A Milano, La Terra è Bassa

Felicissimi di avere messo sotto vuoto tutte le reliquie lasciate in casa negli anni dai nostri artisti in residenza. Potrete vederle alla Farmacia Wurmkos, di Sesto San Giovanni, fino al 6 marzo. Pendono come panni stesi sopra il tappeto della Nuova Didattica Popolare. E sullo sfondo una informativa mappa concettuale che ci dice cosa condividiamo con altri spazi indipendenti e ci fa sentire meno soli;-)

La terra è bassa

10 luoghi per 10 progetti

a cura di Alessandra Pioselli

inaugurazione mercoledì 30 gennaio ore 18,30 fino al 5 marzo 2019

Farmacia Wurmkos

martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e su appuntamento 388 6159134 – 347 1585410

via Puccini, 60 Sesto San Giovanni (MI) MM 1 Sesto FS

La mostra La terra è bassa è il frutto di una ricerca che, rilanciando il tema del convegno Abitare l’arte. Incontro nazionale di residenze d’artista (Breno, 2017), pone in dialogo dieci “progetti territoriali” accomunati dall’intento di sostenere pratiche artistiche che si sviluppano in contesti territoriali specifici, agendo mutuamente con le realtà sociali e culturali che li qualificano.

Come afferma un detto contadino, la terra è bassa perché bisogna chinare la schiena per coltivarla, ed è un lavoro faticoso, lento, attento. All’interno di una cornice di corrispondenze internazionali, questi progetti piegano lo sguardo su situazioni territoriali e contestuali circostanziate, con un approccio temporale esteso e di accurata premura che il verbo latino colĕre nelle sue accezioni incarna nell’atto del coltivare/curare/abitare.

Fondati da circa la metà degli anni duemila in avanti da gruppi di artisti, curatori, cittadini o promossi da enti pubblici, questi progetti stabiliscono articolati nessi con i territori e le comunità in trasformazione, decifrandone la storia, la materialità, gli aspetti ambientali, antropologici, simbolici, le identità composite. Queste esperienze sondano i modi e gli esiti della progettualità artistica nell’innescare possibili percorsi di senso che pongono domande su chi abita oggi il territorio, sulle forme di socialità, sulle prospettive di sviluppo locale, di cura e d’interpretazione.

È un lavoro particolarmente significativo per l’Italia, perché diventa interprete della frammentazione e della diversità antropologica del paese, tangendo inevitabilmente una sfera di questioni cruciali, dall’abbandono dei piccoli centri delle aree interne del paese, alle trasformazioni economiche e sociali delle aree metropolitane, alla gestione del paesaggio, alla riflessione sui beni comuni che inscrive nel suo orizzonte la nozione di territorio, trovando nel dettato costituzionale il suo fondamento.

La ricognizione in mostra prova a tracciare le riflessioni, gli obiettivi, i metodi plurali di queste pratiche, visualizzando le vicinanze e le differenze, le ricorrenze e le distanze tra i progetti, attraverso una mappa concettuale che dà forma all’allestimento e materiali di documentazione, testi, fotografie, video, pubblicazioni, comunicati, multipli e opere.

Si evidenzia una trama di modi lavorare ricca di sfumature, che rivela la capacità di coinvolgimento

di un’ampia sfera di attori territoriali, extra-territoriali e internazionali, attraverso mostre, progetti, residenze, pubblicazioni, archivi, conferenze, progetti educativi, laboratori, attivazione di microeconomie, musei diffusi.

L’intento della mostra è quello di stimolare una riflessione su queste pratiche, su come operano in concreto, sugli approcci processuali e teorici degli artisti e sulle necessità culturali che manifestano, anche in relazione alla riflessione sul proprio ruolo.

A Cielo Aperto (Latronico, Basilicata), Aperto_art on the border (Valcamonica, Lombardia), Cantieri d’Arte (Viterbo, Lazio), Case Sparse (Malonno, Lombardia), Progetto Diogene (Torino, Piemonte), GAP Guilmi Art Project (Guilmi, Abruzzo), Giuseppefraugallery (Gonnesa, Sardegna), Kaninchen-Haus (Torino, Piemonte), Ramdom (Gagliano del Capo, Puglia), Viaindustriae (Foligno, Umbria).

Abbiamo preso in prestito una manciata di foto dai social, tanto per darvi un’idea

Ospiti di Fosca per parlare di Sistemi Complessi

Un progetto a cura di Fosca
in collaborazione con Il Vivaio del Malcantone_centro di ricerca e pratica culturale
con il sostegno di Comune di Firenze nell’ambito della rassegna Estate Fiorentina 2018 e Regione Toscana

La quarta edizione di Fosca in Tepidario_ lectio | ludus | visio avrà come titolo SISTEMI COMPLESSI. Il festival, organizzato da Fosca in collaborazione con il Vivaio del Malcantone, come nei tre anni precedenti, avrà luogo nello spazio monumentale del Tepidarium del Roster all’interno del Giardino dell’Orticoltura. Il tema di quest’anno, esplora il rapporto tra uono/natura e sistema/scienza, ponendo a confronto diverse discipline che indagano sulla corrispondenza tra arte e principi scientifici.

La programmazione sarà suddivisa sulle tre sezioni del festival: lectio_ lezioni e incontri pubblici, ludus_ laboratori e workshop, visio_ performance e spettacoli dal vivo.

Mantenendo la sua dimensione di evento gratuito, Fosca In Tepidario vuole essere ancora una volta un momento di aggregazione, il territorio privilegiato di riferimento è quello del quartiere 5 di Firenze.

Il Tepidario del Roster sarà il cuore pulsante dell’iniziativa, per tre giorni sarà animato da diverse attività che metteranno in dialogo artisti e discipline anche molto diverse fra loro, ma che si ritroveranno sotto lo stesso comune denominatore dei sistemi complessi, tema di questa edizione.

Venerdì 7 settembre alle 16.00, parte il laboratorio dell’artista DEM, che per i tre giorni del festival, utilizzando sfalci vegetali e altri materiali naturali, insegnerà come costruire dei sonagli a vento da appendere. La prima giornata si conclude con la performance dell’artista Italo/francese, Ornette.

Sabato 8 alle 18.00 si assiste all’incontro a cura di David Morettini sul sistema complesso Uomo/Cane; mentre dovremo aspettare le 21.00 per goderci lo spettacolo che vede in scena Monica Bucciantini in The tragical History of the Life and Death of Doctor Faustus, liberamente attratto dallomonimo testo teatrale di Christopher Marlowe. Ideazione, regia e cura del testo – Massimo Conti.

Domenica 9 settembre il Festival si conclude con un incontro/tavola rotonda dal titolo lo Stato dell’Arte – sistemi complessi – Arte/Scienza, moderato da Giulio Sonno; ci salutiamo al tramonto con le performance delle due danzatrici e coreografe Ramona Caia e Agnese Lanza.

Il Tepidario del Roster, luogo monumentale di rilevanza storica e culturale situato all’interno del Giardino dell’Orticoltura di Firenze, è caratterizzato da una magnifica struttura interamente realizzata in ghisa e vetro. Durante l’evento di Fosca la serra non verrà alterata in nessun modo, anzi sarà valorizzata attraverso l’utilizzo di luci e un allestimento leggero e minimale. Questo approccio non invasivo, rispetto alla struttura, è una scelta tecnica perseguita fino dal primo anno -2015- atta a valorizzare l’architettura nella sua naturale composizione, ma anche una scelta artistica che vuole porre l’attenzione sulla capacità di comunicazione tra la forma d’arte e il luogo in cui essa si esprime, senza alterare ma sfruttando le caratteristiche naturali dell’una e dell’altra in un continuo gioco di rimando tra esterno ed interno, tra naturale e artificiale.

La pratica dell’arte – sotto qualunque forma essa si manifesti – è una pratica ricca ed articolata, che prevede una continua relazione di elementi diversi, in un movimento costante nel tempo e nello spazio, in cui i diversi atomi, dal singolo individuo, ai luoghi scelti, alle forme di manifestazione delle idee, trovano continue modalità di assestamento e rinascita.

Sistemi Complessi nasce proprio da questa considerazione: i luoghi d’arte forniscono un grado alto di complessità; ossia un insieme di componenti, che si dispiegano in gruppi e sottogruppi, in relazione tra loro, in una dimensione fluida e in movimento. Un sistema complesso non ha forme predefinite ne rigide, prevede una tridimensionalità d’iterazione e organizzazione. In una relazione costante tra possibilità, nuove forme di rappresentazione, creazione di nuovi tempi e nuovi spazi di abitare.

Editoria come pratica artistica

Nell’ambito di Editoria come pratica artistica, presentiamo Avanzi a Milano

un progetto a cura di Boîte Editions

dalle ore 15.00 alle 20.00 :: c/o Standards, via Maffucci 26, Milano

:: h. 16.00 – talk “Editoria come pratica artistica”

:: h. 17.00 – presentazione del libro AVANZI di Elena Mazzi, con l’artista e Lucia Giardino / Guilmi Art Project

:: fino alle h. 20.00 – piccolo mercato del libro d’artista e Book Project Review

Continua la collaborazione tra Frequente e Boîte, inaugurata con la realizzazione del libro d’artista ATLAS 2007-2016 di Clio Casadei, con un nuovo appuntamento dedicato all’editoria. Domenica 30 settembre si terrà il talk “Editoria come pratica artistica” a cura di Federica Boragina e Giulia Brivio. Il dibattito sarà dedicato al multiforme mondo del libro d’artista attraverso un’indagine storica che parte da Un coup de dés n’abolira jamais le Hasard di Stéphan Mallarmé del 1897, prosegue per le neo-avanguardie, Fluxus, arte concettuale, fino ad arrivare alla contemporaneità.

Nell’ultimo decennio sempre più artisti si sono avvicinati alla pratica editoriale come nuovo campo di sperimentazione, di ricerca, di creazione, di ribellione e di dialogo con un pubblico sempre più ampio. La vitalità di questo panorama è paragonabile a quanto accadeva negli anni ’60 e ’70, ma è necessario porsi delle domande e confrontare la storia con il presente: cos’è un libro d’artista? Che ruolo svolge all’interno del sistema dell’arte? Quali sono le sue caratteristiche? Secondo quali parametri si può analizzare? Quale valore ha? Quale futuro avrà?

Negli spazi di Standards sarà inoltre allestito una piccola libreria temporanea con una selezione di libri d’artista curata da Boîte, insieme alle pubblicazioni di Archive Books.

Sarà possibile sottoporre i propri progetti editoriali a una Book Project Review con le editrici di Boîte ***

Seguirà la presentazione del nuovo libro d’artista di Elena Mazzi, Avanzi, edito da Boîte Editions: il viaggio di Elena a Guilmi, piccolo borgo in Abruzzo, dove è stata invitata da GuilmiArtProject a trascorrere un periodo di residenza e a indagare le mitologie del luogo.

*** Per maggiori informazioni e prenotazioni scrivere a boite@boiteonline.org, costo 20 euro + tessera associativa 5 euro

Boîte è uno studio di ricerca e produzione dedicato all’editoria d’arte contemporanea. Fondato nel 2009 da Federica Boragina e Giulia Brivio, fino al 2018 ha pubblicato l’omonima rivista ‘in scatola’ dedicata alle arti visive e, dal 2014, cura e realizza libri d’artista e progetti legati all’editoria, per sostenere la ricerca artistica contemporanea attraverso la forma del libro. Dal 2017 si occupa della curatela di The Art Chapter – Milano Art Book Fair, presso BASE Milano.

http://www.boiteonline.org

AVANZI è anche un libro

AVANZI è anche un libro. I più attenti se ne saranno già accorti leggendo post sui social o prestando attenzione alla mostra bolognese That’s It – conclusasi il 6 gennaio 2019 – la quale, presentando il progetto completo di Elena Mazzi per GuilmiArtProject, includeva anche la nostra fascinosa co-produzione editoriale, di giugno 2018: un’entusiastica collaborazione tra l’artista, Boîte Editions, la Fondazione Il Bisonte Arti grafiche e… ovviamente noi. Ecco di cosa si tratta: 

Elena Mazzi, Avanzi, 2018

Testi: Federico Bacci, Lucia Giardino, Michela Lupieri, Elena Magini, Elena Mazzi
Immagini: Andras Calamandrei, Elena Mazzi
Progetto grafico: Elena Mazzi
Dimensioni: 24 x 18 cm
Contenuto: 1 poster, 2 libretti, 1 leporello, 9 tableau
Carte: Splendorgel, Favini Burano, Favini Crush e Magnani Pescia Incisioni per l’edizione speciale
Font: Minion Pro
Serigrafie: Fondazione Il Bisonte, Firenze
Stampa: Litogì, Milano
Pubblicato da: Boîte Editions, Lissone
Con il supporto di GuilmiArtProject e Diego Bergamaschi

Tiratura: 200 copie + 18 edizioni speciali + 9 p.d.a  ISBN 978-88-941797-6-7 

Edizione di 200 copie numerate a mano: € 28 Edizione da collezione con cofanetto in legno e serigrafia numerata e firmata: € 450

Se andate sul sito di Boîte Editions, fin troppo linkato in questa pagina, potete acquistare il libro, che è una vera delizia divertente, pieno di diversi formate, carte colorate, belle fotografie e pochi ma buonissimi scritti.

Crediti per la realizzazione di Avanzi a Guilmi:
GuilmiArtProject: Federico Bacci, Lucia Giardino – produzione e cura
Enzo Sivillo Fascetto – direttore tecnico
Matteo Coluccia – assistente alla fotografia
Valentina Cencetti, Simona Di Giovanni, Daniela Pitrè – assistenti all’allestimento
Linda di Ciano, Eleonora Racciatti – ragazze di scena

Per la loro calda partecipazione si ringraziano: 
Adriana Gandolfi, Emiliano Giancristofaro – antropologi
I guilmesi: Matteo, Alessio, Maria Grazia e Nicola Antonacci, Enzo Berardi, Camillo, Nicola e Nicolina Carosella, Teresa Ciccarone, Teresa D’Acchille, Agostino Di Ciano, Daniele Di Nardo, Eleonardo Giardino, Massimo e Leonardo Giardino, Raj Irudaya, Andrea Lizzi, Plinio Lizzi, Alfonso Luciani, Pierino Luciani, tutta la famiglia Racciatti, Matteone, Nicolina, Linda e Irene Zocco

Elena Mazzi: “grazie Boîte Editions!!!! ricordi dell’estate 2015 che riaffiorano!! vi penso forte GuilmiArtProject Lucia Giardino Chico Bacci Michela Lupieri Elena Magini Giulia Brivio Federica Boràgina, senza di voi non avrei mai concluso questa pubblicazione… un pensiero speciale all’Abruzzo, ai piccoli paesi dell’entroterra, alla magia della natura”.

Ancora una volta un supergrazie a Zona Locale, perché questa intervista rimane una pietra miliare per la comunicazione di Avanzi.

 

SIAMO al MAMBO con AVANZI!

Chi ci segue senza aspettare i nostri post lo sa già, per tutti gli altri che  visitano il sito per avere notizie fresche sulle nostre attività diamo la notizia solo ora, quasi troppo tardi. GuilmiArtProject è alla mostra That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, al MamBo. Siamo presenti grazie ad Elena Mazzi, che invitata dal nuovo direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Bologna, Lorenzo Balbi, propone Avanzi, il nostro progetto residenza del 2015. Con l’occasione, abbiamo collaborato nuovamente con l’artista emiliana, alla produzione dell’ultima tappa del progetto: un libro d’artista realizzato in 200 copie da Boite Edition, con la collaborazione della Fondazione il Bisonte per le 18 + 9 edizioni per i collezionisti, arricchite da preziose scatole e serigrafie numerate e firmate. That’s IT è in programma fino all’11 novembre, ma ci è giunta una voce molto sensata, secondo la quale la mostra verrà prorogata fino all’inizio di gennaio (date da confermare).
Quindi, andate a visitarla, avete ancora un po’ di tempo!

Il MAMbo apre la programmazione espositiva del suo spazio principale – la Sala delle Ciminiere – sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, con That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, una mostra che presenta i lavori di 56 tra artisti e collettivi nati dal 1980 in avanti, esplorando differenti media e linguaggi.

L’esposizione, dal taglio dichiaratamente generazionale, indaga gli sviluppi più recenti dell’arte nel nostro Paese, coerentemente con un preciso posizionamento nel panorama italiano e internazionale che il MAMbo ha scelto di darsi.

That’s IT! (IT come codice dell’Unione Europea che individua la sigla dell’Italia) non si sviluppa, volutamente, intorno a un concept unitario e monolitico, ma propone interrogativi e possibili letture della contemporaneità in una prospettiva aperta, dialettica e magmatica. Ha ancora senso oggi definire un artista “italiano”? Cosa contribuisce a determinare la definizione di “italianità”? Tale definizione ha delle conseguenze sull’autorappresentazione dell’artista? Dove e come poniamo il confine geografico e generazionale? La mostra propone alcune tra le possibili risposte.

Qui un po’ di foto, ma solo di ciò che più ci riguarda:

Artisti in mostra:

Matilde Cassani (1980), Giuseppe De Mattia (1980), Margherita Moscardini (1981), Michele Sibiloni (1981), Riccardo Benassi (1982), Ludovica Carbotta (1982), Danilo Correale (1982), Andrea De Stefani (1982), Giulio Squillacciotti (1982), Marco Strappato (1982), Carlo Gabriele Tribbioli (1982), Ian Tweedy (1982), Invernomuto (Simone Trabucchi, 1982 e Simone Bertuzzi, 1983), Francesco Bertocco (1983), Giovanni Giaretta (1983), Lorenzo Senni (1983), Alberto Tadiello (1983), IOCOSE (Filippo Cuttica, 1983, Davide Prati, 1983, Matteo Cremonesi, 1984 e Paolo Ruffino, 1984), Elia Cantori (1984), Giulio Delvè (1984), Elena Mazzi (1984), Diego Tonus (1984), Calori&Maillard (Violette Maillard, 1984 e Letizia Calori, 1986), Federico Antonini (1985), Alessio D’Ellena (1985), Nicolò Degiorgis (1985), Riccardo Giacconi (1985), Adelita Husni-Bey (1985), Diego Marcon (1985), Ruth Beraha (1986), Elisa Caldana (1986), Roberto Fassone (1986), Francesco Fonassi (1986), Petrit Halilaj (1986), Andrea Kvas (1986), Beatrice Marchi (1986), The Cool Couple (Niccolò Benetton, 1986 e Simone Santilli, 1987), Filippo Bisagni (1987), Benni Bosetto (1987), Lia Cecchin (1987), Alessandro Di Pietro (1987), Stefano Serretta (1987), Giulia Cenci (1988), Tomaso De Luca (1988), Julia Frank (1988), Marco Giordano (1988), Orestis Mavroudis (1988), Valentina Furian (1989), Parasite 2.0 (Stefano Colombo, 1989, Eugenio Cosentino, 1989 e Luca Marullo, 1989), Alice Ronchi (1989), Emilio Vavarella (1989), Irene Fenara (1990), Angelo Licciardello (1990) & Francesco Tagliavia (1992), Caterina Morigi (1991), Margherita Raso (1991), Guendalina Cerruti (1992).

That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine è resa possibile grazie al prezioso supporto del main sponsor Hera e dello sponsor Gruppo Unipol, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. La mostra fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

Confronto in Valle Camonica. Residenze e territorio

Grazie ad Aperto, questo weekend andremo in Valle Camonica, a confrontarci, certo, ma anche a godere della regione e della sua vastissima proposta culturale. Le residenze d’artista sono sempre una magnifica scusa per visitare luoghi e persone:)…

abitare l'arte11 novembre 2017, dalle ore 10 a BRENO (BS, Valle Camonica), Palazzo della Cultura 

Promosso dal Distretto Culturale di Valle CamonicaAIR – artinresidence FARE
A cura di Alessandra Pioselli e Giorgio Azzoni
Coordinato da Beatrice Oleari e Barbara Oteri

AIR – artinresidence e il Distretto Culturale di Valle Camonica promuovono un incontro tra Residenze di Arte contemporanea che operano a stretto contatto con le realtà sociali e culturali dei territori, per incidervi attraverso il recupero di valori e la promozione di nuove pratiche e azioni partecipate.

Il confronto tra esperienze che condividono la prassi relazionale e la presenza attiva dell’artista ha l’obiettivo di delineare un quadro di modalità d’interazione con le comunità, presenti o disperse, presentando metodi ed esempi, obiettivi e risultati, buone pratiche e criticità.

S’intende porre l’attenzione nei confronti di una modalità civica di fare arte e di concepire la residenza artistica, sottolineando il significato dei processi che l’artista può innescare nel tessuto sociale producendo opere e operazioni capaci di stimolare riflessioni etiche e nuove opportunità.

Con questo incontro si vuole intraprendere una ricognizione su tutto il territorio nazionale, per mettere in luce come l’assunto relazionale delle residenze si declini nel confronto con luoghi connotati ciascuno da una specifica natura sociale ed economica, da una peculiare dimensione demografica e istanza di sviluppo, definendo un affresco delle molte geografie d’Italia, da Nord a Sud, dalle aree decentrate alla metropoli, dalle città di medie dimensioni al borgo vocato al turismo.

Durante la giornata sarà presentato il nuovo sito di AIR – artinresidence che prevede l’offerta alle residenze di nuovi servizi per la promozione della propria attività in chiave turistica.

Le residenze partecipanti sono: A cielo aperto (Latronico, Potenza), Aperto_art on the border (Valle Camonica), Asilo Bianco (Ameno, Novara), Bienno Borgo degli artisti (Bienno, Valle Camonica), Bivacco Urbano (Torino), Case Sparse (Malonno, Valle Camonica), GAP – Guilmi Art Project (Guilmi, Chieti), Vis à Vis (Limosano, Campobasso), Ramdom (Gagliano del Capo, Lecce), The Blank (Bergamo), Viaindustriae (Foligno, Perugia).

L’evento rientra nell’ambito di AIR tour, un progetto di AIR – artinresidence / FARE, in partnership con The Blank Contemporary Art, in collaborazione con il Distretto Culturale della Valle Camonica, con il sostegno di Fondazione Cariplo.

AIRtour è un progetto che ha come obiettivo la sviluppo di un’innovativa forma di turismo culturale che nasce come valorizzazione e promozione delle residenze d’artista.

Per informazioni

Distretto culturale di Valle Camonica stefania.gaioni@cmvallecamonica.bs.it
AIR – artinresidence info@artinresidence.it

Tempo di fiere

Ancora incerti se andare a Torino per Artissima – in qualità di pubblico, s’intente – stiamo ponderando le ragioni pro, tra le quali ha un peso rilevante il progetto speciale della fiera Deposito d’Arte Italiana Presente. Si tratta di un’invenzione curatoriale di Ilaria Bonacossa e Vittoria Martini che prende spunto da un interessante episodio di avanguardia italiana degli anni 1967-68 a Torino, il Deposito d’Arte Presente, per il quale rimandiamo ad un bel libro di Alessandra Troncone, La smterializzazione dell’arte in Italia- 1967-73,  edito da Postmedia Books nel 2015.

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Deposito D’Arte Presente (DDP, 1967–68). Foto Paolo Bressano – Courtesy Archivio Pistoletto, Biella e APT DIARY

Se nel progetto originale, il Deposito, era veramente tale, in mancanza di spazi che prendessero in affidamento ingombranti opere e per “una raccolta estemporanea, non permanente… uno spazio per il presente, per un tipo di arte connessa all’ hic et nunc e spogliata di qualsiasi sacralità” (Robert Lumley); nella riformulazione in sede Lingotto, di sacralità invece saranno investiti molti lavori – e artisti – sperando che la loro aura venga trasformata in aurea dorata e rivenduta a soldoni. Sicuramente sarà interessante vedere come verrà declinata questa mostra affollatissima di nomi non dimenticando però che, in quanto in fiera, essa non potrà che cercare di essere funzionale allo scopo di vendita, legittimazione e conferma del sistema dell’arte, dove le ragioni dell’arte passano in secondo piano rispetto al suo commercio. E’ giusto d’altronde che le gallerie che scommettono, investono e magari guadagnano con i  nostri artisti, vogliano essere ripagati con una legittimazione che non sempre trovano altrove, in sedi museali ad esempio. E quindi eccoti Artissima che ti appronta una bella mostra seria – crediamo -, dove tra i tanti artisti presenti al Deposito d’Arte Italiana del presente provenienti dalle gallerie partecipanti alla kermesse torinese dal 1994 in poi e da alcune istituzioni torinesi, troviamo anche qualche residente di GAP delle precedenti edizioni. Ci riferiamo a Cosimo Veneziano (Gap 2017) ed Elena Mazzi (GAP 2015), qui ovviamente selezionati non secondo i nostri canoni di valutazione del lavoro e del contesto di residenza, ma secondo altre ragioni, pur valide. Dice infatti Vittoria Martini in un’intervista su Apt Diary:  “I criteri che hanno guidato le nostre scelte: abbiamo adottato dei parametri oggettivi, cioè le presenze ad Artissima, le partecipazioni a mostre nazionali ed internazionali, i premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali e la presenza in collezioni pubbliche e private”… noi abbiamo quindi contribuito al curriculum dei nostri amatissimi artisti… o forse no?!?

Ad Artissima, in sede di fiera, ci sarà ancora una volta Fabrizio Prevedello (GAP 2013) presentato da Cardelli e Fontana, nella cui galleria a Sarzana (SP) è ancora in corso (fino al 18 novembre) la sua personale Interno, di cui via abbiamo recentemente parlato. Ma la consuetudine del bel binomio Massimo Biava – Fabrizio Prevedello non fa notizia in sé, è piuttosto la conferma di un’ottima collaborazione tra gallerista e artista. Notizia invece è questa, risultato della suddetta felice collaborazione: Fabrizio Prevedello è stato recentemente premiato nell’ambito di Level 0, la piattaforma messa in atto tra ArtVerona (appena conclusa l’edizione 2017) e i direttori dei musei e le istituzioni d’arte contemporanea in Italia, che si riservano di scegliere tra coloro che loro reputino i migliori artisti presenti in fiera, per una mostra nelle loro premesse.

Fabrizio Prevedello, Senza Titolo (196), 2017
Fabrizio Prevedello, Senza Titolo (196), 2017. Ferro, marmo Verde Alpi, legno, cm 220x105x46

 

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Cardelli e Fontana aveva visto un’altra artista della propria galleria vincere lo stesso premio nell’edizione di ArtVerona 2016. Nel contesto di Level 0 dello scorso anno, il Museo di Villa Croce di Genova aveva infatti premiato Beatrice Meoni. A conseguenza di ciò il museo ligure ospita la mostra dell’artista toscana con la mostra Oggetti Solidi visitabile fino al 12 novembre.

Aspettiamo quindi con eccitazione la mostra di Fabrizio Prevedello nei nuovi spazi del centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Quando questa sarà, lo saprete anche da noi.

Prevedello non delude mai

Si è aperta il 30 settembre la mostra Interno di Fabrizio Prevedello a Sarzana, nella fidata galleria Cardelli e Fontana. Interno perché? A parte l’immediato invito della galleria a superare la soglia, se si vuole vedere oltre la trasparenza negata della vetrina d’entrata, “sommariamente dipinta di bianco”?

Interno perché questa dimensione è stata enfatizzata con la riduzione delle aperture dello spazio espositivo, per esaltare una luce ordinaria eppure così straordinaria, se la si sa catturare. Interno perché, muovendoci intorno ad alcune sculture messe di sghembo, a formare degli anfratti col muro, ne scopriamo il lato ironicamente citazionista verso Brancusi. Interno perché una tenda ci apre, come un velo di Maya, l’infinita potenza un paesaggio montano su un marmo.

Interno banalmente perché se per avere un senso dei pieni bisogna indagare i vuoti, allora capiamo che qui l’interno – valore spaziale -, è indagato tramite i valori superficiali di un Rosone di vetri trasparenti e ferro; o di una scultura, che è più un disegno tridimensionale di tondini di ferro, la cui dimensione spaziale è annullata dall’allocazione parallela delle lastre di marmo Verde Alpi che la compongono.

Le foto non rendono, visitate la mostra! Fino al 18 novembre 2017… c’è anche un profumo in galleria.

LEARNING FROM CONTEXT – Conference in Berlin 22-23 September 2017

Dear all, GuilmiArtProject will be discussed among other panels in the upcoming Berlin conference LEARNING FROM CONTEXT. Building Social Competences from Local Knowledge, to be held on Sept. 22-23 at the Aquarium, in Skalizater Str. 6. We anticipate that Lucia Giardino will not be smooth in telling the experience of GuilmiArtProject with the community of Guilmi, continuing this way the self-analyses mode inaugurated with mORALE the 2017 project by Cosimo Veneziano. Her intervention entitled: “GuilmiArtProject in the puddle scenario”, will be on the afternoon session of Sept. 22 starting at 15.30. The entire program can be downloaded here.
GuilmiArtProject will sure profit from the confrontation and dialogue that will take place in the two-day marathon in Berlin, which is hosting many international professionals architects, sociologists, and scholars from a great variety of disciplines.
Of course you are all invited!

The conference, promoted by Tesseræ, is the closing event of the EULER Erasmus Plus project coordinating training programs in the cities of Antwerp, Barcelona, London and Berlin. It aims at presenting the participatory toolsets developed by the local laboratories in the four cities and enhancing reflection, sharing and dissemination of the produced knowledge in a profitable confrontation with similar experiences.

Tesseræ is a platform to connect critical multidisciplinary research, art, education, communication and project development. It focuses on policies and practices dealing with social justice, urban renewal, urban peripheries, community-led processes, DIY culture and housing. Based in Berlin, Tesseræ works with local communities, independent and non-for profit organisations, as well as local, national and European institutions.

Prestissimo Fabrizio Prevedello, da mettere in calendario!

Una nuova personale di Fabrizio Prevedello da Cardelli e Fontana, dal titolo curioso per l’artista padovano (e orgogliosamente residente a GuilmiArtProject nel 2013). Infatti Prevedello si è spesso misurato con gli esterni sterminati delle montagne carraresi, alla prima è quindi difficile pensare per lui ad una mostra chiamata Interno. Ma in effetti le sue sculture, i paesaggi che evocano e gli gravitano intorno sono di stampo romantico: paesaggi dell’anima elegantissimi, che “si esperiscono con gli occhi dello spirito” (Caspar David Friedrich) e “anche quando sono all’interno dello studio è un po’ come se tutto ciò che sta fuori – il paesaggio, le montagne e le cave – fanno comunque parte della mia consapevolezza, di quello che so esserci attorno” (Fabrizio Prevedello).

21740554_1631618126891054_3059752384873425270_n.jpgIl 30 settembre noi esperiremo invece le sue opere con gli occhi ben aperti, quelli che abbiamo sul viso, non quelli dello spirito. Ché siamo sicuri che anche allo spirito arriveranno, ma intanto ci saziamo la vista.

Fabrizio Prevedello INTERNO Sarzana 2017

La vetrata di ingresso alla galleria è sommariamente dipinta di bianco, si riesce male a vedervi attraverso.
La parola “Interno” invece è stata scritta sul colore prima che asciugasse. Sbirciando si intuisce qualcosa.
 
Dentro la luce è bassa, colorata, filtra da una piccola apertura, un pertugio? Una finestra? È il materiale di cui è costituita a determinarne il colore.
Ma ci stiamo distraendo.
Davanti a noi una grande scultura in metallo e vetri si pone come diaframma tra l’ingresso e lo spazio espositivo.
La scultura si chiama Rosone, un nome così ci ricorda un luogo che ha a che fare col sacro. Forse.
Dopo Rosone alcune sculture in marmo e altri vari materiali, poggiate a terra, appese alle pareti, incassate nel muro.
 
Di nuovo un inciampo allo sguardo.
Questa volta è una scultura dall’aspetto instabile a ostruirci la vista.
La superiamo.
In fondo allo spazio, in una zona più buia, l’ultima scultura è poggiata su uno specchio d’acqua.

Aspettatevi degli aggiornamenti a posteriori, dopo che avremo visitato la mostra. Intanto pregustatevi Fabrizio Prevedello in una studio visit molto speciale, condotta ormai più di un anno fa da Davide Daninos e Jacopo Menzani. Imperdibile!