cose in corso

E’ proprio il caso di aggiornarvi su alcune cose in corso che riguardano alcuni di coloro che hanno o hanno avuto a che fare con Guilmi Art Project negli anni.  In ordine, sparso iniziamo:

Fabrizio Prevedello, nostro residente nel 2013, ha in corso fino al 12 Aprile 2015 la mostra Luce, al CAMeC di La Spezia. Chi l’ha già visitata assicura che Fabrizio ha avuto l’abilità e la forza di portare la natura e le cave di marmo di Carrara all’interno della galleria. Noi ci crediamo e dopo aver visto delle immagini potentissime nell’ambito di un talk pubblico alla galleria Passaggi di Pisa, ci siamo dati max 2 settimane di tempo per andarci. Potete intanto godere dell’intervista di Elena Bordigon a Fabrizio Prevedello su Aptdiary; e aggiungeteci quest’altra di Saul Marcadent su Pizza Digitale, dove trovate anche il Solido alle Intemperie realizzato nell’ambito di Guilmi Art Project.

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Fabrizio Prevedello, Luce, CAMeC, La Spezia 2014, immagine mostra, courtesy Cardelli e Fontana, (foto Jacopo Menzani). Da Aptdiary

Pietro Gaglianò non può mancare in un resoconto sulle cose in corso. E’ talmente tanto attivo che dovremmo tenere una newsletter giornaliera sul suo operato. Ma qui si fa quel che si può, quindi per il momento non mancate di visitare una mostra da lui curata alla SRISA, la galleria d’arte della International School Santa Reparata di Firenze, con delle proposte così interessanti, che mi fa rimpiangere i recenti anni di vicinato, quando era ancora attiva la scuola d’arte con annessa galleria e residenza d’artista di F_AIR, di Florence University of the Arts. La mostra in questione è A4- 564 di Marta Dell’Angelo, fino al 14 marzo 2015. Inoltre Pietro Gaglianò sarà uno dei tronisti al museo Pecci di Prato, con due interventi marzolini nella fascia oraria 21.00 – 23.00, come nella Nuova Didattica Popolare. Qui per saperne di più.

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Marta dell’Angelo, “A4 – 564. Courtesy Pietro Gaglianò e Marta dell’Angelo

E visto che abbiamo citato la data del 14 marzo come giorno di chiusura della mostra di Marta Dell’Angelo, lo stream of consciousness mi fa trapelare una NOTIZIONA, che non mi fa stare nella pelle, ma che vi annunciamo solo per metà. A buon intenditor poche parole… Aprirà il 14 marzo, a Firenze, luogo ancora top secret, a cura di Trial Version, una mostra di Elena Mazzi ed Elisa Strinna, dedicata alle crisi. Non posso dirvi altro, ma per arrivare preparati in mostra, eccovi un link da Juliet Art Magazine, che potrebbe invogliarvi ad andare. ELENA MAZZI segnatela su un tacquino a lettere cubitali, perchè presto  avremo anche un altro annucio pubblico di roboante portata.

Elena Mazzi, Elisa Strinna, Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, Performance vocale, 3 m, 2013-2014. Da Juliet Art Magazine
Elena Mazzi, Elisa Strinna, Articolazioni Oltre il Linguaggio, la materia e le sue declinazioni, Performance vocale, 3 m, 2013-2014. Da Juliet Art Magazine

Per finire (e non me ne voglia, chi in questa occasione non è stato citato) vi lascio con delle immagini meravigliose relative ad Extreme Environment Project: Vietnam Tu Lan Caves Expedition, un viaggio/esplorazione di Alessandro Carboni nelle profondità della terra del Vietnam con un un gruppo di studenti della School of Creative Media della City University di Hong Kong. Fino alla fine di febbraio 2015. Come vorrei essere lì!

Alessandro Carboni, Extreme Environment Project: ietnam Tu Lan Caves Expedition, 2015
Alessandro Carboni, Extreme Environment Project: Vietnam Tu Lan Caves Expedition, 2015
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Alessandro Carboni, Extreme Environment Project: Vietnam Tu Lan Caves Expedition, 2015

E prima di Juan Pablo…

Nuova Didattica Popolare
di Pietro Gaglianò

sabato 9 agosto, lunedì 11 e martedì 12 agosto, ore 21.00 – 22.30
Piazza del Torrione e altri luoghi

 a cura di GuilmiArtProject

NDP_14Dopo l’esperienza dell’edizione 2013, GAP conferma l’appuntamento con Nuova Didattica Popolare, lezioni di storia dell’arte in piazza. Immutata la formula, con tre incontri che radunano il pubblico e il docente (e performer) in alcuni interni urbani di Guilmi: luoghi in cui organicamente si incontrano la dimensione pubblica e una forma di domestica e colloquiale intimità. Immutate anche le regole, con la richiesta ai partecipanti di portare da casa la propria sedia e di prestarsi, in prima linea e con gli strumenti a disposizione, al dialogo e alla composizione condivisa di significati, come tentativo aperto nella sintesi dell’arte e della formazione.

Gli interrogativi da cui parte il programma di quest’anno hanno a che fare con il concetto di resistenza, con la cultura della Resistenza, e con l’estetica dei monumenti, che verranno indagati a partire da iconografie tradizionali fino alla presentazione di esperienze non convenzionali e a nuovi formati sperimentali di rappresentazione collettiva dello spazio pubblico.

Il processo attivato dalla Nuova Didattica Popolare corre parallelo ai percorsi che GAP mette in opera con i progetti di residenza, lavorando su forme di dialogo in cui lo strumento per la mediazione è dato dall’azione stessa, dall’incontro aperto a tutti gli esiti tra sfere linguistiche e culturali fra loro remote.

La maglietta tematica per la NDP di quest’anno è dovuta all’interpretazione di un artista: Ryts Monet (Bari, 1982) che dietro invito di Bacci, Giardino e Gaglianò, ha sintetizzato un progetto grafico in un cui le tensioni della formazione in ambito pubblico prendono le fogge dell’agonismo e della partecipazione calcistica.

A corollario delle attività principali di GuilmiArtProject, tra il 9 e il 14 agosto si terranno workshop e incontri, quali il GAP-lab dedicato alla realizzazione di set fotografici per Fern Blossom, Eva di Franco Clothing, con Andras Calamandrei e il coordinamento generale di Federica Berardi e Valentina Cencetti; e L’amore ai tempi di Guilmi, un GAP-lab radiofonico a cura di e Ilaria Gadenz e Carola Haupt di Radio Papesse e Tiziano Bonini. L’amore ai tempi di Guilmi, vuole essere “una riflessione tra generi a proposito dell’amore, e della sua resistenza, intesa sia come legame duro a morire, tra persone, sia come forza rivoluzionaria, di cambiamento, che resiste ai modelli individualisti e produttivisti tardo capitalisti”, “una discussione non solo tra i ragazzi e le ragazze di Guilmi ma anche tra persone di generazioni diverse”.

GuilmiArtProject è un programma di residenza artistica a cadenza annuale nel comune di Guilmi (Ch), a cura di Federico Bacci e Lucia Giardino. La scelta dell’ospite principale del 2014 si è indirizzata verso l’artista visivo Juan Pablo Macías (Puebla, Messico, 1974), il cui intervento site specific sarà presentato il 13 agosto e verrà interpretato dall’opera edibile di Andrea d’Amore intitolata Le ricette non sono piatti da briganti. Dalle ore 22.00 dello stesso giorno, la festa con il dj Santo Johnny e il duo-special guest Graziella Kriminal concluderà tutte le proposte della residenza 2014.

Pietro Gaglianò critico d’arte e studioso dei linguaggi contemporanei. I suoi principali campi di indagine riguardano il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica; i sistemi teorici e le esperienze della performance art rispetto alla sfera pubblica. Sperimenta forme ibride tra arte e formazione, in cui linguaggi creativi sono impiegati in funzione antidiscriminatoria e come strumento per l’aumento della consapevolezza sociale. Dal 2000 esercita un’intensa ricerca di scrittura critica, curatela e progettazione eventi. Ha collaborato con istituzioni pubbliche, fondazioni, e gallerie d’arte, in Italia e in Europa. Insegna in istituzioni universitarie italiane e statunitensi. Ha curato volumi e pubblicato testi in collane specialistiche e cataloghi di mostre personali o collettive, da lui curate o alle quali ha collaborato.

Federica Berardi, laureata in architettura all’Università Gabriele D’Annunzio di Pescara, è il coordinatore locale dei progetti speciali di GuilmiArtProject.

Fern Blossom è una produzione limitatissima e indipendente di capi d’abbigliamento e stampe serigrafiche originali.

Andras Calamandrei (Svizzera, 1975) è artista e fotografo. Ha partecipato a numerose e importanti mostre internazionali. Attualmente vive tra Firenze e Buenos Aires.

Tiziano Bonini è ricercatore in media studies all’Università Iulm di Milano. Si occupa di radio, social media, cultura digitale e pubblici connessi. Ha pubblicato articoli per riviste internazionali di media studies (Media, Culture & Society; European Journal of Communication; The Radio Journal; Communication & Society), libri su radio, media e globalizzazione per Carocci, Ombre Corte, Costa & Nolan e Garzanti. Autore di documentari, fiction e format per la radio, attualmente lavora per Radio 24 al programma Voi siete qui.

Radio Papesse è una webradio dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2006 all’interno del Centro d’Arte Contemporanea Palazzo delle Papesse. Radio Papesse è un team di produzione da anni impegnato nella ricerca di nuove strategie di storytelling radiofonico per raccontare l’arte, il paesaggio, i saperi e le persone; lavora nel campo della produzione audio per musei e istituzioni culturali.

Ryts Monet (Bari 1982). Laureato in Arti Visive all’Università IUAV di Venezia, come artista ha partecipato a molte residenze internazionali. Attualmente è collaboratore alla didattica per il laboratorio finale di Arti Visive presso l’Università IUAV di Venezia.

Andrea d’Amore è laureato in letteratura e studioso di antropologia e filosofia del cibo. Svolge un percorso indipendente come cuoco-chef; realizza film d’arte nel duo Ciboideale ed è autore di Pianox12, un progetto legato al cibo e alla cura del sé.

Preistorico In(n)umano

Preistorico In(n)umano di Juan Pablo Macías
13 agosto 2014, ore 18.00
esterno, La Pitech, via Italia 26, Guilmi

Si conclude il 13 agosto, con la presentazione del progetto finale, la residenza di Juan Pablo Macías a GuilmiArtProject.

PREISTORICO-INNUMANO_header

Incuriositi dalla tendenza alla scrittura dell’artista messicano,dalle sue operazioni di riattivazione e corto circuito d’archivi e biblioteche, quest’anno GuilmiArtProject ospita per la prima volta un artista internazionale. Nel corso della ricognizione a fine maggio, egli ha avuto modo di sovrapporre al tessuto reale di Guilmi, un piccolo comune dell’Abruzzo, la propria griglia astratta di ragionamenti su dinamiche e rappresentazioni umane, sociali e politiche e sulla possibilità di rilevare paradossi nei processi istituzionali, in particolare sulla concezione dello spazio inteso come proprietà privata. Il lavoro svolto in paese parte da queste premesse generali e si concretizza in seguito ad un’ulteriore verifica nella scala ridotta della micro realtà abruzzese, con le proprie peculiarità storiche e contingenze contemporanee. Dotato di un alto grado d’urbanità, Macías trasforma scomodi assunti di resistenza al sistema in atti poetici, domestici, eppure puntuali e potenti. Il titolo del suo intervento a Guilmi, Preistorico In(n)umano, contempla una possibilità di salvezza: un atto brutale di rasa al suolo delle cattedrali d’indottrinamento conformista e di un auspicato azzeramento della storia. Tale ritorno al primordiale risuona nella doppia consonante (In(n)umano), la cui scrittura rivendica un’idioma volutamente espressionista, come antitesi all’asetticità e all’appiattimento di una lingua globalizzata e semanticamente svuotata.

Per Juan Pablo Macías la residenza a GuilmiArtProject rappresenta inoltre l’occasione di poter continuare il progetto Tiempo Muerto, un giornale di cui è editore dal 2012, pensato come piattaforma di ragionamenti e di riappropriazione di un tempo che la società dell’economia di mercato considera “morto”, perchè slegato dai processi di consumo collettivi. Tiempo Muerto è stato presentato in importanti spazi espositivi quali il Kunstraum München, il MUCA-Roma di Città del Messico, lo Studio Gennai di Pisa, da Tranzitdisplay a Praga e all’interno della mostra collettiva Altars of Madness (2013) tenutasi al Casino Luxembourg e al Confort Moderne a Poitiers.

La presentazione finale di Juan Pablo Macías sarà seguita da un’interpretazione edibile del progetto da parte di Andrea D’Amore. A completare l’articolazione del programma annuale di GuilmiArtProject ci saranno gli appuntamenti del 9, 11 e 12 agosto con la Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò. Il GAP-lab radiofonico L’amore ai tempi di Guilmi di Tiziano BoniniIlaria Gadenz e Carola Haupt, tra il 9 e il 14 agosto. Un ulteriore GAP-lab dedicato alla realizzazione di set fotografici per Fern Blossom, con la coordinazione generale di Federica Berardi.

Juan Pablo Macías (Puebla, Messico, 1974). Lavora in Messico e internazionalmente dalla fine degli anni Novanta come artista, autore e curatore. Studia semiotica in Messico e a Madrid e nel 2005 prende parte alla residenza Antonio Ratti a Como. Principali progetti individuali 2014 – 2010: 2013 – History of the universe in twenty minutes, Kunstraum München, Monaco (Germania); Tiempo Muerto: Burial of a copyright infringement (performance)Tranzitdisplay, Praga (Repubblica Ceca), 2012- Tiempo Muerto: Then the handwriting may be read upon the wall, Kunstraum München Monaco; Tiempo Muerto: Economías del Deseo, MUCA-ROMA, Città del Messico; Tiempo Muerto: On Production, Inscription and Desire, Studio Gennai, Pisa. 2010 – PortaA Certain Lack of Coherence, Porto (Portogallo).

Principali mostre collettive 2014 – 2010:2014 –Atwork Lettera 27. Donwahl Foundation for Conetmporary Art, Abidjan (CI); Zona Maco Sur, Città del Messico (Messico); 2013 – El ojo en el tiempo, Obras de la Colección Adrastus, Museo Carrillo Gil, Città del Messico (Messico); Apologia. Museo del Marmo, Carrara (Italia); The encyclopedia of failure. Part of the Jakarta Biennale SIASAT (Indonesia); Altars of Madness, Confort Moderne, Poitiers (Francia); Altars of Madness. Casino Luxembourg (Lussemburgo); 2012 –Wunderkammer. Museum Nacht, Delft (Paesi Bassi); Prospectus: Escuela Moderna, Karmelo Bermejo, Nicoletta Braga, Democracia, Juan Pablo Macías, Santiago Sierra, Alain Urrutia, Cantieri d’Arte 7a Edizione, Viterbo; Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Musée dʼArt Moderne de la Ville de Paris (Francia) 2011 – Resisting the Present: Mexico 2000-2012, Museo Amparo, Puebla (Messico); Il Buon Vicino, REACT, Livorno; antes / después. Caja Blanca. 2010 – Espectrografías, Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico; Superficies del Deseo,  Museo Universitario Arte Contemporáneo, Città del Messico.

http://juanpablomacias.tumblr.com/

A cura di Federico Bacci e Lucia Giardino

Con il patrocinio del Comune di Guilmi

Programma 2014

Qui date e anticipazioni di GuilmiArtProject 2014

13 AGOSTO
Termine della residenza con la presentazione finale di Juan Pablo Macias
e a contorno

21 luglio – 14 agosto
Juan Pablo Macias
in residenza
3 – 16 agosto
illuminazione della torre dell’acqua a cura di Enzo Sivillo Fascetto
9, 11, 12 agosto, h. 21.00
Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò
9 – 14 agosto
Gaplabs a volontà: radiofonia, fotografia, roba da mettersi addosso etc… con e a cura di Tiziano Bonini, Ilaria Gadenz, Carola Haupt,  Fern Blossom, Eva Di Franco Clothing, Andras Calamandrei e Federica Berardi
10 agosto
Graziella Kriminal in concerto Festa di GAP in collaborazione con Lu Barrott di Nicola.
11 agosto
passeggiata ecologica a cura della Proloco di Guilmi

13 agosto
– ore 17.30
cittadinanza onoraria agli artisti
– ore 18.00
presentazione dell’opera di Juan Pablo Macias
a seguire
interpretazione culinaria a cura di Andrea d’Amore, con la collaborazione delle donne guilmesi
e
LA FESTA con Santo Johnny e Graziella Kriminal

DETtAGLI e DIvagAZIONI

Solo poche cose, per cominciare.

Incuriositi dalla tendenza alla scrittura di Juan Pablo Macias (1974), dalle sue operazioni di riattivazione e corto circuito di archivi e biblioteche, quest’anno abbiamo invitato l’artista messicano residente a Livorno, come ospite principale di GuilmiArtProject. Nel corso della ricognizione a fine maggio, egli ha avuto modo di sovrapporre al tessuto reale di Guilmi la propria griglia astratta di ragionamenti su dinamiche e rappresentazioni umane, sociali e politiche e sulla possibilità di rilevare paradossi nei processi istituzionali. Il lavoro che svolgerà in paese, avrà a che fare quindi con un’ulteriore verifica della possibilità di attuazione dei suoi assunti nella scala ridotta del paese abruzzese, con le sue peculiarità storiche e contemporanee. Dotato di un alto grado di urbanità, trasforma scomodi assunti di resistenza al sistema in atti poetici, domestici, eppure puntuali e potenti. Il suo intervento a Guilmi ha un titolo. Bellissimo. E’ scritto qui sotto:

inumano

Ricordate Pietrò Gaglianò? Domanda retorica! Certo che sì! Superata brillantemente la prova del 2013 come residente, quest’anno la Nuova Didattica Popolare, da lui condotta, è entrata ufficialmente nel palinsesto di GuilmiArtProject. Le date, quelle evidenziate sopra; le location… quasi sicuramente quelle dello scorso anno: Piazza del Torrione e Largo Meridione. Ancora una volta non c’è da aspettarsi lezioni tradizionali, per cui siate aperti al confronto diretto e disposti a raccontarvi, per ridare significato al verbo “condividere”.

GAP apre quest’anno un nuovo progetto “curatoriale” affidando a Pietro Gaglianò: la scelta di un artista per la realizzazione della maglietta promozionale della Nuova Didattica Popolare. Il primo artista selezionato nel 2014 è Ryts Monet, che ha interpretato il senso di comunità e di “fare squadra”, argomento topico degli incontri di NDP.

La maglietta d’artista, che suona come un film con Nino D’Angelo, ma è cosa più intrigante, non scalzerà il ruolo fondamentale del nostro grafico da sempre, Francesco Eppesteingher, che negli anni ha decretato cosa metterci addosso. Dalle sue stesse creazioni dedicate al Comitato dell’amore, con la maglietta E’ colpa mia; alla sua stessa interpretazione di NDP con l’insostituibile sedia; alle commissioni affidate ad altri, ad es. al brillantissimo Tommaso Eppesteingher (ancora per NDP) e a DEM, per il suo Omone. Grazie France!

Gaplab” è il nostro neologismo per “workshop” o “laboratorio”. Quest’anno ne ospiteremo di varia natura, con l’interzione di coprire tutta la multiforme congregazione di guilmesi: da incontri di radiofonia con professionisti quali Tiziano Bonini, Ilaria Gadenz e Carola Haupt;  session per la realizzazione di set fotografici per Fern Blossom. E se qualche indigeno volesse prendersi la briga di replicare il workshop delle bottiglie dell’anno scorso, rivolto agli ospiti che verranno a visitarci, noi ne saremmo più che felici.

La scansione esatta dei gaplabs verrà comunicata in seguito, quando saremo tutti in situ.

Importantissimo: il 13 agosto la presentazione dell’opera di Juan Pablo Macias, si concluderà con l’assaggio dall’opera edibile di Andrea d’Amore, realizzata con la collaborazione delle donne Guilmesi. A tutto ciò seguirà la festa, movimentata dai dj Amigo Mio (ancora in forse) e Santo Johnny + special guest 2014, Graziella Kriminal.

Questo è poco meno di quello che abbiamo definito finora. Date, orari, location e contenuti puntuali, verranno forniti via via da GuilmiArtProject.

 

Lo stato dell’arte

Cari Gappisti,
nonostante il programma 2014 non sia ancora fuori, le acque si stanno muovendo in vista di agosto. E così presenteremo Nuova Didattica Popolare in Piazza Giorgini a Firenze, in occasione di un ciclo di incontri su Lo stato dell’arte. I nostri compagni di merende sono ospiti illustri e questo ci onora non poco… la vedete la ruota del pavone che mi fa da sfondo?;-).

Il primo incontro è stato ieri, 11 giugno con la schietta ex-direttrice della Galleria dell’Accademia, Franca Falletti. Spumeggiante e positivamente combattiva, ha concluso con un sano consiglio per riuscire nei propri intenti – di quelli che mirano a cambiare anche le brutte abitudini delle comunità: adottare la tecnica del picchio. Cioè: batti e ribatti, alla fine sfondi.

Franca Falletti, Lo stato dell'arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze
Franca Falletti, Lo stato dell’arte, 11 giugno 2014, piazza Giorgini, Firenze. IPhoto: Maria Pecchioli

Nel secondo incontro ci saremo noi; inquadreremo le ragioni di gappisti e guilmesi di GuilmiArtProject, ma in primis Pietro Gaglianò racconterà l’esperienza e il significato della Nuova Didattica Popolare a Guilmi.

Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013
Una delle maglietta della prima edizione di Nuova Didattica Popolare, GAP 2013

Il terzo incontro vede la presenza di Tomaso Montanari! La voce fastidiosa che evidenzia il controverso rapporto tra arte e politica, la zanzara che molti vorrebbero schiacciare perchè  raccorda fattacci imbarazzanti, di cui non andar fieri, con dati puntuali, cifre, statiche, date. Così, per non dimenticare che è importante continuare resistere; in barba a chi taccia di inspiegabile populismo qualunque tipo di resistenza all’omologazione.

Un grazie sentito agli organizzatori degli incontri, all’inintenzionale quota rosa del Vivaio del Malcantone e di Fosca, che ci permettono di far conoscere il nostro progetto fuori dai nostri confini di riferimento.

Qui tutto il programma

LO STATO DELL’ARTE

Fosca e Il Vivaio del Malcantone presentano “Lo Stato dell’arte”: 3 incontri pubblici in piazza Giorgini.
Ciascun appuntamento sviluppa un punto di vista sul tema della cultura nello spazio pubblico. Il percorso di incontri si rivolge a tutta la cittadinanza adottando a modello le lezioni di piazza aperte, gratuite, pubbliche e interdisciplinari.
“Lo Stato dell’arte” osserva le metodologie della produzione, distribuzione e partecipazione della cultura nello spazio urbano, si propone come approfondimento sul potenziale artistico culturale della città di Firenze.
I 3 incontri offriranno al cittadino punti di vista diversi, portando ciascuno la propria cifra critica e tematica, al tempo stesso l’intero percorso si propone come visione organica e di insieme: un tutorial per chi desidera comprendere meglio dinamiche e possibilità legate ai temi della fruizione di arte cultura e spazio urbano.
“Lo Stato dell’arte” è un gioco semantico che oscilla volutamente fra due interpretazioni: da una parte la diagnosi della condizione attuale delle pratiche artistico/culturali, dall’altra si rivolge al soggetto pubblico “Stato” non solo come interlocutore ma anche come responsabilità collettiva.
Grazie a “Lo Stato dell’arte” Fosca e Il Vivaio del Malcantone intendono attivare un approfondimento condiviso e orizzontale che consenta di disegnare una traccia verso la realizzazione di nuove potenzialità socioculturali.

Gli incontri si tengono in Piazza Giorgini dalle ore 19
(Porta la sedia o rimani in piedi)

Programma

11 giugno

Franca Falletti – Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze dal 1992 al 2013.

Il museo: uno spazio per l’uomo o per le muse?

L’incontro mira a definire il rapporto fra la città di Firenze nelle sue varie componenti e il suo patrimonio culturale conservato nei grandi musei, quale attualmente è e quale auspicabilmente dovrebbe essere. Lacune e potenzialità, saranno meglio individuate anche alla luce del dibattito che si svilupperà con i cittadini presenti all’incontro stesso.

16 giugno

Lucia Giardino, Federico Bacci e Pietro Gaglianò

Presentazione di GAP Guilmi Art Project

Un progetto di interventi artistici nello spazio pubblico, con un approfondimento su “Nuova Didattica Popolare”, dispositivo sperimentale di condivisione in corso a Guilmi da agosto 2013.

3 luglio

Tomaso Montanari – Professore associato di Storia dell’arte moderna, Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, Dipartimento di Studi umanistici

Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

L’incontro vuole essere occasione di confronto sul ruolo ed il valore del patrimonio culturale. Una riflessione sulla distanza che separa due visioni divergenti: il patrimonio come bene comune, e quindi elemento fondante della cittadinanza e del vivere civile, e il patrimonio come bene di mercato.

Approfondimenti

16 giugno Lucia Giardino Federico Bacci e Pietro Gaglianò – GAP Guilmi Art Project

Nuova Didattica Popolare è un progetto sartoriale di GuilmiArtProject, tagliato ad arte su Pietro Gaglianò, critico/curatore intelligente e versatile, e su Guilmi (Ch), un paese dalle scarse risorse, ma esigente e con grandi aspettative. Nella prima edizione di NDP del 2013, Pietro Gaglianò ha bandito le lezioni frontali e, armato di nuove intuizioni e storie, ha coinvolto il pubblico facendolo reagire a stimoli ed immagini, mettendolo così in grado di aprirsi un varco nel fortino della conoscenza dell’arte, solitamente occupato dagli addetti ai lavori. GuilmiArtProject ha da subito voluto inglobare Nuova Didattica Popolare nel proprio organigramma, in quanto ha riconosciuto a Pietro Gaglianò il ruolo primario di collante tra le esperienze artistiche proprie del progetto e la comunità, e quello non secondario di semplificatore dei processi di comprensione dell’opera d’arte contemporanea.

Guilmi Art Project (GAP) è un progetto di residenza artistica a cadenza annuale nel comune di Guilmi (Ch). Gettatene le basi nel 2007 e ideato in forma più strutturata nel 2009 da Federico Bacci e Lucia Giardino, GAP è partecipato dall’intera comunità, che è il primo, ma non l’unico destinatario e attore, degli eventi messi in atto. La sua attività si compone di molteplici fasi, articolate in diversi momenti dell’anno e senza scadenza predefinita, per poi concludersi in agosto, con una serie effetti collaterali e con la presentazione pubblica del lavoro dell’artista in residenza.

3 luglio Tomaso Montanari – Patrimonio artistico, cittadinanza, mercificazione

Il paesaggio, l’ambiente e il patrimonio artistico sono di tutti. Ma non di tutti e di nessuno: invece, di tutti e di ciascuno di noi. Sono, cioè, una proprietà collettiva il cui vero scopo è soddisfare ai diritti fondamentali delle persone. Sono, dunque, beni comuni che servono a realizzare il bene comune: che è la civilizzazione (questa bellissima parola che, per esempio in Francia, è un modo più consapevole per dire «cultura»). È possibile dimostrare che questa idea risale all’età classica, e plasma la coscienza italiana fin dai suoi albori. È per questo che, in Italia, una lunga storia culturale ha identificato nel patrimonio artistico un valore alternativo al mercato, ad esso irriducibile. E la storiografia artistica ha avuto anche questa funzione: ha determinato cosa e quanto, di quel vastissimo patrimonio, potesse e dovesse progressivamente uscire dal circuito economico, entrando in quello morale e civile. Oggi, invece, una profonda depressione culturale riduce la nostra vita alla sola dimensione economica: o meglio finanziaria. Ciò che interessa è il denaro, da cui trarre nuovo denaro in un processo di partenogenesi: per nulla virginale, però. Non sbaglieremmo di molto se dicessimo che ventitré ore della nostra giornata, settant’anni della nostra vita, i nove decimi dei nostri desideri sono dedicati al denaro. Ma, come riconosceva perfino la pubblicità di una carta di credito, esistono cose che non hanno prezzo, che non si possono comprare. Il perché lo spiega bene il filosofo americano Michael J. Sandel: «Perché preoccuparsi del fatto che stiamo andando verso una società in cui tutto è in vendita? Per due ragioni, una riguarda la disuguaglianza; l’altra la corruzione […] Assegnare un prezzo alle cose buone può corromperle. Questo perché i mercati non solo distribuiscono beni: essi esprimono e promuovono anche determinati atteggiamenti nei confronti dei beni oggetto di scambio […] Spesso gli economisti assumono che i mercati siano inerti, che non abbiano ripercussioni sui beni che scambiano. Ma questo non è vero. I mercati lasciano il segno. Talvolta, i valori di mercato scalzano valori non di mercato di cui varrebbe la pena tener conto. […] Se trasformate in merci, alcune delle cose buone della vita vengono corrotte e degradate. Dunque, per stabilire dove va collocato il mercato e a che distanza andrebbe tenuto, dobbiamo decidere come valutare i beni in questione – la salute, l’istruzione, la sfera familiare, la natura, l’arte, i doveri civici, e così via». Tomaso Montanari

Biografie

Franca Falletti, vive e lavora a Firenze. Laureata nel 1974 in Storia dell’Arte medioevale e moderna presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze. Dal giugno 1980 nominata funzionario direttivo della Soprintendenza per i beni artistici e storici delle province di Firenze, Pistoia e Prato, dal dicembre del 1981 è stata vicedirettrice della Galleria dell’Accademia e dal marzo 1992 Direttrice del medesimo museo fino al 28 febbraio 2013. In tale veste ha diretto e/o curato tutte le mostre, i nuovi allestimenti e i restauri realizzati presso il museo, seguendone e promovendone l’attività scientifica e pubblicando studi e cataloghi. In particolare ha curato il progetto di allestimento della gipsoteca di Lorenzo Bartolini, della collezione di tavole a fondo oro fiorentine e del museo degli Strumenti musicali del Conservatorio di musica Luigi Cherubini. Inoltre ha diretto fra il 2002 e il 2004 il restauro del David di Michelangelo e coordinato le indagini conoscitive che sono state eseguite in tale occasione da numerosi istituti di ricerca e universitari italiani ed europei. Nell’ambito dell’attività espositiva ha curato, oltre ad alcune mostre di argomento strettamente inerente il patrimonio della Galleria dell’accademia, anche alcune mostre ed eventi di arte contemporanea, come Forme per il David – Baselitz, Fabro, Morris, Kounellis, Struth nel 2004, Robert Mapplethorpe – La perfezione nella forma nel 2009 e Arte torna arte nel 2012.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e studioso dei linguaggi contemporanei. I suoi principali campi di indagine riguardano il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle pratiche artistiche contemporanee, l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica, i rapporti tra l’arte visiva e i sistemi teorici delle arti performative e del teatro di ricerca. Sperimenta forme ibride tra arte e formazione, impiegando i linguaggi creativi come strumento per accrescere la consapevolezza sociale. Dal 2000 esercita un’intensa ricerca di scrittura critica, curatela e progettazione di eventi culturali collaborando con istituzioni pubbliche e private, gallerie d’arte e amministrazioni comunali e provinciali in Italia. Ha curato volumi e pubblicato testi in collane specialistiche e cataloghi di mostre personali e collettive, da lui curate o alle quali ha collaborato. Insegna in istituzioni universitarie italiane e statunitensi.

Lucia Giardino (Vasto, Ch, 1968) dalla fine degli anni Novanta lavora nel campo dell’educazione in istituzioni internazionali, portando avanti insegnamenti incentrati sui linguaggi dell’arte contemporanea. Dotata di forte vocazione didattica, assegna un ruolo fondamentale alla formazione. Come educatore, mette in atto un processo di decostruzione delle narrazioni acquisite, sulle cui spoglie costruire nuovi significati. Dal 2011 all’inizio del 2014 è stato Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, e nella stessa scuola ha diretto il programma di residenza F_AIR – Florence Artist in Residence. E’ cofondatore e curatore, insieme a Federico Bacci di GuilmiArtProject. Lucia Giardino ha una forte vocazione didattica, che espleta nel suo lavoro principale di professore di storia dell’arte e come coordinatore accademico della School of Fine Arts di Florence University of the Arts. In questo ambito nel 2011 le viene chiesto di dirigere F_AIR, la prima residenza d’artista nel centro storico di Firenze, strettamente interdipendente dalla scuola d’arte di cui sopra. É fermamente sostenitrice dei valori a lunga gittata della cultura, del cui processo lento, è altrettanto cosciente.

Federico Bacci (Livorno 1973) deve la sua formazione artistica a percorsi alternativi, quali la militanza all’interno di centri sociali, da dove provengono molti protagonisti della scena contemporanea fiorentina nati negli anni Novanta. Ha un passato che spesso ritorna, come regista, documentarista, sceneggiatore e speaker radiofonico. Nel 2009 insieme a Lucia Giardino inaugura GuilmiArtProject, un programma di residenza in Abruzzo, del quale è co-curatore.

Tomaso Montanari (Firenze 1971) è professore associato confermato di ‘Storia dell’arte moderna’ presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli studi di Napoli ‘Federico II’, sezione di ‘Storia del patrimonio culturale’. Collabora al «Fatto Quotidiano», a «Left» e al «Corriere della sera» nell’edizione del Mezzogiorno. Ha vinto il Premio Giorgio Bassani di Italia Nostra (novembre 2012), e ha ricevuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’onorificenza di Commendatore «per il suo impegno a difesa del nostro patrimonio» (marzo 2013), è stato membro della Commissione per la riforma del Ministero per i Beni Culturali istituita dal ministro Massimo Bray nel settembre 2013. Ha recentemente pubblicato un saggio sullo stato della storia dell’arte in Italia, dal titolo “A cosa serve Michelangelo?” (Einaudi 2011), uno relativo al dilagare dei falsi scoop storico-artistici (“La madre dei Caravaggio è sempre incinta”, Skira 2012), uno sulla funzione civile del patrimonio artistico (“Le pietre e il popolo”, minimum fax 2013). Il libro “Costituzione incompiuta. Arte, paesaggio, ambiente” (da lui curato, e scritto insieme a Alice Leone, Paolo Maddalena, Salvatore Settis; Einaudi 2013) ha vinto il Premio Internazionale Capalbio per la Saggistica 2013.

No matter how ugly you are

Sembra che alcuni degli artisti delle precedenti edizioni di GAP, abbiano dei sensori sul nostro tempo libero: non appena percepiscono che abbiamo una mezz’oretta da dedicare al sito, ecco che ci inondano di comunicati stampa, che noi felicemente riportiamo per voi. Altri artisti però sono più sfortunati con i tempi, quindi di loro si pubblica poco, ma non è che questi stiano con le mani in mano! Anzi, alcuni di loro fanno delle joint venture con altri gappisti, facilitandoci il compito – dandoci modo cioè di parlare più persone contemporaneamente, in una sola session di scrittura.

Preambolo per annunciarvi un’imperdibile personale di *** Marco Mazzoni, del quale ingiustamente diamo notizia raramente, allo spazio nuovissimo Qahwa, a Prato. La mostra dal titolo No matter how ugly you are, inaugura venerdì 9 maggio, alle 18.00.

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Marco Mazzoni, No matter how ugly you are

Per i  guilmesi, una delle infinite ragioni per visitarla  è che Marco Mazzoni ha avuto proprio a Guilmi la sua primissima mostra di disegni (lo dico senza possibilità di smentita, ma pronta a correggermi), seppur mediati dai ricami delle donne locali. Quindi ci sentiamo un po’ degli apripista:-). I non guilmesi dovrebbero visitarla comunque per apprezzare il genio di Marco Mazzoni, per me una sorta di re Mida, che trasforma in arte qualunque suo segno o gesto casuale.

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Marco Mazzoni, No matter how ugly you are

E lo sapete chi è uno dei fondatori di Qahwa, nel nuovo spazio di via San Jacopo 9 a Prato? Rocco Poiago! Che forse pochi di voi ricordano, eppure a Guilmi è già venuto due volte e chissà che non torni…

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Francesca Pagni

Altre ragioni non da poco, sono che No matter how ugly you are sarà accompagnata dalle note del fido Santo Johnny, uno dei dj del comitato dell’amore, testè istituito, ma operante da sempre nelle feste di GAP. Santo Johnny accompagnerà anche l’apertura della mostra di un’altra nostra conoscenza, Francesca Pagni, la quale, oltre ad essere stata una delle protagoniste dell’apertura di Guilmi all’arte giovane con la mostra Ritorno a casa, viene a trovarci ad anni alterni con la famiglia al completo. La mostra inaugurerà domenica 10 maggio, ore 19.00,  al Circolo Aurora, in Piazza Tasso a Firenze. Ottima occasione per un incontro di gappisti fuori da Guilmi, dove credo che aihmè, noi invece saremo per tutto il fine settimana cruciale.

Confusi o felici di essere parte di GuilmiArtProject?

*** residente 2009, Kinkaleri, San Nicola, etc…

participation and publications

ARCHIVIAZIONI e BIENNALE dello SPAZIO PUBBLICO

Eravamo rimasti un po’ indietro con delle notizie che ci riguardano. Come dicevo nel post precedente, è dura stare dietro a tutto, ma con tempo ritagliato qua e là, certamente riusciremo a coprire tante lacune:-).

Anyway, qui ci sono due progetti a cui teniamo moltissimo, che hanno a che fare con il coinvolgimento nella sfera pubblica. Noi vi abbiamo partecipato a vario titolo, sempre apportando la nostra esperienza  con i guilmesi, a Guilmi.

Il primo progetto è il risultato di un lungo e ancora in atto processo di ricerca e di applicazione su campo, portato avanti da Archiviazioni. Raccontare in forma più efficace di quanto non faccia Archiviazioni stesso è impossibile, quindi ecco il comunicato stampa (sotto in sintesi) che riguarda espressamente la pubblicazione A-Journal, che ha anche i nostri contributi e, udite udite, quelli dell’idolo delle folle guilmesi, Pietro Gaglianò!

AJournal_mailing

A-Journal / issue #0
un progetto di Archiviazioni
A cura di Giusy Checola e Pietro Gaglianò
Redazione: Giusy Checola, Pietro Gaglianò, Diego Segatto
152 pagine – versione italiano / inglese
Grafica editoriale di Diego Segatto
Pubblicazione disponibile su http://www.archiviazioni.org
Stampa digitale su richiesta a info@archiviazioni.org

Contributi di: Federico Bacci, Angelo Bianco, Giusy Checola, Leone Contini, Gaetano Cunsolo, Valentina Dessì, Fare Ala, Pietro Gaglianò, Lucia Giardino, Bernardo Giorgi, Daniele Guadalupi, Fritz Haeg, Rosa Jijon, Terry Kurgan, Lab.Pro.Fab., Ilaria Lupo, Juan Pablo Macias, Zen Marie, Ilaria Mariotti, Paolo Mele, Marialuisa Menegatto, Marlon Miguel, Museo delle Migrazioni di Lampedusa e Linosa, Kalliopi Nikolou, Paolo Parisi, Maria Pecchioli, Alessandra Poggianti, Katiuscia Pompili, Susanna Ravelli, Diego Segatto, Mirko Smerdel, Marina Sorbello, studio 203, Stefano Taccone, Enrico Vezzi, Adriano Zamperini.

A-Journal è uno spazio editoriale che ospita contributi testuali e visivi di artisti, curatori, architetti, teorici e attivisti, pensato come piattaforma di ricerca e confronto sulla relazione tra arte e pubblico dominio in Italia e nel bacino mediterraneo, in dialogo con contesti europei ed extraeuropei dove simili problematiche, tensioni e necessità continuano a generare percorsi sperimentali dell’arte nella sfera pubblica.
Nel Sud d’Italia, area in cui opera principalmente Archiviazioni, stanno prendendo forma progetti e percorsi artistici e interdisciplinari tesi a stimolare uno spostamento verso una maggior consapevolezza della centralità che gli individui e la collettività possono assumere nella gestione e nella creazione dello spazio pubblico, rinvigorita da un’elaborazione storico-critica contemporanea delle espressioni artistiche e culturali a Sud come forma politica, sociale ed economica di dissenso e di protesta, a partire dagli anni Sessanta ad oggi.
Tali percorsi rispondono ad una domanda crescente di cambiamento socio-culturale, politico ed economico, che nelle sue diverse accezioni e dimensioni, si sta materializzando nelle proteste di massa dal Medio Oriente, attraversando il Maghreb, al Sud America.
La necessità di una diversa narrazione del contesto e della sua storia culturale, sociale e politica, alternativa a quella riduttiva e omologante del marketing turistico o di una politica di tipo coloniale, rispondono altresì all’imprescindibile necessità di analizzare le forme immaginative e cognitive di assoggettamento delle biodiversità culturali e ambientali, che porta all’impoverimento della nostra capacità psicologica e fisica di sopravvivere alle crisi dei sistemi, a cui Fritz Haeg oppone la pratica sulla cultura domestica dell’ingegnosità umana del Domestic Integrity Field, il tappeto che ha prodotto nel 2012 nella masseria di Pollinaria, in Abruzzo.
Così come il crescente numero di iniziative a carattere partecipativo ed esperienziale, risponde alla necessità (quando non ad una mera strategia di consenso) di “stare” tra le identità e le coabitazioni complesse, nei dualismi che derivano dal suo essere spazio interstiziale, collocato tra il senso di appartenenza al Mediterraneo e l’essere parte della mappa politica del cosiddetto “primo mondo”; di erodere l’apparente ineluttabilità dei paradigmi attraverso diverse dimensioni del sentire  dell’agire. A questo proposito Ilaria Lupo, artista italiana residente a Beirut (Libano), riflette sulla condizione dell’essere geograficamente relativo, che “ci condanna a essere tutte e nessuna delle definizioni di noi che ci camuffiamo in segni  geografici cercando di evadere la nostra instabilità”.
A-Journal / issue #0 è esito di Diaphasis, unità editoriale mobile che Archiviazioni ha allestito in occasione del programma di residenza Corniolo Art Platform 2012.
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Archiviazioni è una piattaforma avviata da Giusy Checola a novembre 2009, inserita nel programma Lab 12:00 promosso dalla Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea di Matera, in Basilicata. Dopo il primo anno di attività svolto a Lecce, dal 2012 Archiviazioni diviene piattaforma diffusa di ricerca e produzione artistica e interdisciplinare, dalla Puglia ad altre regioni del Sud d’Italia e del Mediterraneo, e gruppo di progettazione. Il gruppo, composto da Giusy Checola, Pietro Gaglianò, Diego Segatto e Susanna Ravelli, collabora con soggetti pubblici e privati nell’ambito dell’arte contemporanea, della formazione, della pianificazione culturale e dell’editoria, per la realizzazione di progetti e attività relativi allo spazio e al paesaggio urbano e rurale, all’ambiente, al turismo consapevole e allo sviluppo di processi creativi collettivi.
www.archiviazioni.org / info@archiviazioni.org

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Vi ricordate questo post? E quest’altro? Si parlava dela nostra partecipazione alla BIENNALE DELLO SPAZIO PUBBLICO 2013, a Roma

la città e l'altra città_BISP2013-flyer

Bene! Da quell’incontro è nata un’altra pubblicazione, relativa al nostro panel di discussione, La Città e l’Altra Città, in cui, come vi ricorderete il performativo Federico Bacci illustrò le nostre imprese a Guilmi, facendo piangere di commozione architetti e pianificatori paludati. Ripubblico qui sotto la foto, perchè sono stati bei momenti. E questo è il link al libro La città e l’altra città, noi siamo a pp. 36-37 (grazie a Emanuela Ascari per l’immagine). Dentro troverete tutti i crediti di chi ha reso possibile tutto ciò, in particolare e in amicizia ringraziamo QUART. Enjoy it!

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