2019 anno cruciale, siamo a Vasto! Anche a Vasto…

Mentre aspettiamo con trepidazione i più giovani artisti mai invitati, Daniele Di Girolamo e Manrico Pacenti, siamo lieti di annunciare che proprio durante la loro residenza ci sposteremo a Vasto per uno spettacolo teatrale, ideato ed interpretato da Maria Caterina Frani, nei suggestivi Giardini d’Avalos.

anaxagarus

ANAXAGARUS. Solo sulla bellezza
di e con Maria Caterina Frani

Il progetto prende come pretesto biografico la Marchesa Luisa Casati Amman, figura eccentrica e misteriosa della prima metà del Novecento. L’interesse di indagine per il lavoro è il rapporto con l’opera d’arte che la stessa Marchesa impersonava, attraverso i suoi travestimenti, le sue invenzioni estetiche, gli interessi esoterici, la passione per l’esotismo e l’ossessione di voler rimanere un’icona immortale.

La figura complessa di Marchesa Luisa Casati Amman esiste tramite materiale bibliografico frammentario, tra cui una biografia non autorizzata e un carteggio epistolare con Gabriele D’Annunzio, suo amante e complice intellettuale, pertanto Anaxagarus si è nutrito di molte immagini che lei ha lasciato di sé, con fotografie, tra gli altri di Man Ray e Adolph de Meyer, e i numerosi quadri e riproduzioni ad opera di pittori italiani e stranieri dell’epoca del calibro di Giovanni Boldini, Arturo Martini Martini, August John.

Partendo da questo ricchissimo ventaglio di visioni, l’attrice Maria Caterina Frani ha costruito un solo teatrale, pensandolo come un’evocazione pseudo-esoterica della Marchesa. Una sorta di seduta spiritica dove il corpo dell’attrice-autrice viene abitato dalle figure che hanno accompagnato la vita di Luisa Casati: Anaxagarus, il boa constrictor; Angelina, il suo mastino della tenuta romana e altri innominabili animali che sempre desiderava avere accanto.

In questo modo prende forma  una partitura originale ritmica di corpo e voce dove non c’è più separazione tra bellezza e mostruosità, ma tutto si impasta e si trasforma lasciando dietro  e dentro di sé un sapore dolce-amaro.

Lo spettacolo sarà preceduto da una lettura di Massimo Conti dal libro Memorie di un’opera d’arte di Luca Scarlini (Skira, 2014) che si terrà nell’area archeologica delle Terme Romane.

Produzione Fosca 2013 con il contributo della Regione Toscana.

Ringraziamenti: Massimo Conti, Caterina Poggesi.

In collaborazione con l’Assessorato ai Servizi e alle Politiche Culturali della Città del Vasto e FAI Delegazione di Vasto

Self Directed Artists in Residence Pêndulo are coming!

We are super excited to announce our second self directed residency since our foundation in 2007. Artists coming tomorrow are the Brazilian duo Pêndulo, made by Joana Quirog aand and Fredone Fone. They will be working at GuilmiArtProject up to July 13th, before moving between Switzerland and Italy, then Serbia for another residency, and Germany.

Pêndulo’s statement on their website is extremely tuned with GuilmiArtProject’s mission and premises and as simple as this: ‘Each one with its trajectory and specificities, we think of art as a way to understand and to respond to the issues that worry us. In our individual and group works we think of art from the public space, trying to use everyday materials‘.

Joana Quiroga and  Fredone Fone also work independently, you can see their work by clicking on their names. 

We will keep you updated with their work!

image credit © penduloart.com

mostra! BIOMEGA MULTIVERSO

18 luglio 2019

BIOMEGA MULTIVERSO

COSIMO VENEZIANO

a cura di Ilaria Bonacossa

Inaugurazione giovedì 18 luglio 2019 ore 18.30

Tenuta Cucco

Chiesa di San Sebastiano in Borgo

Piazza Umberto I Serralunga d’Alba (Cuneo)

Ingresso libero con prenotazione

E. segreteria@fondazionelaraia.it | T. 02 4854 8710

Novi Ligure luglio 2019Fondazione La Raia – arte cultura territorio è lieta di presentare BIOMEGA Multiverso, una mostra site-specific di Cosimo Veneziano, a cura di Ilaria Bonacossa, realizzata presso Tenuta Cucco, azienda agricola biologica di proprietà della famiglia Rossi Cairo che ha creato Fondazione La Raia nel 2013.

La mostra fa parte del progetto BIOMEGA iniziato nel 2018 con il sostegno della Compagnia di San Paolo, nell’ambito del Bando ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea. L’artista, in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università IULM di Milano, ha realizzato nell’ultimo anno un lavoro trans-disciplinare sull’uso delle biotecnologie in ambito agroalimentare, per riflettere sulle procedure di acquisto dei consumatori, oggetto di studio del neuromarketing.

Partendo da queste indagini, Cosimo Veneziano ha realizzato BIOMEGA Multiverso,un’installazione composta da serigrafie e ricami su tessuto in dialogo con un’inedita piralide in marmo, una farfalla della specie Ostrinianubilalis il cui bruco è un parassita devastatore del mais. Uno degli obiettivi del progetto è indurre il visitatore a interrogarsi su quanto l’estetica, e l’applicazione degli studi delle neuroscienze, possano influire sulle sue scelte di consumatore.

In BIOMEGA Multiverso tecniche artistiche tradizionali, quali appunto la serigrafia e il ricamo, sono poste a confronto con le nuove tecnologie. È infatti attraverso l’utilizzo dell’eye tracker, usato dai laboratori di neuromarketing per tracciare i movimenti oculari automatici e continui, che Veneziano conduce lo spettatore verso nuove letture del visibile. La tracciatura dei movimenti oculari automatici, chiamati saccadi, è riprodotta in questa installazione attraverso i ricami su tessuto. Ogni ricamo costituisce la mappatura dei punti di osservazione dell’occhio delle persone invitate dall’artista a sottoporsi al test mentre osservavano fotografie di repertorio. Queste immagini – stock photos – sono generalmente utilizzate dalle agenzie di comunicazione per realizzare pubblicità di prodotti alimentari, nello specifico di frutta e verdura visivamente perfette per veicolare l’idea di qualità. Dopo un lavoro di stilizzazione, Veneziano ha riprodotto queste immagini nelle sue stampe serigrafiche.

“In una condizione di globalità dell’immagine, la fotografia e la relativa storia si inseriscono in un regime visuale e percettivo più ampio nel quale produzione, circolazione e distribuzione delle fotografie costituiscono una rappresentazione iconica che rivela come i saperi vengano veicolati dalle immagini,” affermano l’artista Cosimo Veneziano e i curatori del progetto. “L’attenzione verso tecnologia e neuroscienza porta chi osserva ad indagare l’immagine nella sua grammatica, nell’intrigante tentativo di comprendere cosa si nasconda dietro il visibile e il rappresentabile, attraverso la rappresentazione dell’invisibile”.

Il progetto analizza l’espressione culturale della fotografia studiandone i codici. La fotografia svela quelle forme emozionali e biologiche che guidano, orientano e talvolta influenzano la conoscenza.

“Sopra l’installazione, dietro i tessuti serigrafati e ricamati, campeggia come memorandum – e monito – un disco di marmo nero con incisa la farfalla Ostrinianubilalis. Esteticamente perfetta, sana, delicata e innocua, nasconde una minaccia per l’agricoltura: è la metamorfosi di un bruco, parassita responsabile della distruzione delle coltivazioni di grano e, soprattutto, del mais” afferma Ilaria Bonacossa, curatrice della mostra.

Attraverso la mostra BIOMEGA MultiversoFondazione La Raia sostiene la missione dell’azienda agricola biodinamica La Raia e di Tenuta Cucco, azienda biologica, entrambe di proprietà della famiglia Rossi Cairo: responsabilizzare il consumatore a scegliere alimenti biologici di qualità, prodotti nel rispetto delle risorse e dei cicli naturali, a garanzia della salvaguardia del territorio e delle generazioni future.

Il progetto BIOMEGA nasce dall’incontro, in occasione della residenza d’artista presso Guilmi Art Project (2016), tra Cosimo Veneziano e Filippo Racciatti, “agricoltore per scelta”, che da alcuni anni si occupa di raccogliere e selezionare semi per creare un archivio di piante non geneticamente modificate. Collegandosi a temi e pratiche di attualità come collective farming, orti urbani e riorganizzazione comunitaria della produzione agricola, Biomega interconnette arte contemporanea, neuroscienze, antropologia e scienze della terra in un percorso articolato che tocca aspetti culturali, sociologici e politico-economici della nostra società.

Oltre alla mostra BIOMEGA Multiverso a cura di Ilaria Bonacossa, promossa da Fondazione La Raia presso Tenuta Cucco in Serralunga d’Alba, il lavoro di Cosimo Veneziano verrà esposto a ottobre nell’ambito di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, all’interno della mostra collettiva Ka art. Per una cartografia corale della Basilicata, a cura di Katia Anguelova, progetto co-prodotto dall’Associazione ArtePollino e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019. Inoltre, dal 16 gennaio 2020 al 16 febbraio 2020, l’opera sarà presentata da Walter Guadagnini e curata da Beatrice Zanelli (Arteco) e Vincenzo Estremo nella Project Room di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Torino.A novembre 2019 sarà pubblicato da NERO il libro d’artista, a cura di Arteco, dedicato all’intero progetto.

BIOMEGA

da un’idea di Cosimo Veneziano, un progetto di Centro Studi Argo, a cura di ARTECO (Beatrice Zanelli) in collaborazione con Vincenzo Estremo

in collaborazione con Parco Arte Vivente. Centro Sperimentale di Arte Contemporanea, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Fondazione La Raia – Arte cultura territorio, GuilmiArtProject, Brain Lab di Neuromarketing dell’Università IULM e CHAN Contemporary Art Association.

con il sostegno di Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando ORA! Produzioni di Cultura Contemporanea.

Cosimo Veneziano (Moncalieri, 1983) vive e lavora a Torino dove ha co-fondato la residenza Internazionale Progetto Diogene, nata nel 2007. La sua pratica è caratterizzata da un’ampia attività di ricerca e workshop legata alla lettura degli archivi e si focalizza sullo sviluppo della scultura e del disegno in stretta correlazione con i luoghi che li hanno ispirati. Tra le mostre personali si ricordano: Rompi la finestra e ruba i frammenti!, AlbumArte, Roma, 2018; Petrolio, MEF – Museo Ettore Fico, Torino, 2016; Verso occidente l’impero dirige il suo corso, Galleria Alberto Peola, Torino, 2014; Monochrome, Villa Straüli, Winterthur, 2015; Los contrabandistas copiaron una escultura de mucho valor, Lugar a Dudas, Cali (Colombia), 2013; Cattedrale, Careof DOCVA, Milano, 2013; L’epoca delle passioni tristi, Tirana Institute for Contemporary Art, Tirana, 2011. Oltre ad aver partecipato anche a numerose mostre collettive, la sua produzione si è sviluppata verso l’ideazione di opere nello spazio pubblico, tra le quali il monumento dedicato a Pinot Gallizio e Constant ad Alba (2016), i progetti per Nuovi Committenti a Rovigo (2017) e Dencity a Milano (2015).

Ilaria Bonacossa, curatrice e critica, dopo aver lavorato per otto anni alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, dal 2012 al 2017 ha diretto il Museo di Villa Croce di Genova, istituzione municipale dedicata all’arte contemporanea. Da dicembre 2016 è direttore artistico della Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Torino, Artissima. Nel 2013 ha co-curato il Padiglione Islandese alla Biennale di Venezia; nel 2007 è stata membro della Giuria per i Leoni d’Oro della 52 Biennale d’Arte di Venezia e nel 2013 membro della Giuria per l’Inamori Foundation Prize di Kyoto.

Fondazione La Raia ‐ arte cultura territorio è nata nel giugno 2013 con l’obiettivo di promuovere in Italia e all’estero una riflessione critica sul paesaggio, attraverso contributi che riguardano più campi di indagine. Sviluppa attività artistiche, culturali, didattiche, scientifiche e di ricerca volte a promuovere anche la conoscenza specifica del territorio del Gavi. Fondazione La Raia, diretta da Ilaria Bonacossa, è stata creata da Giorgio Rossi Cairo e Irene Crocco, ideatrice del progetto Nel Paesaggio che ha tracciato, con la realizzazione delle prime opere e una serie di incontri pubblici, l’indirizzo di indagine della Fondazione. Ad oggi sono state realizzate le opere permanenti di Remo Salvadori, Koo Jeong A, Michael Beutler e Adrien Missika (visibili al pubblico), la mostra di Francesco Jodice “Il Corsaro Nero e la vendetta del Gavi” presso il Forte di Gavi, una pubblicazione con Elio Franzini edita da Corraini e numerose conferenze pubbliche dedicate alla riflessione sul paesaggio, protagonisti, tra gli altri, Gilles Clément e il gruppo francese Coloco, Paolo D’Angelo, Adriana Veríssimo Serrão, Francesco Jodice e Francesco Zanot, Stefanie Hessler e Franco Farinelli. Il Comitato scientifico è composto da Flavio Albanese, Marco Galateri di Genola, Vicente Todolì, Stefano Baia Curioni e James Bradburne.

Filippo Uomo Libero 9/6/2019 – PAV Torino

Domenica 9 giugno al PAV Parco Arte Vivente si è tenuto l’ultimo appuntamento del public program di Biomega, dal titolo Filippo Uomo Libero.

L’incontro, a cura dGuilmi Art Project, sarà incentrato sulla figura dell’abruzzese Filippo Racciatti, nella vita dipendente della fabbrica SEVEL (Società Europea Veicoli Leggeri) di Atessa (Ch), ma agricoltore per scelta e abitudine.
Filippo ogni giorno mette in pratica una routine, che per quanto faticosa, è parte del suo essere, nella convinzione che l’uomo dimostra ciò che biologicamente è, in quello che fa. Per scelta non usa pesticidi industriali, non usa zucchero, coltiva i propri grani, li macina e li processa personalmente per ottenere farine e pasta. Recentemente ha mappato e creato percorsi naturalistici per il territorio guilmese, storicamente non tracciato dai percorsi del CAI.

In dialogo con Filippo Racciatti:
Lucia Giardino, professore di storia dell’arte in istituzioni accademiche internazionali a Firenze (Florence University of the Arts). Assegna un ruolo fondamentale all’arte come strumento di mediazione e conoscenza. Dal 2007 cura e dirige insieme a Federico Bacci Guilmi Art Project, un programma di residenza d’artista ed educazione all’arte contemporanea che opera in un piccolo centro dell’Abruzzo a diretto contatto con la comunità e in modalità no-profit.

Federico Bacci ha un passato che spesso ritorna. È stato regista cinematografico, documentarista, sceneggiatore e autore radiofonico. Dirige insieme a Nicola Guarneri e a Stefano Leone il documentario “Elio Petri. Appunti su un autore”, vincitore nel 2005 del premio Pasinetti al Festival del Cinema di Venezia. Dal 2007 cura e dirige insieme a Lucia Giardino GuilmiArtProject.

#biomega
Cosimo Veneziano Centro Studi Argo ARTECO (Beatrice Zanelli) con la collaborazione di Vincenzo Estremo
PAV Parco Arte Vivente, Camera Centro Italiano per la FotografiaFondazione La Raia – arte cultura territorio, Guilmi Art Project e @CHAN Contemporary Art Association.
con il sostegno di Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando ORA! #innovazioneora

BIOMEGA

Felicissimi di annunciare la realizzazione di BIOMEGA, di cui siamo partner.

Il progetto Biomega nasce dall’incontro, durante la residenza nel 2016 presso Guilmi Art Project, tra l’artista Cosimo Veneziano e l’agricoltore Filippo Racciatti, che da diversi anni si occupa di raccogliere e selezionare semi per creare un archivio di piante non geneticamente modificate.

Nello stesso ambito di Guilmi Art Project, nel 2014 Filippo Racciatti, aveva partecipato anche alla residenza Prehistorico In(n)umano di Juan Pablo Macias, il quale lo aveva coinvolto nella realizzazione di BAS – Banca Autonoma dei Semi Liberi da Usura, una banca nella quale il seme diventava la radice anarchica dell’agire resistente dell’agricoltore, ma si faceva simbolicamente portavoce di un comportamento necessario da parte del mondo globale per resistere alle pratiche di sfruttamento dell’agire del capitalismo.

particolare serigrafia copia
Cosimo Veneziano, mORALE, dettaglio di opera serigrafica. GuilmiArtProject 2017. Foto credits: Matilde Martino

Collegandosi a temi e pratiche di attualità come collective farming, orti urbani e riorganizzazione comunitaria della produzione agricola, il progetto Biomega di Veneziano mescola arte contemporaneaneuroscienzeantropologia e scienze della terra in un discorso che tocca aspetti culturali, sociologici e politico-economici della nostra società.

Con Biomega l’arte contemporanea si fa strumento di indagine della natura attraverso un approccio cross-disciplinare che si propone di sovvertire aspetti critici della contemporaneità come l’uso di risorse naturali e il loro controllo da parte del mercato. L’obiettivo è individuare forme alternative di economia e di dialogo con la natura stimolando una maggiore consapevolezza nei singoli e nella collettività.

Biomega si strutturerà in tre fasi: la prima sarà un momento di ricerca che coinvolgerà gli studenti della scuola secondaria nella mappatura di archivi di semi e buone pratiche presenti sul territorio piemontese e ligure che, come quello di Racciatti, si configurano come custodi di biodiversità vegetale.

Parallelamente l’artista Cosimo Veneziano in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università IULM di Milano realizzerà un’opera transdisciplinare sull’uso delle biotecnologie in ambito agroalimentare, che costituirà una riflessione sui procedimenti di acquisto dei consumatori in relazione alle attuali tendenze di neuromarketing. L’archivio di Racciatti e le opere dell’artista Veneziano verranno presentate coinvolgendo varie sedi espositive tra Piemonte e Liguria; in parallelo verrà sviluppato un ricco public program con talk e workshop accessibili che coinvolgeranno diversi target di pubblico: professionisti delle varie discipline,pubblico generico, studenti universitari.

Sempre all’insegna del coinvolgimento, l’ultima fase del progetto prevederà lo sviluppo di una web app di crowdsourcing con una piattaforma gestita da studenti universitari che permetterà agli utenti di interagire attraverso discussioni, gruppi tematici ed eventi e costituirà il punto di partenza di futuri studi e di implementazione e per lo sviluppo di nuovi progetti legati al territorio e al binomio arte-natura.

Nel complesso Biomega si propone come uno strumento per testare una metodologia innovativa estensibile che combinerà arte e scienza nello sviluppo del territorio.


in collaborazione con: 
Cosimo Veneziano: artista, la sua pratica è caratterizzata da un’ampia attività di ricerca e workshop legata alla lettura degli archivi e si focalizza sullo sviluppo della scultura e del disegno in stretta correlazione con i luoghi che li hanno ispirati. Tra le mostre personali si ricordano: Rompi la finestra e ruba i frammenti! a cura di Benedetta Carpi De Resmini, AlbumArte, Roma 2018; Verso occidente l’impero dirige il suo corso presso la Galleria Alberto Peola, Torino 2014; Monochrome, Villa Straüli, Winterthur 2015; Los contrabandistas copiaron una escultura de mucho valor, Lugar a Dudas, Cali (Colombia) 2013; Cattedrale, Careof DOCVA, Milano 2013; L’epoca delle passioni tristi, Tirana Institute for Contemporary Art, Tirana 2011. Oltre alle opere esposte in collettive e personali, la sua produzione si è sviluppata verso l’ideazione di opere nello spazio pubblico, tra le quali il monumento dedicato a Pinot Gallizio e Constant ad Alba e i progetti per Nuovi Committenti a Rovigo e Dencity a Milano. Cosimo Veneziano è co-fondatore della residenza Internazionale Progetto Diogene nata nel 2007 a Torino.

Centro Studi Argo: Ente torinese rivolto allo studio della disciplina antropologica che si propone di aggregare i contributi di studiosi di varia estrazione politico-culturale attorno all’obiettivo della promozione di capitale sociale e culturale in favore della collettività. Nell’ambito del progetto Biomega il Centro interverrà con finalità legate alla ricerca-elaborazione di un nuovo modello culturale capace di suggerire nuove risposte ad una società che si riferisce a paradigmi ormai obsoleti.

Associazione Parco Arte Vivente, Centro Sperimentale di Arte Contemporanea: Dal 2008, attraverso il PAV, museo interattivo, l’Associazione promuove attivamente le prassi indicate dall’arte relazionale in modo non convenzionale e la partecipazione attiva della cittadinanza alla vita culturale sensibilizzando i vari pubblici alle tematiche ambientali attraverso il linguaggio artistico.

CAMERA. Centro Italiano per la Fotografia: CAMERA è un centro dedicato alla fotografia intesa come forma di linguaggio, documentazione ed espressione artistica, nato con l’obiettivo di valorizzare e promuovere la fotografia italiana in dialogo costante e creativo con le esperienze internazionali. Attraverso studi, sperimentazioni e attività, CAMERA stimola il confronto e suscita domande approfondendo il racconto della realtà attraverso le immagini.

Fondazione La Raia – Arte cultura territorio: Nata con l’obiettivo di promuovere una riflessione critica sul paesaggio, sia in Italia che all’estero, attraverso contributi che riguardano diversi campi di indagine, la Fondazione sviluppa pratiche artistiche, culturali, didattiche, scientifiche e di ricerca volte a promuovere una conoscenza specifica del territorio di Gavi. Le sue attività si concentrano in particolare sulla storia, le tradizioni, il rapporto tra arte e paesaggio e i principi dell’agricoltura biodinamica.

Guilmi Art Project: GAP è un progetto di residenza artistica, ospitato nel comune di Guilmi. Dal 2007 Federico Bacci e Lucia Giardino invitano artisti visivi nella propria casa nel centro cittadino, al fine della produzione di un’opera che si ponga in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità. L’attività di GAP si compone di varie fasi, articolate in vari momenti dell’anno, senza scadenza predefinita, per poi concludersi con la residenza vera e propria e con gli eventi collaterali che essa innesca.

CHAN Contemporary Art Association: CHAN è un gruppo di lavoro versatile nato a Genova nel 2009 per promuovere l’arte contemporanea e il lavoro di artisti, critici, e curatori emergenti. Il collettivo gestisce un piccolo spazio e segue la realizzazione di progetti più ampi all’insegna del confronto e della sperimentazione, focalizzandosi su temi sociali, politici e ricerche legate allo spazio.


da un’idea di Cosimo Veneziano
un progetto di Centro Studi Argo 
a cura di ARTECO (Beatrice Zanelli) e Vincenzo Estremo
in collaborazione con Parco Arte Vivente, Centro Sperimentale di Arte ContemporaneaCAMERA. Centro Italiano per la FotografiaFondazione La Raia – Arte cultura territorioGuilmiArtProject, Centro di Neuromarketing dell’Università IULM CHAN Contemporary Art Association.
con il sostegno di Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando ORA!

Nuova Didattica Popolare… ancora!

Presentiamo la Nuova Didattica Popolare alla Fondazione Wurmkos onlus di Sesto San Giovanni. La Nuova Didattica Popolare, sicuramente il nostro progetto di più impatto, grazie all’orchestrazione di Pietro Gaglianò agirà come testimonianza del nostro operato negli anni. Alcuni hanno portato bandiere, altri video, altri ancora scritti. Noi abbiamo messo sotto vuoto le reliquie degli artisti, fatto lavare il tappeto del format, che da solo da rende lo spazio sovrano e di nuovo abbiamo chiesto a Pietro Gaglianò di essere un testimone. Chi meglio dell’autore di Mementum?

La Nuova Didattica Popolare, si terrà venerdì 1 marzo 2019 alle ore 19.00 (durata: 1 ora) nell’ambito della mostra “La terra è bassa. 10 luoghi per 10 progetti” a cura di Alessandra Pioselli.

Nuova Didattica Popolare è un progetto di Guilmi Art Project, le cui attività principali sono anche presentate in mostra. GuilmiArtProject è un programma di residenza artistica a cadenza annuale nel Comune di Guilmi (Ch), a cura di Federico Bacci e Lucia Giardino, che dal 2007 destabilizza le pratiche progettuali dell’arte operando in un territorio di provincia al di fuori del suo sistema consolidato.
Nel 2013 Bacci e Giardino invitano Pietro Gaglianò, critico d’arte impegnato nell’indagine delle estetiche del potere e attivo nella sperimentazione di formati pedagogici innovativi, a svolgere la Nuova Didattica Popolare, un programma di incontri che ha preso forma in vari spazi pubblici del paese. Gli abitanti di Guilmi sono sempre accorsi numerosi, portando con sé una sedia da casa, e prestandosi a essere parte di un’esperienza di comprensione sulle cose della comunità, a partire dalle immagini e dalle parole dell’arte.
Le lezioni delle edizioni di Nuova Didattica Popolare (2013-2017) sono state ideate e condotte da Pietro Gaglianò. Versato nella didattica che esplica anche tradizionalmente, in lezioni universitarie, seminari, conferenze, per la Nuova Didattica Popolare Gaglianò ha bandito le lezioni frontali e, armato di nuove intuizioni, ha messo in campo immagini e storie, portando il pubblico ad aprirsi un varco nel fortino della conoscenza dell’arte solitamente occupato dagli addetti ai lavori.
Per La terra è bassa Gaglianò presenterà al pubblico un estratto di questa esperienza, riproponendo alcuni brani di quanto presentato al pubblico Guilmese, aprendo anche un
interrogativo sulla replicabilità dell’esperienza pedagogica e sull’importanza di incontri che avvengono al margine dell’ufficialità.

La mostra La terra è bassa. 10 luoghi per 10 progetti, a cura di Alessandra Pioselli, pone in dialogo dieci “progetti territoriali” accomunati dall’intento di sostenere pratiche artistiche che si sviluppano in contesti locali e specifici, agendo mutuamente con le realtà sociali e culturali che li qualificano e innescando vari modi di rapporto con i contesti e le comunità.

Pietro Gaglianò (1975), laureato in architettura, critico d’arte e curatore indipendente, approfondisce l’analisi dell’arte contemporanea sulla linea delle libertà individuali, delle estetiche del potere, della capacità eversiva del pensiero critico e del lavoro artistico. Su questo tema nel 2016 ha pubblicato Memento. L’ossessione del visibile (Postmedia Books) e alcuni saggi in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno con progetti in Italia e all’estero. Si occupa inoltre, con saggi, progetti e mostre, della politica del corpo e della storia della Performance Art e delle possibilità dell’arte contemporanea in relazione alla sfera pubblica. È direttore artistico di Scripta Festival. Dal 2015 è parte del board del Forum dell’Arte Contemporanea. Dal 2016 è parte del board di Nesxt (Torino). È responsabile e curatore del progetto Nuova Didattica Popolare. È tra i promotori della residenza di artisti per artisti Madeinfilandia. Collabora con Associazione Centro Creazione Cultura e Associazione Fosca, Firenze. È fondatore del progetto The Wall (archives). Lavora dal 2011 con l’Università degli Studi di Firenze – Facoltà di Lettere e Filosofia, e con le scuole d’arte internazionali Santa Reparata International School of Art e SACI – Studio Art Center International. È coordinatore artistico per l’Italia dei progetti della rete europea Roots&Routes.

Farmacia Wurmkos
via Puccini, 60 Sesto San Giovanni (MI)
MM 1 Sesto FS

A Milano, La Terra è Bassa

Felicissimi di avere messo sotto vuoto tutte le reliquie lasciate in casa negli anni dai nostri artisti in residenza. Potrete vederle alla Farmacia Wurmkos, di Sesto San Giovanni, fino al 6 marzo. Pendono come panni stesi sopra il tappeto della Nuova Didattica Popolare. E sullo sfondo una informativa mappa concettuale che ci dice cosa condividiamo con altri spazi indipendenti e ci fa sentire meno soli;-)

La terra è bassa

10 luoghi per 10 progetti

a cura di Alessandra Pioselli

inaugurazione mercoledì 30 gennaio ore 18,30 fino al 5 marzo 2019

Farmacia Wurmkos

martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e su appuntamento 388 6159134 – 347 1585410

via Puccini, 60 Sesto San Giovanni (MI) MM 1 Sesto FS

La mostra La terra è bassa è il frutto di una ricerca che, rilanciando il tema del convegno Abitare l’arte. Incontro nazionale di residenze d’artista (Breno, 2017), pone in dialogo dieci “progetti territoriali” accomunati dall’intento di sostenere pratiche artistiche che si sviluppano in contesti territoriali specifici, agendo mutuamente con le realtà sociali e culturali che li qualificano.

Come afferma un detto contadino, la terra è bassa perché bisogna chinare la schiena per coltivarla, ed è un lavoro faticoso, lento, attento. All’interno di una cornice di corrispondenze internazionali, questi progetti piegano lo sguardo su situazioni territoriali e contestuali circostanziate, con un approccio temporale esteso e di accurata premura che il verbo latino colĕre nelle sue accezioni incarna nell’atto del coltivare/curare/abitare.

Fondati da circa la metà degli anni duemila in avanti da gruppi di artisti, curatori, cittadini o promossi da enti pubblici, questi progetti stabiliscono articolati nessi con i territori e le comunità in trasformazione, decifrandone la storia, la materialità, gli aspetti ambientali, antropologici, simbolici, le identità composite. Queste esperienze sondano i modi e gli esiti della progettualità artistica nell’innescare possibili percorsi di senso che pongono domande su chi abita oggi il territorio, sulle forme di socialità, sulle prospettive di sviluppo locale, di cura e d’interpretazione.

È un lavoro particolarmente significativo per l’Italia, perché diventa interprete della frammentazione e della diversità antropologica del paese, tangendo inevitabilmente una sfera di questioni cruciali, dall’abbandono dei piccoli centri delle aree interne del paese, alle trasformazioni economiche e sociali delle aree metropolitane, alla gestione del paesaggio, alla riflessione sui beni comuni che inscrive nel suo orizzonte la nozione di territorio, trovando nel dettato costituzionale il suo fondamento.

La ricognizione in mostra prova a tracciare le riflessioni, gli obiettivi, i metodi plurali di queste pratiche, visualizzando le vicinanze e le differenze, le ricorrenze e le distanze tra i progetti, attraverso una mappa concettuale che dà forma all’allestimento e materiali di documentazione, testi, fotografie, video, pubblicazioni, comunicati, multipli e opere.

Si evidenzia una trama di modi lavorare ricca di sfumature, che rivela la capacità di coinvolgimento

di un’ampia sfera di attori territoriali, extra-territoriali e internazionali, attraverso mostre, progetti, residenze, pubblicazioni, archivi, conferenze, progetti educativi, laboratori, attivazione di microeconomie, musei diffusi.

L’intento della mostra è quello di stimolare una riflessione su queste pratiche, su come operano in concreto, sugli approcci processuali e teorici degli artisti e sulle necessità culturali che manifestano, anche in relazione alla riflessione sul proprio ruolo.

A Cielo Aperto (Latronico, Basilicata), Aperto_art on the border (Valcamonica, Lombardia), Cantieri d’Arte (Viterbo, Lazio), Case Sparse (Malonno, Lombardia), Progetto Diogene (Torino, Piemonte), GAP Guilmi Art Project (Guilmi, Abruzzo), Giuseppefraugallery (Gonnesa, Sardegna), Kaninchen-Haus (Torino, Piemonte), Ramdom (Gagliano del Capo, Puglia), Viaindustriae (Foligno, Umbria).

Abbiamo preso in prestito una manciata di foto dai social, tanto per darvi un’idea

Ospiti di Fosca per parlare di Sistemi Complessi

Un progetto a cura di Fosca
in collaborazione con Il Vivaio del Malcantone_centro di ricerca e pratica culturale
con il sostegno di Comune di Firenze nell’ambito della rassegna Estate Fiorentina 2018 e Regione Toscana

La quarta edizione di Fosca in Tepidario_ lectio | ludus | visio avrà come titolo SISTEMI COMPLESSI. Il festival, organizzato da Fosca in collaborazione con il Vivaio del Malcantone, come nei tre anni precedenti, avrà luogo nello spazio monumentale del Tepidarium del Roster all’interno del Giardino dell’Orticoltura. Il tema di quest’anno, esplora il rapporto tra uono/natura e sistema/scienza, ponendo a confronto diverse discipline che indagano sulla corrispondenza tra arte e principi scientifici.

La programmazione sarà suddivisa sulle tre sezioni del festival: lectio_ lezioni e incontri pubblici, ludus_ laboratori e workshop, visio_ performance e spettacoli dal vivo.

Mantenendo la sua dimensione di evento gratuito, Fosca In Tepidario vuole essere ancora una volta un momento di aggregazione, il territorio privilegiato di riferimento è quello del quartiere 5 di Firenze.

Il Tepidario del Roster sarà il cuore pulsante dell’iniziativa, per tre giorni sarà animato da diverse attività che metteranno in dialogo artisti e discipline anche molto diverse fra loro, ma che si ritroveranno sotto lo stesso comune denominatore dei sistemi complessi, tema di questa edizione.

Venerdì 7 settembre alle 16.00, parte il laboratorio dell’artista DEM, che per i tre giorni del festival, utilizzando sfalci vegetali e altri materiali naturali, insegnerà come costruire dei sonagli a vento da appendere. La prima giornata si conclude con la performance dell’artista Italo/francese, Ornette.

Sabato 8 alle 18.00 si assiste all’incontro a cura di David Morettini sul sistema complesso Uomo/Cane; mentre dovremo aspettare le 21.00 per goderci lo spettacolo che vede in scena Monica Bucciantini in The tragical History of the Life and Death of Doctor Faustus, liberamente attratto dallomonimo testo teatrale di Christopher Marlowe. Ideazione, regia e cura del testo – Massimo Conti.

Domenica 9 settembre il Festival si conclude con un incontro/tavola rotonda dal titolo lo Stato dell’Arte – sistemi complessi – Arte/Scienza, moderato da Giulio Sonno; ci salutiamo al tramonto con le performance delle due danzatrici e coreografe Ramona Caia e Agnese Lanza.

Il Tepidario del Roster, luogo monumentale di rilevanza storica e culturale situato all’interno del Giardino dell’Orticoltura di Firenze, è caratterizzato da una magnifica struttura interamente realizzata in ghisa e vetro. Durante l’evento di Fosca la serra non verrà alterata in nessun modo, anzi sarà valorizzata attraverso l’utilizzo di luci e un allestimento leggero e minimale. Questo approccio non invasivo, rispetto alla struttura, è una scelta tecnica perseguita fino dal primo anno -2015- atta a valorizzare l’architettura nella sua naturale composizione, ma anche una scelta artistica che vuole porre l’attenzione sulla capacità di comunicazione tra la forma d’arte e il luogo in cui essa si esprime, senza alterare ma sfruttando le caratteristiche naturali dell’una e dell’altra in un continuo gioco di rimando tra esterno ed interno, tra naturale e artificiale.

La pratica dell’arte – sotto qualunque forma essa si manifesti – è una pratica ricca ed articolata, che prevede una continua relazione di elementi diversi, in un movimento costante nel tempo e nello spazio, in cui i diversi atomi, dal singolo individuo, ai luoghi scelti, alle forme di manifestazione delle idee, trovano continue modalità di assestamento e rinascita.

Sistemi Complessi nasce proprio da questa considerazione: i luoghi d’arte forniscono un grado alto di complessità; ossia un insieme di componenti, che si dispiegano in gruppi e sottogruppi, in relazione tra loro, in una dimensione fluida e in movimento. Un sistema complesso non ha forme predefinite ne rigide, prevede una tridimensionalità d’iterazione e organizzazione. In una relazione costante tra possibilità, nuove forme di rappresentazione, creazione di nuovi tempi e nuovi spazi di abitare.

AVANZI è anche un libro

AVANZI è anche un libro. I più attenti se ne saranno già accorti leggendo post sui social o prestando attenzione alla mostra bolognese That’s It – conclusasi il 6 gennaio 2019 – la quale, presentando il progetto completo di Elena Mazzi per GuilmiArtProject, includeva anche la nostra fascinosa co-produzione editoriale, di giugno 2018: un’entusiastica collaborazione tra l’artista, Boîte Editions, la Fondazione Il Bisonte Arti grafiche e… ovviamente noi. Ecco di cosa si tratta: 

Elena Mazzi, Avanzi, 2018

Testi: Federico Bacci, Lucia Giardino, Michela Lupieri, Elena Magini, Elena Mazzi
Immagini: Andras Calamandrei, Elena Mazzi
Progetto grafico: Elena Mazzi
Dimensioni: 24 x 18 cm
Contenuto: 1 poster, 2 libretti, 1 leporello, 9 tableau
Carte: Splendorgel, Favini Burano, Favini Crush e Magnani Pescia Incisioni per l’edizione speciale
Font: Minion Pro
Serigrafie: Fondazione Il Bisonte, Firenze
Stampa: Litogì, Milano
Pubblicato da: Boîte Editions, Lissone
Con il supporto di GuilmiArtProject e Diego Bergamaschi

Tiratura: 200 copie + 18 edizioni speciali + 9 p.d.a  ISBN 978-88-941797-6-7 

Edizione di 200 copie numerate a mano: € 28 Edizione da collezione con cofanetto in legno e serigrafia numerata e firmata: € 450

Se andate sul sito di Boîte Editions, fin troppo linkato in questa pagina, potete acquistare il libro, che è una vera delizia divertente, pieno di diversi formate, carte colorate, belle fotografie e pochi ma buonissimi scritti.

Crediti per la realizzazione di Avanzi a Guilmi:
GuilmiArtProject: Federico Bacci, Lucia Giardino – produzione e cura
Enzo Sivillo Fascetto – direttore tecnico
Matteo Coluccia – assistente alla fotografia
Valentina Cencetti, Simona Di Giovanni, Daniela Pitrè – assistenti all’allestimento
Linda di Ciano, Eleonora Racciatti – ragazze di scena

Per la loro calda partecipazione si ringraziano: 
Adriana Gandolfi, Emiliano Giancristofaro – antropologi
I guilmesi: Matteo, Alessio, Maria Grazia e Nicola Antonacci, Enzo Berardi, Camillo, Nicola e Nicolina Carosella, Teresa Ciccarone, Teresa D’Acchille, Agostino Di Ciano, Daniele Di Nardo, Eleonardo Giardino, Massimo e Leonardo Giardino, Raj Irudaya, Andrea Lizzi, Plinio Lizzi, Alfonso Luciani, Pierino Luciani, tutta la famiglia Racciatti, Matteone, Nicolina, Linda e Irene Zocco

Elena Mazzi: “grazie Boîte Editions!!!! ricordi dell’estate 2015 che riaffiorano!! vi penso forte GuilmiArtProject Lucia Giardino Chico Bacci Michela Lupieri Elena Magini Giulia Brivio Federica Boràgina, senza di voi non avrei mai concluso questa pubblicazione… un pensiero speciale all’Abruzzo, ai piccoli paesi dell’entroterra, alla magia della natura”.

Ancora una volta un supergrazie a Zona Locale, perché questa intervista rimane una pietra miliare per la comunicazione di Avanzi.

 

SIAMO al MAMBO con AVANZI!

Chi ci segue senza aspettare i nostri post lo sa già, per tutti gli altri che  visitano il sito per avere notizie fresche sulle nostre attività diamo la notizia solo ora, quasi troppo tardi. GuilmiArtProject è alla mostra That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, al MamBo. Siamo presenti grazie ad Elena Mazzi, che invitata dal nuovo direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Bologna, Lorenzo Balbi, propone Avanzi, il nostro progetto residenza del 2015. Con l’occasione, abbiamo collaborato nuovamente con l’artista emiliana, alla produzione dell’ultima tappa del progetto: un libro d’artista realizzato in 200 copie da Boite Edition, con la collaborazione della Fondazione il Bisonte per le 18 + 9 edizioni per i collezionisti, arricchite da preziose scatole e serigrafie numerate e firmate. That’s IT è in programma fino all’11 novembre, ma ci è giunta una voce molto sensata, secondo la quale la mostra verrà prorogata fino all’inizio di gennaio (date da confermare).
Quindi, andate a visitarla, avete ancora un po’ di tempo!

Il MAMbo apre la programmazione espositiva del suo spazio principale – la Sala delle Ciminiere – sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, con That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, una mostra che presenta i lavori di 56 tra artisti e collettivi nati dal 1980 in avanti, esplorando differenti media e linguaggi.

L’esposizione, dal taglio dichiaratamente generazionale, indaga gli sviluppi più recenti dell’arte nel nostro Paese, coerentemente con un preciso posizionamento nel panorama italiano e internazionale che il MAMbo ha scelto di darsi.

That’s IT! (IT come codice dell’Unione Europea che individua la sigla dell’Italia) non si sviluppa, volutamente, intorno a un concept unitario e monolitico, ma propone interrogativi e possibili letture della contemporaneità in una prospettiva aperta, dialettica e magmatica. Ha ancora senso oggi definire un artista “italiano”? Cosa contribuisce a determinare la definizione di “italianità”? Tale definizione ha delle conseguenze sull’autorappresentazione dell’artista? Dove e come poniamo il confine geografico e generazionale? La mostra propone alcune tra le possibili risposte.

Qui un po’ di foto, ma solo di ciò che più ci riguarda:

Artisti in mostra:

Matilde Cassani (1980), Giuseppe De Mattia (1980), Margherita Moscardini (1981), Michele Sibiloni (1981), Riccardo Benassi (1982), Ludovica Carbotta (1982), Danilo Correale (1982), Andrea De Stefani (1982), Giulio Squillacciotti (1982), Marco Strappato (1982), Carlo Gabriele Tribbioli (1982), Ian Tweedy (1982), Invernomuto (Simone Trabucchi, 1982 e Simone Bertuzzi, 1983), Francesco Bertocco (1983), Giovanni Giaretta (1983), Lorenzo Senni (1983), Alberto Tadiello (1983), IOCOSE (Filippo Cuttica, 1983, Davide Prati, 1983, Matteo Cremonesi, 1984 e Paolo Ruffino, 1984), Elia Cantori (1984), Giulio Delvè (1984), Elena Mazzi (1984), Diego Tonus (1984), Calori&Maillard (Violette Maillard, 1984 e Letizia Calori, 1986), Federico Antonini (1985), Alessio D’Ellena (1985), Nicolò Degiorgis (1985), Riccardo Giacconi (1985), Adelita Husni-Bey (1985), Diego Marcon (1985), Ruth Beraha (1986), Elisa Caldana (1986), Roberto Fassone (1986), Francesco Fonassi (1986), Petrit Halilaj (1986), Andrea Kvas (1986), Beatrice Marchi (1986), The Cool Couple (Niccolò Benetton, 1986 e Simone Santilli, 1987), Filippo Bisagni (1987), Benni Bosetto (1987), Lia Cecchin (1987), Alessandro Di Pietro (1987), Stefano Serretta (1987), Giulia Cenci (1988), Tomaso De Luca (1988), Julia Frank (1988), Marco Giordano (1988), Orestis Mavroudis (1988), Valentina Furian (1989), Parasite 2.0 (Stefano Colombo, 1989, Eugenio Cosentino, 1989 e Luca Marullo, 1989), Alice Ronchi (1989), Emilio Vavarella (1989), Irene Fenara (1990), Angelo Licciardello (1990) & Francesco Tagliavia (1992), Caterina Morigi (1991), Margherita Raso (1991), Guendalina Cerruti (1992).

That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine è resa possibile grazie al prezioso supporto del main sponsor Hera e dello sponsor Gruppo Unipol, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. La mostra fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.