TELL_US – Public Program, a cura di Cosimo Veneziano

Doppiamente onorati di essere partner del progetto di residenza Tell_US, a cura di Messy Lab, ma anche del suo Public Program curato da Cosimo Veneziano, inaugurato a soli 3 giorni dalla presentazione delle opere di Marguerite Karl ed Emanuele Marullo all’ecovillaggio Torri Superiore.

La diretta streaming di competenza di GuilmiArtProject è stata GIOVEDì 3 GIUGNO 2021  | ALLE 17:00 sui canali Youtube – Facebook, la trovate qui linkata. Vi hanno partecipato Lucilla Borio, Lucia Giardino e Silvia Martines del collettivo di ceramica Messy Lab.

TORRI SUPERIORE RINASCE TRA AUSTERITÀ MEDIEVALE E CREATIVITÀ – LUCILLA BORIO

Il borgo medievale di Torri Superiore è stato fondato intorno al 1300, in un’epoca di tensioni sociali e politiche che attraversarono il territorio oggi identificato come ponente ligure. Le alte mura squadrate, la monocromia dei materiali utilizzati e l’assenza di elementi decorativi sono stati rispettati dal restauro filologico attuato nel corso degli ultimi trent’anni dall’Associazione Culturale Torri Superiore, che ha promosso l’insediamento dell’attuale comunità residente e la trasformazione del borgo, un tempo in rovina, in un ecovillaggio conosciuto in tutto il mondo. Torri Superiore fa parte, infatti, della rete Global Ecovillage Network, di cui per anni ha avuto la segreteria europea, è tra i fondatori di RIVE – Rete Italiana Villaggi Ecologici e dell’Accademia Italiana di Permacultura. Ha accolto volentieri il progetto TELL_US come un’esperienza nuova e stimolante: gli artisti scelti per la residenza, Emanuele Marullo e Marguerite Kahrl, hanno portato la loro fresca creatività e donato al luogo elementi artistici sorprendenti, inseriti strategicamente nelle austere mura che rinascono a nuova vita (grazie ai nidi per uccellini creati da Marguerite)  e poggiati sulla torre isolata come simbolo di rinascita (la Casa del Tè di Emanuele con la sua forma organica, simile anch’essa a un guscio d’uovo).
Leggerezza, vitalità e bellezza ispirano il nostro cammino di rinascita dopo il lungo periodo oscuro della pandemia.

ARTE E COMUNITÀ. VISIONE E PROGETTO – LUCIA GIARDINO

L’incontro tra comunità e arte contemporanea avviene nel cambio di passo di entrambi i sistemi a favore della temporalità estesa delle residenze d’artista, non nel trapianto di schemi, modalità e linguaggio da un contesto all’altro. Come il puro innesto dell’opera dal villaggio globale al villaggio specifico produce un’arrogante ibrido, innaturale e infruttifero; così fallimentare risulta anteporre i particolarismi della comunità all’universalità dell’arte. L’arte per sua natura spazia, si espande, è visionaria; la comunità accoglie, raccoglie, protegge e pure difende. E se le staccionate – metaforiche più che reali – negano l’arte, la visionarietà rinverdisce la progettualità del gruppo sul territorio, diventando visione. Un rinnovamento che può avvenire solo con un allenato sguardo alieno, non stanziale e per questo disinteressato, dell’artista in residenza.

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