel tavolo Ripensare il senso delle residenze. Presenti al tavolo coordinato da Rossana Miele: Federico Bacci, Lucia Giardino, Eleonora Racciatti per GAP, e
Helena Hladilova, Vincenzo Schillaci, Giuseppe Buzzotta, Davide Daninos, Massimiliano Scuderi, Angelika Stepken, Benedetta Di Loreto. Pietro Gaglianò sarà il coordinatore del tavolo “Riconoscere il valore del lavoro culturale”.

Luoghi: teatro metastasio, monash university, palazzo banci buonamici – Prato

Mario Merz - Il numero ingrassa come i frutti d'estate e le foglie abbondanti. 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 - 1995 © Fondazione Merz
Mario Merz – Il numero ingrassa come i frutti d’estate e le foglie abbondanti. 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55 – 1995 © Fondazione Merz

27 settembre 2015, h. 18

GuilmiArtProject al Festival della Creazione Contemporanea, Terni

Dibattito-performance sullo spazio pubblico ne Il gioco del Loco: dispostivo per far incontrare e dibattere i vari “praticanti” e vari progetti nazionali sul tema. Un progetto di: ARTInRETI; sviluppo site-specific per Terni Festival: Viaindustriae; Setting: La Società dello Spettacolo. Durata del dibattito 90 minuti. Con Federico Bacci e Lucia Giardino   

arteinreti

e inoltre condividiamo le ultime attività di alcuni residenti delle edizioni trascorse di GAP:

Elena Mazzi

17 Settembre 2015Revitalizing urban spaces as art practiceArts4Cities, Tayga creative space – San Pietroburgo

5 Settembre – 1 Novembre – 2015, Lacuna, Scuola superiore Italiana, 14esima Biennale di Istanbul

8-10 Ottobre 2015, con Trial Version, Sonic Somatic, Firenze

Juan Pablo Macias

fino al 26 SettembreWord not text not law – Galerie Michel Rein, Parigi. Presente in mostra il progetto BAS realizzato nell’ambito di Preistorico In(n)umano a GuilmiArtProject 2014

fino al 30 novembreFlorenz Contemporary, mostra promossa da Villa Romana, Firenze, all’Istituto di cultura Italiano, Berlino. Artisti in mostra: Francesca Banchelli, Federico Cavallini, Leone Contini, Gaetano Cunsolo, Giacomo Laser, Juan Pablo Macias, Margherita Moscardini, Filippo Manzini, Robert Pettena, Justin Randolph Thompson

Emanuela Ascari

1 agosto – 31 dicembre – artista in residenza al Macro, museo d’arte contemporanea, Roma

Speriamo d’incontrarvi in una di queste occasioni!

Juan Pablo Macias – BAS abroad

Sembrano due momenti dello scorso anno, quando avevamo in residenza Juan Pablo Macias, che si adoperava alla realizzazione della Banca Autonoma dei Sementi Liberi da Usura. Invece le foto di seguito sono state scattate qualche giorno fa. L’artista messicano è infatti tornato a trovarci a Guilmi per dare continuità al lavoro intrapreso con Preistorico Innumano il cui obiettavo è di implementare il libero scambio dei semi, contravvenendo al monopolio imposto dalle regole economiche della macroeconomia e delle politiche di stati compiacenti.

Federico Bacci, Filippo Racciatti e Juan Pablo Macias discutono le modalità per il trasferimento di BAS a Parigi
Federico Bacci, Filippo Racciatti e Juan Pablo Macias discutono le modalità per il trasferimento di BAS a Parigi
Federico Bacci, Filippo Racciatti e Juan Pablo Macias discutono le modalità per il trasferimento di BAS a Parigi

La libera circolazione dei testi e delle idee e la loro riattivazione, è uno dei punti fermi di Juan Pablo Macias: nel progetto realizzato con noi nel 2014, egli non ha fatto altro che sostituire i semi ai testi, che circoleranno liberamente di mano in mano per essere seminati e produrre a loro volta nuovi semi.

Juan Pablo Macias, TATTOO (Tatuaggio realizzato da Ozmo), Stampa fotografica, 2014.
Juan Pablo Macias, TATTOO (Tatuaggio realizzato da Ozmo), Stampa fotografica, 2014.

L’occasione per tornare a Guilmi l’ha data la contingenza di una personale di imminente apertura alla galleria parigina Michel Rein, intitolata Word Not Text Not Law, a cura di Angeles Alonso Espinosa. Questa, insieme ad opere di nuova produzione, riproporrà il cuore pulsante e generativo del progetto abruzzese con simili modalità: lo scambio diretto dei semi, che equivale allo scambio di idee e conoscenze. Per quest’ultimo punto diventano cruciali le presenze e le testimonianze a Parigi di Federico Bacci e di Filippo Racciatti. Il primo, in qualità di curatore, lo scorso anno ha creato con l’artista dei ponti tra le comunità di contadini guilmesi e del territorio abruzzese. Il secondo è un coltivatore che da anni, in maniera silenziosa ma caparbia, cerca di resistere alle pratiche di sfruttamento e impoverimento massivo del nostro territorio. Da guilmese, Filippo Racciatti ha trovato il progetto BAS funzionale a comunicare i suoi intenti, ma anche e soprattutto il suo agire. La presenza di Filippo Racciatti a Parigi, come testimone di BAS, sarà la convalida di un progetto con risvolti reali e funzionali nel mondo protetto dell’arte contemporanea. In una sorta di corto circuito programmato, che potrebbe avere dei risvolti non programmati affatto.

Juan Pablo Macias, 2015
Juan Pablo Macias, 2015

Per chi fosse a Parigi, la mostra apre il 5 settembre 2015 e rimane aperta fino al 26 dello stesso mese. Controllate le date nel manifestino qui sotto.

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A Firenze Tre Mostre, di Elena Mazzi ed Elisa Strinna con l’occupazione di Trial Version di via del Moro 82R

La mostra Tre Mostre di Elena Mazzi ed Elisa Strinna, curata da Trial Version si è conclusa a Firenze il 29 marzo 2015, ma vogliamo raccontarla ugualmente al nostro pubblico internazionale con una recensione di Alice Cheeseman, che durante l’opening del 14 marzo si è intrattenuta a fare due chiacchierare con le artiste e con qualche Trial Version. Lo scritto di  Alice Cheeseman ci offre così l’occasione di annunciare che Elena Mazzi è l’artista in residenza di GuilmiArtProject 2015. Lo avevamo già accennato e tra un po’ daremo l’annuncio ufficiale in pompa magna.

Tre Mostre, Elena Mazzi ed Elisa Strinna, a cura di Trial version, via del Moro 82r, 14-29 Marzo, Firenze
Tre mostre, Elena Mazzi ed Elisa Strinna, a cura di Trial Version, via del Moro 82r, 14-29 marzo, Firenze. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

Tre mostre is a collaborative project between not only the artists Elena Mazzi & Elisa Strinna but including a participation of Trial Version, a curatorial team composed by Marco Di Giuseppe, Michela Lupieri, Valeria Mancinelli, Chiara Nuzzi, Stefania Rispoli, and Elena Mazzi herself, that seeks similar objectives from the apprehension of the contemporary art scene in Italy. The collaborators seek to pose questions to the respective audience and strive forth not singularly for aesthetical purposes, however provoking questions that surmount to the intention of change – highlighting especially (their definition) of disaster, in both natural and cultural senses. In previous collaborations (Articolazioni oltre il linguaggio, Massimodeluca Gallery, Mestre, IT) the artists have similarly explored the notion of the relation between humanity and nature and the language they share. This collaboration extends to an assemblage of human connectivity and thus forth the connection they outline in nature.

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm
Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

The exhibition itself is held in a gallery space reopened for the exhibits purpose. The air of energy once entering the main mid level exhibit is palpable and sets the tone of severity and excitement.

Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm
Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, Installazione sonora, 5m, 2013-2014, Pietra sedimentaria, ferro, puntina di giradischi, materiali vari, casse ed amplificatore, 155 x 45 x 65 cm. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

The exhibit is contained within the many alcoves that gallery offered and each offered differing reactions. The low pitched humming of the stone centrally placed in the largest room of the gallery (Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia ed il suo ritmo, 2013 – 2014), combined with the acoustics of the high ceilings creates at instant atmosphere of excitement and industry – quite at odds with the significance the piece illuminates. This area displays works by Elena Mazzi and Elisa Strinna, including a vocal arrangement of American equities on a screen (Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, U.S.A. Equities 1871-2011).

The second floor of the gallery contains a collection of referents by Elena Mazzi. To the left an assortment of beautiful curiosities, such as dried flowers from the banks of Venice’s river plains presented on a mismatch of hand drawn & printed cartology and texts. The focal wall is a collective film disclosing the hidden nature of Venice, both in an exploration of artisan workshops and the degradation of nature and culture due to the tourist industry. In fact, the exhibit’s opening at the turning of spring further ensues the importance of attention to the dilapidation of nature in modern Italy.

Elena Mazzi, Lacuna. Land of hidden spaces, video HD, 12' col. 2014
Elena Mazzi, veduta dell’istallazione. A sinistra: A critical herbarium, piante essicate su carta, materiali vari, 30×40 cm; Reflecting Venice in a box, vetro di Murano intagliato, legno, 2014; Lacuna. Land of hidden spaces, video HD, 12′ col. 2014. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

The lower floor level contains the work of Elisa Strinna. The famous fruit basket of Caravaggio has been re-worked in mono prints outlining the globalization of the relationship we have, and had with nature. Exotic fruits have been beautified, outlined with glossy veneers and exteriors, whilst across the room we find the silicon husks of the same fruits, empty in the promise of delight. Although each aspect of the collection denotes an important message to the audience, it is difficult for those unenlightened to derive meaning behind the obvious aesthetics of each piece ‘mi piace, è bellissimo’ was a prominent response to the film shown and this is something to highlight. The notion of beauty in context should be irrelevant however it is a continuing epidemic of human nature to firstly notice the beauty in something, regardless of its message or significance.

Elisa Strinna, veduta dell'istallazione con Variazioni su canestra di frutta n.1, n. 2, n. 3, stampa su carta cotone, 2011, courtesy Galleria MassimodeLuca; Untitled, silicone, legno, 2015, courtesy Galleria Massimodeluca
Elisa Strinna, veduta dell’istallazione con Variazioni su canestra di frutta n.1, n. 2, n. 3, stampa su carta cotone, 2011, courtesy Galleria Massimodeluca; Untitled, silicone, legno, 2015, courtesy Galleria Massimodeluca. Photo credit: Alberto Antonio Foresta

A poignant moment for all that attended the opening of the show was, of course, the reaction induced by listening to the soprano performance. A incredible personal interpretation of the inclinations and declines of the American stock market from 1871 up to 2011 which again was thrust with dualities, the beauty of the singers vocal achievements and the notions behind the constant resurgence and reemergence of crisis and contamination throughout this scrap of history. The performance begged the question: is humanity fated to repeat these actions as the projections suggest, or are we as a collective able to end the cycle we have made for ourselves? In a constant quest for the new, the coveted, the mass produced, are we creating an inescapable creator of insignificance to our lives – this in turn begs another question however – without this inherent human lust – would we have ever developed as a species at all? There is without a doubt a purpose to constant development and without this drive we would surly not have surmounted to evolution of the arts, of science, of philosophy, of intelligence.

Whilst discussing with the artists their intentions for this collaboration, it is clear that both have a passion for expressing cultural issues, trying to strive away from the aforementioned aesthetics; for naive purposes. Instead they intend to create a visual language to raise awareness of both global and local concerns- a language which for them is a directly divulged from nature and made intelligible through art and sound. For Elisa, globalization and our relationship with nature is at the forefront of exploration of her work – she continues throughout different projects to develop the notion of creating a language directly derived from nature and translating this into something relatable to human understanding. Elena similarly envelops herself into our comprehension of destructive coexistence with nature, and through our intention to continuously progress whilst at once highlighting the previous progression  of artisans before us- our actions thus become asinine.

Our relationship with nature to me is similarly comparative to our relationship with money, it sustains us silently, we are dependent upon it, yet however regardless of this obvious fact, we as humans, are intent on abusing it. This can be seen both in the stock market projections highlighted in the exhibition and the evolution of plant development surrounding the cruise liner infested waters of lagoon of Venice (see the pieces Lacuna and U.S.A. Equities 1871-2011).

A connection of ideologies presented by both artists can be seen in the ‘perception of reality’; Elisa Strinna highlights this in her silicon moulds of the exotic promising fruit, rendering a juxtaposition to their tasteless, reproduced 21st century nature – whilst Elena Mazzi’s work highlights the perception and pre connotations that the booming tourist industry has not uniquely had on the natural habitat of Venice but also the affects on craftsmanship. the direct correlation between the influx of tourism and the loss of artisanship within the community of Venetians – Elena stating to me that ‘the tourist industry in Venice has a particular vision of artisanship, this being exclusively centered around glassblowing  demonstrations’ shows our exploitation of both nature and local artisans, in the end both the growth of foliage and plants in Venice and the growth and development of true artisanship is disintegrating before us producing and reproducing something to such an extent that beauty is lost and advancement is unattainable

Il team di Trial Version, da sinistra a destra: Elena Mazzi, Stefania Rispoli, Michela Lupieri, Marco di Giuseppe
Il team di Trial Version, da sinistra a destra: Elena Mazzi, Chiara Nuzzi, Valentina Mancinelli, Stefania Rispoli, Michela Lupieri, Marco di Giuseppe.

Sull’autore: Alice Cheeseman è inglese e studia Storia dell’Arte alla Florence University of the Arts a Firenze. Nel 2014 ha frequentato il corso di Social Practices in Contemporary Arts tenuto da Lucia Giardino, durante il quale ha elaborato un progetto con i pazienti affetti da alzheimer dell’RSA il Giglio di Firenze. Noi speriamo che rimanga a Firenze e che l’arte diventi la sua ragione di vita:-).

Preistorico In(n)umano on line ora

Finalmente on line La strada degli oleandri, il resoconto della residenza di Juan Pablo Macías a GuilmiArtProject. Ma cosa c’entreranno gli oleandri con  la residenza di Juan Pablo Macías a Guilmi? oleandriBe’, qualche tempo fa il mio babbo mi ha detto che gli oleandri sulla strada del fondovalle Sinello, dalla turbogas al mare, li fece piantare Remo Gaspari quando diede lavoro a tutto l’Alto Vastese nelle fabbriche sulla costa, affrancandolo dall’attività poco redditizia dell’agricoltura. Così che il percorso giornaliero verso il mare sarebbe risultato piacevole.

coincidenze

Era destino che questo post dovessi finire per scriverlo in fretta, nonostante ci tenga tantissimo.

Le coincidenze di cui parlo sono a proposito della data di oggi 27 febbraio 2015, giorno in cui aprono due mostre lontane l’una dall’altra e quindi impossibile da attendere entrambe. Decidete voi quale vi risulta più a portata di mano.

juan pablo Macias livornoJuan Pablo Macías – ospite di Guilmi Art Project lo scorso agosto -, alla Galerie21 a Livorno ripropone i muri incisi con degli estratti di The Anarchist Doctrine Accessible to All, scritto nel 1925 dall’anarchico José Oiticica. Le pareti erano state prodotte a Villa Romana, Firenze,  in occasione della prima release di WORD+MOIST PRESS, il nuovo progetto editoriale dell’artista messicano. La release è stata proprio la traduzione del libro su citato, dal portoghese all’inglese, ad opera del collettivo Agência Transitiva. [se invece siete di passaggio a Città del Messico, vale la pena di fermarsi da Marso, la galleria della giovanissima Sofia Mariscal, dove è in corso Sobre Negro, un progetto curato da Michel Blancsubé, appunto sui Los Negros, Arturo Hernández Alcázar, Mario de Vega y Juan Pablo Macías. Pare che sia da vedere!]

Elena Mazzi, ancora una volta con Elisa Strinna, è invece ospite di Carlos Garaicoa da oggi fino al 6 marzo nel suo studio di Madrid, con la mostra Open Studio 10.0 Una singularidad desnuda / A Naked Singularity. Con le due artiste tanti nomi non da poco che propongono opere legate al suono [Juan Carlos Alom, Miguel Álvarez-Fernández, Balada Tropical, Massimo Bartolini, John Cage, Tania Candiani, Mircea Cantor, Amir Fattal, Carlos Garaicoa, Shilpa Gupta, Yonel Hidalgo, Vasili Kandinski, Archivo ChakraRPM, Jorge Macchi, Elena Mazzi & Elisa Strinna]. Copio e incollo qui la significativa citazione nel comunicato stampa della mostra: The artist who creates silence or emptiness must produce something dialectical: a full void, an enriching emptiness, a resonating or eloquent silence. Susan Sontag, The Aesthetics of Silence.

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Massimo Bartolini; Recording, one-off, on 12-inch vinyl record picture disk format, mural painting, record player, amplifier, speakers. Produced by Fondazione Musica per Roma / Edited and published by Radical Matters Editions/Label. Voice: Nicholas Isherwood.

E a proposito  di silenzio eloquente, c’è un’altra coincidenza di cui vogliologo-appunti-e-riflessioni_small sm mettervi al corrente. E’ appena uscito il nuovo numero del magazine di cultura contemporanea Notas Y Reflexiones, di Francesco Ozzola. Qui di nuovo interviene, tra gli altri, Pietro Gaglianò, con un breve scritto proprio sul silenzio, di cui ogni tanto avremmo veramente bisogno.

cose in corso

E’ proprio il caso di aggiornarvi su alcune cose in corso che riguardano alcuni di coloro che hanno o hanno avuto a che fare con Guilmi Art Project negli anni.  In ordine, sparso iniziamo:

Fabrizio Prevedello, nostro residente nel 2013, ha in corso fino al 12 Aprile 2015 la mostra Luce, al CAMeC di La Spezia. Chi l’ha già visitata assicura che Fabrizio ha avuto l’abilità e la forza di portare la natura e le cave di marmo di Carrara all’interno della galleria. Noi ci crediamo e dopo aver visto delle immagini potentissime nell’ambito di un talk pubblico alla galleria Passaggi di Pisa, ci siamo dati max 2 settimane di tempo per andarci. Potete intanto godere dell’intervista di Elena Bordigon a Fabrizio Prevedello su Aptdiary; e aggiungeteci quest’altra di Saul Marcadent su Pizza Digitale, dove trovate anche il Solido alle Intemperie realizzato nell’ambito di Guilmi Art Project.

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Fabrizio Prevedello, Luce, CAMeC, La Spezia 2014, immagine mostra, courtesy Cardelli e Fontana, (foto Jacopo Menzani). Da Aptdiary

Pietro Gaglianò non può mancare in un resoconto sulle cose in corso. E’ talmente tanto attivo che dovremmo tenere una newsletter giornaliera sul suo operato. Ma qui si fa quel che si può, quindi per il momento non mancate di visitare una mostra da lui curata alla SRISA, la galleria d’arte della International School Santa Reparata di Firenze, con delle proposte così interessanti, che mi fa rimpiangere i recenti anni di vicinato, quando era ancora attiva la scuola d’arte con annessa galleria e residenza d’artista di F_AIR, di Florence University of the Arts. La mostra in questione è A4- 564 di Marta Dell’Angelo, fino al 14 marzo 2015. Inoltre Pietro Gaglianò sarà uno dei tronisti al museo Pecci di Prato, con due interventi marzolini nella fascia oraria 21.00 – 23.00, come nella Nuova Didattica Popolare. Qui per saperne di più.

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Marta dell’Angelo, “A4 – 564. Courtesy Pietro Gaglianò e Marta dell’Angelo

E visto che abbiamo citato la data del 14 marzo come giorno di chiusura della mostra di Marta Dell’Angelo, lo stream of consciousness mi fa trapelare una NOTIZIONA, che non mi fa stare nella pelle, ma che vi annunciamo solo per metà. A buon intenditor poche parole… Aprirà il 14 marzo, a Firenze, luogo ancora top secret, a cura di Trial Version, una mostra di Elena Mazzi ed Elisa Strinna, dedicata alle crisi. Non posso dirvi altro, ma per arrivare preparati in mostra, eccovi un link da Juliet Art Magazine, che potrebbe invogliarvi ad andare. ELENA MAZZI segnatela su un tacquino a lettere cubitali, perchè presto  avremo anche un altro annucio pubblico di roboante portata.

Elena Mazzi, Elisa Strinna, Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, Performance vocale, 3 m, 2013-2014. Da Juliet Art Magazine
Elena Mazzi, Elisa Strinna, Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, Performance vocale, 3 m, 2013-2014. Da Juliet Art Magazine

Per finire (e non me ne voglia, chi in questa occasione non è stato citato) vi lascio con delle immagini meravigliose relative ad Extreme Environment Project: Vietnam Tu Lan Caves Expedition, un viaggio/esplorazione di Alessandro Carboni nelle profondità della terra del Vietnam con un un gruppo di studenti della School of Creative Media della City University di Hong Kong. Fino alla fine di febbraio 2015. Come vorrei essere lì!

Alessandro Carboni, Extreme Environment Project: ietnam Tu Lan Caves Expedition, 2015
Alessandro Carboni, Extreme Environment Project: Vietnam Tu Lan Caves Expedition, 2015
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Alessandro Carboni, Extreme Environment Project: Vietnam Tu Lan Caves Expedition, 2015

oggi WORD+MOIST PRESS siamo pronti!

Juan Pablo Macías
WORD+MOIST PRESS

10.10. – 07.11.2014
VILLA ROMANA
Via Senese 68
+39 055221654

juan

Nel 2009, Juan Pablo Macías (Messico, 1974) ha portato avanti una ricerca sul sapere e sui media anarchici, partendo da un provvedimento legale adottato ai danni di una delle più grandi biblioteche anarchiche dell’America Latina, nell’estate del 2009, a Città del Messico: sfratto con ordine di sequestro per il mancato pagamento dell’affitto. Dopo aver realizzato diverse opere intorno a questa biblioteca, Macías ha consultato archivi privati e statali e approfondito online, meditando sulla relazione tra sapere istituzionale e il sapere insurrezionale, e in un senso più ampio, tra sistemi di rappresentazione e affettività.

Con le sue azioni, gli interventi, la manipolazione di archivi e progetti editoriali, Juan Pablo Macías intende generare tensioni fra le istituzioni, la pratica artistica, e il campo sociale, allontanandosi dalla scialba semantica mediante la produzione di programmi che agiscono direttamente su corpi biologici, sociali ed economici.

Questo interesse per l’incontro tra la sfera sociale rappresentativa (che ha nella proprietà il suo centro gravitazionale), e il sapere insurrezionale o l’affettività, lo ha portato a esplorare il mutamento di emozioni ed elementi privi di forma in modelli di esistenza socialmente strutturati e legali che sanciscono le libertà degli individui e delle comunità, siano esse il libero accesso al sapere o la trasformazione dell’inchiostro in codici legalmente perseguibili, a titolo esemplificativo.

A Villa Romana, Juan Pablo Macías presenta il suo progetto editoriale WORD+MOIST PRESS (1) con il lancio del libro “The Anarchist Doctrine Accessible to All”, scritto nel 1925 da José Oiticica, filologo, poeta, anarchico nonché nonno dell’artista brasiliano Helio Oiticica.

Juan Pablo Macías propone di considerare il lavoro alla stregua di un materiale formale che, proprio come l’inchiostro, o qualsiasi altro medium, può servire da materia di lavoro a se stante. Nel caso specifico, Macías ha commissionato a Maíra das Neves e Kadija de Paula di Agência Transitiva (Rio di Janeiro, Brasile) la traduzione dal portoghese all’inglese di “The Anarchist Doctrine Accessible To All” di José Oiticica (prima traduzione in assoluto dell’autore in un’altra lingua), come materia di lavoro per pubblicare il volume inaugurale di WORD+MOIST PRESS; e per incidere su i muri de Villa Romana frammenti del testo tradotto.

Juan Pablo Macías usa queste incisioni, che ricordano le scritte dei carcerati sulle pareti della prigione o gli antichi graffiti, come un processo transazionale per negoziare le stratificazioni che compenetrano il suo lavoro. Il lavoro che, concepito come un’attività svolta in clandestinità o nell’intimità della casa, che negozia il suo tempo attraverso diverse mediazioni nell’ambito pubblico: con la istituzione, con la prassi/artificio d’arte e con il campo sociale. Di fatto questa traduzione nacque dal desiderio di Macías di leggere Oiticica, e dalla volontà di condividere con un pubblico più ampio questo impulso iniziale.

WORD+MOIST PRESS ha organizzato una tavola rotonda a Villa Romana (18–19 ottobre) dal titolo “Histories of Publishing”. Saranno presenti Maíra das Neves e Kadija de Paula di Agência Transitiva (Rio de Janeiro, Brasile), Federico Bacci (Firenze, Italia), Christopher Jones di 56a infoshop (Londra, Gran Bretagna), Massimo Mazzone (Roma, Italia) e Dott. Nicholas Thoburn (Manchester, Gran Bretagna).

(1) WORD+MOIST PRESS è un progetto editoriale di Juan Pablo Macías che pubblica libri e media fatti da umidità, carne e sangue. WORD+MOIST PRESS stampa parole che non sono testo o legge, ma fiati del passato e del presente.

Villa Romana Florenz

“Histories of Publishing” è un evento parallelo a WORD+MOIST PRESS, che si terrà presso il Padiglione nel giardino di Villa Romana. Macías ha invitato diverse persone a riflettere sul concetto di storia dell’editoria contribuendo con film, video, performance o talks. I partecipanti avranno libertà di proposta: alcuni trattando da un punto di vista giuridico il copyright e la sua storia, il copyleft e i creative commons, altri proponendo una lettura più soggettiva guardando ad alcuni temi: libri d’artista, nuovi media, editoria indipendente, bibliografia, il patrimonio culturale in Internet, la diffusione delle idee, ecc.

PROGRAMMA

Sabato, 18 Ottobre 2014

11:00 Trans(L)a(C)tions
Maíra das Neves e Kadija de Paula

13:30 Pranzo

15:00 Anti-Book: Materialities Of Communist Publishing
Dott. Nicholas Thoburn

17:00 Osvaldo: Publishing and Struggle
Federico Bacci

19:00 Aperitivo

Domenica, 19 Ottobre 2014

11:00 PRESS to PRINT to EYE to HAND to ARCHIVE:
A Small Excavation Of Radical Print Culture Through Anecdote And Example
Christopher Jones

13:00 Pranzo

15:00 Autonomous and Libertarian Productions
Massimo Mazzone

Maíra das Neves e Kadija de Paula sono artiste e traduttrici di Agência Transitiva, uno “space-vehicle” a Rio de Janeiro per le azioni e gli studi non convenzionali su arte, politica e storia delle idee.

Federico Bacci ha un passato che spesso ritorna. È stato regista cinematografico, documentarista, sceneggiatore e autore radiofonico. Dal 2009, insieme a Lucia Giardino è curatore di GuilmiArtProject, un programma di residenze in Abruzzo.

Christopher Jones fa parte del 56a Infoshop radical social centre a Londra ed è membro del gruppo di attivisti politici e sound artist Ultra-red.

Massimo Mazzone è artista e attivista. Porta avanti una ricerca basata sui rapporti storici tra corpo, scultura e architettura, ovvero sulla scultura sociale. Egli è il portavoce del gruppo internazionale di studio Escuela Moderna/Ateneo Libertario.

Dott. Nicholas Thoburn ha all’attivo pubblicazioni sull’estetica dei media, teoria culturale e politica. È autore del libro “Deleuze, Marx and Politics” e di “Anti-Book: Material Text and the Art of Political Publishing” di prossima pubblicazione. È docente di Sociologia presso l’Università di Manchester.

And in English…

Juan Pablo Macías
WORD+MOIST PRESS

10.10. – 07.11.2014

You and your friends are cordially invited
to the opening on Friday, October 10 at 7 pm.

Juan Pablo Macías has carried since 2009 a research on anarchist knowledge and media, departing from a legal situation that surrounded one of the largest anarchist libraries in Latin America, evicted with a seizure order for back rent in the summer of 2009 in Mexico City. After several works around this library, he has been researching papers, state and private archives, the Internet, pondering on the relation between power knowledge and insurrectional knowledge, and in a broader sense, between systems of representation and affectivity.

This interest in the encounter of the social representational realm (property being its gravitational center), and insurrectional knowledge or affectivity, has taken him to question the transformation of formless affections or elements, into socially structured and legal forms of existence that determine the liberties of individuals and communities, be it the free access to knowledge, or the becoming of ink into codes susceptible of lawful punishment, for an example.

In Villa Romana he is making the formal presentation of his editorial project WORD+MOIST PRESS(1) which launches its first volume “The Anarchist Doctrine Accessible to All”, written in 1925 by José Oiticica – philologist, poet, anarchist and grandfather of the Brazilian artist Helio Oiticica.

Macías’ proposal consists in recognizing labor as a formal material that serves as any other media, ink for an example, to use as labor material for itself. In this case, he has commissioned the translation from Portuguese to English of “The Anarchist Doctrine Accessible to All” (the first translation of this author to any other language), to Maíra das Neves and Kadija de Paula, members of Agência Transitiva (Rio de Janeiro, Brazil), as the material element for publishing the inaugural volume of WORD+MOIST PRESS, and for inscribing the translated text directly onto the walls of Villa Romana using a hard tip object.

These inscriptions on the wall – that recall prison writings or old graffiti – serve as the transactional process by which Macías negotiates the different layers that traverse his labor. Labor, understood as an activity realized in the clandestinity or intimacy of the house, that negotiates its time with different outcomes in the public realm: the institution, art practice/artifices, the social field. Actually, this translation is born out of his desire of reading Oiticica, and consequently, of creating a broader circulation for this initial desire.

WORD+MOIST PRESS programmed a weekend of talks called “Histories of Publishing” with Maíra das Neves and Kadija de Paula from Agência Transitiva (Rio de Janeiro, Brazil), Federico Bacci (Florence, Italy), Christopher Jones from 56a infoshop (London, United Kindom), Massimo Mazzone (Rome, Italy) and Dr. Nicholas Thoburn (Manchester, United Kingdom).

The work of Juan Pablo Macías (Mexico, 1974), explores the relation between systems of representation and affectivity, and analogically, between power knowledge and insurrectional knowledge. With his actions, interventions, work on archives and editorial projects, he intends to cause tensions between institution, art practice and social field, abandoning flat semantics by producing programs that operate directly on the biological, social and economic bodies. His work has been shown in major art museums in Mexico and around the world.
http://juanpablomacias.tumblr.com/

(1) WORD+MOIST PRESS is an editorial project by Juan Pablo Macías, that publishes books and media that are made from moist, flesh and blood. WORD+MOIST PRESS prints words that aren’t text nor law, but just past and present mouth-mists.
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“Histories of Publishing” is an event parallel to WORD+MOIST PRESS, taking place at the Pavilion in the Villa’s garden. Macías invited several people to contribute freely with film, video, performance or talks, to ponder on the notion of histories of publishing. The contributors will have liberty of proposal; as an example, talking from a legal perspective about copyright and the history of copyright, or about copyleft, creative commons; others a more subjective approach talking about artist’s books, new media, autonomous publishing, bibliography, what is a book, cultural patrimony on Internet, disseminating ideas, etc.

PROGRAM

Saturday, October 18, 2014

11 am Trans(L)a(C)tions
Maíra das Neves and Kadija de Paula

1:30 pm Lunch

3 pm Anti-Book: Materialities Of Communist Publishing
Dr. Nicholas Thoburn

5 pm Osvaldo: Publishing and Struggle
Federico Bacci

7 pm Aperitif

Sunday, October 19, 2014

11 am PRESS to PRINT to EYE to HAND to ARCHIVE
A Small Excavation Of Radical Print Culture Through Anecdote And Example
Christopher Jones

1 pm Lunch

3 pm Autonomous and Libertarian Productions
Massimo Mazzone

Maíra das Neves and Kadija de Paula are artists and agents at Agência Transitiva, a space-vehicle in Rio de Janeiro for actions and non-conventional studies in art, politics, and history of ideas.

Federico Bacci has a past that often comes back. He has been cinema director, documentary filmmaker, screenwriter and radio author. Since 2009, along with Lucia Giardino he curates GuilmiArtProject, a residency program in Abruzzo.

Christopher Jones is part of the 56a infoshop radical social centre in London and a member of the political sound art group Ultra-red.

Massimo Mazzone is an artist and activist. He carries on a research based on the historic relations between body, sculpture and architecture; namely social sculpture. He is spokesman of the international study group Escuela Moderna/Ateneo Libertario.

Dr. Nicholas Thoburn has published on media aesthetics, cultural theory, and politics. He is author of “Deleuze, Marx and Politics” and the forthcoming Anti-Book: Material Text and the Art of Political Publishing. He lectures in Sociology at the University of Manchester.

With the support of Brice Delarue from Zirkumflex Berlin.