BIOMEGA

Felicissimi di annunciare la realizzazione di BIOMEGA, di cui siamo partner.

Il progetto Biomega nasce dall’incontro, durante la residenza nel 2016 presso Guilmi Art Project, tra l’artista Cosimo Veneziano e l’agricoltore Filippo Racciatti, che da diversi anni si occupa di raccogliere e selezionare semi per creare un archivio di piante non geneticamente modificate.

Nello stesso ambito di Guilmi Art Project, nel 2014 Filippo Racciatti, aveva partecipato anche alla residenza Prehistorico In(n)umano di Juan Pablo Macias, il quale lo aveva coinvolto nella realizzazione di BAS – Banca Autonoma dei Semi Liberi da Usura, una banca nella quale il seme diventava la radice anarchica dell’agire resistente dell’agricoltore, ma si faceva simbolicamente portavoce di un comportamento necessario da parte del mondo globale per resistere alle pratiche di sfruttamento dell’agire del capitalismo.

particolare serigrafia copia
Cosimo Veneziano, mORALE, dettaglio di opera serigrafica. GuilmiArtProject 2017. Foto credits: Matilde Martino

Collegandosi a temi e pratiche di attualità come collective farming, orti urbani e riorganizzazione comunitaria della produzione agricola, il progetto Biomega di Veneziano mescola arte contemporaneaneuroscienzeantropologia e scienze della terra in un discorso che tocca aspetti culturali, sociologici e politico-economici della nostra società.

Con Biomega l’arte contemporanea si fa strumento di indagine della natura attraverso un approccio cross-disciplinare che si propone di sovvertire aspetti critici della contemporaneità come l’uso di risorse naturali e il loro controllo da parte del mercato. L’obiettivo è individuare forme alternative di economia e di dialogo con la natura stimolando una maggiore consapevolezza nei singoli e nella collettività.

Biomega si strutturerà in tre fasi: la prima sarà un momento di ricerca che coinvolgerà gli studenti della scuola secondaria nella mappatura di archivi di semi e buone pratiche presenti sul territorio piemontese e ligure che, come quello di Racciatti, si configurano come custodi di biodiversità vegetale.

Parallelamente l’artista Cosimo Veneziano in collaborazione con il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università IULM di Milano realizzerà un’opera transdisciplinare sull’uso delle biotecnologie in ambito agroalimentare, che costituirà una riflessione sui procedimenti di acquisto dei consumatori in relazione alle attuali tendenze di neuromarketing. L’archivio di Racciatti e le opere dell’artista Veneziano verranno presentate coinvolgendo varie sedi espositive tra Piemonte e Liguria; in parallelo verrà sviluppato un ricco public program con talk e workshop accessibili che coinvolgeranno diversi target di pubblico: professionisti delle varie discipline,pubblico generico, studenti universitari.

Sempre all’insegna del coinvolgimento, l’ultima fase del progetto prevederà lo sviluppo di una web app di crowdsourcing con una piattaforma gestita da studenti universitari che permetterà agli utenti di interagire attraverso discussioni, gruppi tematici ed eventi e costituirà il punto di partenza di futuri studi e di implementazione e per lo sviluppo di nuovi progetti legati al territorio e al binomio arte-natura.

Nel complesso Biomega si propone come uno strumento per testare una metodologia innovativa estensibile che combinerà arte e scienza nello sviluppo del territorio.


in collaborazione con: 
Cosimo Veneziano: artista, la sua pratica è caratterizzata da un’ampia attività di ricerca e workshop legata alla lettura degli archivi e si focalizza sullo sviluppo della scultura e del disegno in stretta correlazione con i luoghi che li hanno ispirati. Tra le mostre personali si ricordano: Rompi la finestra e ruba i frammenti! a cura di Benedetta Carpi De Resmini, AlbumArte, Roma 2018; Verso occidente l’impero dirige il suo corso presso la Galleria Alberto Peola, Torino 2014; Monochrome, Villa Straüli, Winterthur 2015; Los contrabandistas copiaron una escultura de mucho valor, Lugar a Dudas, Cali (Colombia) 2013; Cattedrale, Careof DOCVA, Milano 2013; L’epoca delle passioni tristi, Tirana Institute for Contemporary Art, Tirana 2011. Oltre alle opere esposte in collettive e personali, la sua produzione si è sviluppata verso l’ideazione di opere nello spazio pubblico, tra le quali il monumento dedicato a Pinot Gallizio e Constant ad Alba e i progetti per Nuovi Committenti a Rovigo e Dencity a Milano. Cosimo Veneziano è co-fondatore della residenza Internazionale Progetto Diogene nata nel 2007 a Torino.

Centro Studi Argo: Ente torinese rivolto allo studio della disciplina antropologica che si propone di aggregare i contributi di studiosi di varia estrazione politico-culturale attorno all’obiettivo della promozione di capitale sociale e culturale in favore della collettività. Nell’ambito del progetto Biomega il Centro interverrà con finalità legate alla ricerca-elaborazione di un nuovo modello culturale capace di suggerire nuove risposte ad una società che si riferisce a paradigmi ormai obsoleti.

Associazione Parco Arte Vivente, Centro Sperimentale di Arte Contemporanea: Dal 2008, attraverso il PAV, museo interattivo, l’Associazione promuove attivamente le prassi indicate dall’arte relazionale in modo non convenzionale e la partecipazione attiva della cittadinanza alla vita culturale sensibilizzando i vari pubblici alle tematiche ambientali attraverso il linguaggio artistico.

CAMERA. Centro Italiano per la Fotografia: CAMERA è un centro dedicato alla fotografia intesa come forma di linguaggio, documentazione ed espressione artistica, nato con l’obiettivo di valorizzare e promuovere la fotografia italiana in dialogo costante e creativo con le esperienze internazionali. Attraverso studi, sperimentazioni e attività, CAMERA stimola il confronto e suscita domande approfondendo il racconto della realtà attraverso le immagini.

Fondazione La Raia – Arte cultura territorio: Nata con l’obiettivo di promuovere una riflessione critica sul paesaggio, sia in Italia che all’estero, attraverso contributi che riguardano diversi campi di indagine, la Fondazione sviluppa pratiche artistiche, culturali, didattiche, scientifiche e di ricerca volte a promuovere una conoscenza specifica del territorio di Gavi. Le sue attività si concentrano in particolare sulla storia, le tradizioni, il rapporto tra arte e paesaggio e i principi dell’agricoltura biodinamica.

Guilmi Art Project: GAP è un progetto di residenza artistica, ospitato nel comune di Guilmi. Dal 2007 Federico Bacci e Lucia Giardino invitano artisti visivi nella propria casa nel centro cittadino, al fine della produzione di un’opera che si ponga in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità. L’attività di GAP si compone di varie fasi, articolate in vari momenti dell’anno, senza scadenza predefinita, per poi concludersi con la residenza vera e propria e con gli eventi collaterali che essa innesca.

CHAN Contemporary Art Association: CHAN è un gruppo di lavoro versatile nato a Genova nel 2009 per promuovere l’arte contemporanea e il lavoro di artisti, critici, e curatori emergenti. Il collettivo gestisce un piccolo spazio e segue la realizzazione di progetti più ampi all’insegna del confronto e della sperimentazione, focalizzandosi su temi sociali, politici e ricerche legate allo spazio.


da un’idea di Cosimo Veneziano
un progetto di Centro Studi Argo 
a cura di ARTECO (Beatrice Zanelli) e Vincenzo Estremo
in collaborazione con Parco Arte Vivente, Centro Sperimentale di Arte ContemporaneaCAMERA. Centro Italiano per la FotografiaFondazione La Raia – Arte cultura territorioGuilmiArtProject, Centro di Neuromarketing dell’Università IULM CHAN Contemporary Art Association.
con il sostegno di Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando ORA!

Nuova Didattica Popolare… ancora!

Presentiamo la Nuova Didattica Popolare alla Fondazione Wurmkos onlus di Sesto San Giovanni. La Nuova Didattica Popolare, sicuramente il nostro progetto di più impatto, grazie all’orchestrazione di Pietro Gaglianò agirà come testimonianza del nostro operato negli anni. Alcuni hanno portato bandiere, altri video, altri ancora scritti. Noi abbiamo messo sotto vuoto le reliquie degli artisti, fatto lavare il tappeto del format, che da solo da rende lo spazio sovrano e di nuovo abbiamo chiesto a Pietro Gaglianò di essere un testimone. Chi meglio dell’autore di Mementum?

La Nuova Didattica Popolare, si terrà venerdì 1 marzo 2019 alle ore 19.00 (durata: 1 ora) nell’ambito della mostra “La terra è bassa. 10 luoghi per 10 progetti” a cura di Alessandra Pioselli.

Nuova Didattica Popolare è un progetto di Guilmi Art Project, le cui attività principali sono anche presentate in mostra. GuilmiArtProject è un programma di residenza artistica a cadenza annuale nel Comune di Guilmi (Ch), a cura di Federico Bacci e Lucia Giardino, che dal 2007 destabilizza le pratiche progettuali dell’arte operando in un territorio di provincia al di fuori del suo sistema consolidato.
Nel 2013 Bacci e Giardino invitano Pietro Gaglianò, critico d’arte impegnato nell’indagine delle estetiche del potere e attivo nella sperimentazione di formati pedagogici innovativi, a svolgere la Nuova Didattica Popolare, un programma di incontri che ha preso forma in vari spazi pubblici del paese. Gli abitanti di Guilmi sono sempre accorsi numerosi, portando con sé una sedia da casa, e prestandosi a essere parte di un’esperienza di comprensione sulle cose della comunità, a partire dalle immagini e dalle parole dell’arte.
Le lezioni delle edizioni di Nuova Didattica Popolare (2013-2017) sono state ideate e condotte da Pietro Gaglianò. Versato nella didattica che esplica anche tradizionalmente, in lezioni universitarie, seminari, conferenze, per la Nuova Didattica Popolare Gaglianò ha bandito le lezioni frontali e, armato di nuove intuizioni, ha messo in campo immagini e storie, portando il pubblico ad aprirsi un varco nel fortino della conoscenza dell’arte solitamente occupato dagli addetti ai lavori.
Per La terra è bassa Gaglianò presenterà al pubblico un estratto di questa esperienza, riproponendo alcuni brani di quanto presentato al pubblico Guilmese, aprendo anche un
interrogativo sulla replicabilità dell’esperienza pedagogica e sull’importanza di incontri che avvengono al margine dell’ufficialità.

La mostra La terra è bassa. 10 luoghi per 10 progetti, a cura di Alessandra Pioselli, pone in dialogo dieci “progetti territoriali” accomunati dall’intento di sostenere pratiche artistiche che si sviluppano in contesti locali e specifici, agendo mutuamente con le realtà sociali e culturali che li qualificano e innescando vari modi di rapporto con i contesti e le comunità.

Pietro Gaglianò (1975), laureato in architettura, critico d’arte e curatore indipendente, approfondisce l’analisi dell’arte contemporanea sulla linea delle libertà individuali, delle estetiche del potere, della capacità eversiva del pensiero critico e del lavoro artistico. Su questo tema nel 2016 ha pubblicato Memento. L’ossessione del visibile (Postmedia Books) e alcuni saggi in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno con progetti in Italia e all’estero. Si occupa inoltre, con saggi, progetti e mostre, della politica del corpo e della storia della Performance Art e delle possibilità dell’arte contemporanea in relazione alla sfera pubblica. È direttore artistico di Scripta Festival. Dal 2015 è parte del board del Forum dell’Arte Contemporanea. Dal 2016 è parte del board di Nesxt (Torino). È responsabile e curatore del progetto Nuova Didattica Popolare. È tra i promotori della residenza di artisti per artisti Madeinfilandia. Collabora con Associazione Centro Creazione Cultura e Associazione Fosca, Firenze. È fondatore del progetto The Wall (archives). Lavora dal 2011 con l’Università degli Studi di Firenze – Facoltà di Lettere e Filosofia, e con le scuole d’arte internazionali Santa Reparata International School of Art e SACI – Studio Art Center International. È coordinatore artistico per l’Italia dei progetti della rete europea Roots&Routes.

Farmacia Wurmkos
via Puccini, 60 Sesto San Giovanni (MI)
MM 1 Sesto FS

A Milano, La Terra è Bassa

Felicissimi di avere messo sotto vuoto tutte le reliquie lasciate in casa negli anni dai nostri artisti in residenza. Potrete vederle alla Farmacia Wurmkos, di Sesto San Giovanni, fino al 6 marzo. Pendono come panni stesi sopra il tappeto della Nuova Didattica Popolare. E sullo sfondo una informativa mappa concettuale che ci dice cosa condividiamo con altri spazi indipendenti e ci fa sentire meno soli;-)

La terra è bassa

10 luoghi per 10 progetti

a cura di Alessandra Pioselli

inaugurazione mercoledì 30 gennaio ore 18,30 fino al 5 marzo 2019

Farmacia Wurmkos

martedì e giovedì dalle 16 alle 19 e su appuntamento 388 6159134 – 347 1585410

via Puccini, 60 Sesto San Giovanni (MI) MM 1 Sesto FS

La mostra La terra è bassa è il frutto di una ricerca che, rilanciando il tema del convegno Abitare l’arte. Incontro nazionale di residenze d’artista (Breno, 2017), pone in dialogo dieci “progetti territoriali” accomunati dall’intento di sostenere pratiche artistiche che si sviluppano in contesti territoriali specifici, agendo mutuamente con le realtà sociali e culturali che li qualificano.

Come afferma un detto contadino, la terra è bassa perché bisogna chinare la schiena per coltivarla, ed è un lavoro faticoso, lento, attento. All’interno di una cornice di corrispondenze internazionali, questi progetti piegano lo sguardo su situazioni territoriali e contestuali circostanziate, con un approccio temporale esteso e di accurata premura che il verbo latino colĕre nelle sue accezioni incarna nell’atto del coltivare/curare/abitare.

Fondati da circa la metà degli anni duemila in avanti da gruppi di artisti, curatori, cittadini o promossi da enti pubblici, questi progetti stabiliscono articolati nessi con i territori e le comunità in trasformazione, decifrandone la storia, la materialità, gli aspetti ambientali, antropologici, simbolici, le identità composite. Queste esperienze sondano i modi e gli esiti della progettualità artistica nell’innescare possibili percorsi di senso che pongono domande su chi abita oggi il territorio, sulle forme di socialità, sulle prospettive di sviluppo locale, di cura e d’interpretazione.

È un lavoro particolarmente significativo per l’Italia, perché diventa interprete della frammentazione e della diversità antropologica del paese, tangendo inevitabilmente una sfera di questioni cruciali, dall’abbandono dei piccoli centri delle aree interne del paese, alle trasformazioni economiche e sociali delle aree metropolitane, alla gestione del paesaggio, alla riflessione sui beni comuni che inscrive nel suo orizzonte la nozione di territorio, trovando nel dettato costituzionale il suo fondamento.

La ricognizione in mostra prova a tracciare le riflessioni, gli obiettivi, i metodi plurali di queste pratiche, visualizzando le vicinanze e le differenze, le ricorrenze e le distanze tra i progetti, attraverso una mappa concettuale che dà forma all’allestimento e materiali di documentazione, testi, fotografie, video, pubblicazioni, comunicati, multipli e opere.

Si evidenzia una trama di modi lavorare ricca di sfumature, che rivela la capacità di coinvolgimento

di un’ampia sfera di attori territoriali, extra-territoriali e internazionali, attraverso mostre, progetti, residenze, pubblicazioni, archivi, conferenze, progetti educativi, laboratori, attivazione di microeconomie, musei diffusi.

L’intento della mostra è quello di stimolare una riflessione su queste pratiche, su come operano in concreto, sugli approcci processuali e teorici degli artisti e sulle necessità culturali che manifestano, anche in relazione alla riflessione sul proprio ruolo.

A Cielo Aperto (Latronico, Basilicata), Aperto_art on the border (Valcamonica, Lombardia), Cantieri d’Arte (Viterbo, Lazio), Case Sparse (Malonno, Lombardia), Progetto Diogene (Torino, Piemonte), GAP Guilmi Art Project (Guilmi, Abruzzo), Giuseppefraugallery (Gonnesa, Sardegna), Kaninchen-Haus (Torino, Piemonte), Ramdom (Gagliano del Capo, Puglia), Viaindustriae (Foligno, Umbria).

Abbiamo preso in prestito una manciata di foto dai social, tanto per darvi un’idea

Ospiti di Fosca per parlare di Sistemi Complessi

Un progetto a cura di Fosca
in collaborazione con Il Vivaio del Malcantone_centro di ricerca e pratica culturale
con il sostegno di Comune di Firenze nell’ambito della rassegna Estate Fiorentina 2018 e Regione Toscana

La quarta edizione di Fosca in Tepidario_ lectio | ludus | visio avrà come titolo SISTEMI COMPLESSI. Il festival, organizzato da Fosca in collaborazione con il Vivaio del Malcantone, come nei tre anni precedenti, avrà luogo nello spazio monumentale del Tepidarium del Roster all’interno del Giardino dell’Orticoltura. Il tema di quest’anno, esplora il rapporto tra uono/natura e sistema/scienza, ponendo a confronto diverse discipline che indagano sulla corrispondenza tra arte e principi scientifici.

La programmazione sarà suddivisa sulle tre sezioni del festival: lectio_ lezioni e incontri pubblici, ludus_ laboratori e workshop, visio_ performance e spettacoli dal vivo.

Mantenendo la sua dimensione di evento gratuito, Fosca In Tepidario vuole essere ancora una volta un momento di aggregazione, il territorio privilegiato di riferimento è quello del quartiere 5 di Firenze.

Il Tepidario del Roster sarà il cuore pulsante dell’iniziativa, per tre giorni sarà animato da diverse attività che metteranno in dialogo artisti e discipline anche molto diverse fra loro, ma che si ritroveranno sotto lo stesso comune denominatore dei sistemi complessi, tema di questa edizione.

Venerdì 7 settembre alle 16.00, parte il laboratorio dell’artista DEM, che per i tre giorni del festival, utilizzando sfalci vegetali e altri materiali naturali, insegnerà come costruire dei sonagli a vento da appendere. La prima giornata si conclude con la performance dell’artista Italo/francese, Ornette.

Sabato 8 alle 18.00 si assiste all’incontro a cura di David Morettini sul sistema complesso Uomo/Cane; mentre dovremo aspettare le 21.00 per goderci lo spettacolo che vede in scena Monica Bucciantini in The tragical History of the Life and Death of Doctor Faustus, liberamente attratto dallomonimo testo teatrale di Christopher Marlowe. Ideazione, regia e cura del testo – Massimo Conti.

Domenica 9 settembre il Festival si conclude con un incontro/tavola rotonda dal titolo lo Stato dell’Arte – sistemi complessi – Arte/Scienza, moderato da Giulio Sonno; ci salutiamo al tramonto con le performance delle due danzatrici e coreografe Ramona Caia e Agnese Lanza.

Il Tepidario del Roster, luogo monumentale di rilevanza storica e culturale situato all’interno del Giardino dell’Orticoltura di Firenze, è caratterizzato da una magnifica struttura interamente realizzata in ghisa e vetro. Durante l’evento di Fosca la serra non verrà alterata in nessun modo, anzi sarà valorizzata attraverso l’utilizzo di luci e un allestimento leggero e minimale. Questo approccio non invasivo, rispetto alla struttura, è una scelta tecnica perseguita fino dal primo anno -2015- atta a valorizzare l’architettura nella sua naturale composizione, ma anche una scelta artistica che vuole porre l’attenzione sulla capacità di comunicazione tra la forma d’arte e il luogo in cui essa si esprime, senza alterare ma sfruttando le caratteristiche naturali dell’una e dell’altra in un continuo gioco di rimando tra esterno ed interno, tra naturale e artificiale.

La pratica dell’arte – sotto qualunque forma essa si manifesti – è una pratica ricca ed articolata, che prevede una continua relazione di elementi diversi, in un movimento costante nel tempo e nello spazio, in cui i diversi atomi, dal singolo individuo, ai luoghi scelti, alle forme di manifestazione delle idee, trovano continue modalità di assestamento e rinascita.

Sistemi Complessi nasce proprio da questa considerazione: i luoghi d’arte forniscono un grado alto di complessità; ossia un insieme di componenti, che si dispiegano in gruppi e sottogruppi, in relazione tra loro, in una dimensione fluida e in movimento. Un sistema complesso non ha forme predefinite ne rigide, prevede una tridimensionalità d’iterazione e organizzazione. In una relazione costante tra possibilità, nuove forme di rappresentazione, creazione di nuovi tempi e nuovi spazi di abitare.

AVANZI è anche un libro

AVANZI è anche un libro. I più attenti se ne saranno già accorti leggendo post sui social o prestando attenzione alla mostra bolognese That’s It – conclusasi il 6 gennaio 2019 – la quale, presentando il progetto completo di Elena Mazzi per GuilmiArtProject, includeva anche la nostra fascinosa co-produzione editoriale, di giugno 2018: un’entusiastica collaborazione tra l’artista, Boîte Editions, la Fondazione Il Bisonte Arti grafiche e… ovviamente noi. Ecco di cosa si tratta: 

Elena Mazzi, Avanzi, 2018

Testi: Federico Bacci, Lucia Giardino, Michela Lupieri, Elena Magini, Elena Mazzi
Immagini: Andras Calamandrei, Elena Mazzi
Progetto grafico: Elena Mazzi
Dimensioni: 24 x 18 cm
Contenuto: 1 poster, 2 libretti, 1 leporello, 9 tableau
Carte: Splendorgel, Favini Burano, Favini Crush e Magnani Pescia Incisioni per l’edizione speciale
Font: Minion Pro
Serigrafie: Fondazione Il Bisonte, Firenze
Stampa: Litogì, Milano
Pubblicato da: Boîte Editions, Lissone
Con il supporto di GuilmiArtProject e Diego Bergamaschi

Tiratura: 200 copie + 18 edizioni speciali + 9 p.d.a  ISBN 978-88-941797-6-7 

Edizione di 200 copie numerate a mano: € 28 Edizione da collezione con cofanetto in legno e serigrafia numerata e firmata: € 450

Se andate sul sito di Boîte Editions, fin troppo linkato in questa pagina, potete acquistare il libro, che è una vera delizia divertente, pieno di diversi formate, carte colorate, belle fotografie e pochi ma buonissimi scritti.

Crediti per la realizzazione di Avanzi a Guilmi:
GuilmiArtProject: Federico Bacci, Lucia Giardino – produzione e cura
Enzo Sivillo Fascetto – direttore tecnico
Matteo Coluccia – assistente alla fotografia
Valentina Cencetti, Simona Di Giovanni, Daniela Pitrè – assistenti all’allestimento
Linda di Ciano, Eleonora Racciatti – ragazze di scena

Per la loro calda partecipazione si ringraziano: 
Adriana Gandolfi, Emiliano Giancristofaro – antropologi
I guilmesi: Matteo, Alessio, Maria Grazia e Nicola Antonacci, Enzo Berardi, Camillo, Nicola e Nicolina Carosella, Teresa Ciccarone, Teresa D’Acchille, Agostino Di Ciano, Daniele Di Nardo, Eleonardo Giardino, Massimo e Leonardo Giardino, Raj Irudaya, Andrea Lizzi, Plinio Lizzi, Alfonso Luciani, Pierino Luciani, tutta la famiglia Racciatti, Matteone, Nicolina, Linda e Irene Zocco

Elena Mazzi: “grazie Boîte Editions!!!! ricordi dell’estate 2015 che riaffiorano!! vi penso forte GuilmiArtProject Lucia Giardino Chico Bacci Michela Lupieri Elena Magini Giulia Brivio Federica Boràgina, senza di voi non avrei mai concluso questa pubblicazione… un pensiero speciale all’Abruzzo, ai piccoli paesi dell’entroterra, alla magia della natura”.

Ancora una volta un supergrazie a Zona Locale, perché questa intervista rimane una pietra miliare per la comunicazione di Avanzi.

 

SIAMO al MAMBO con AVANZI!

Chi ci segue senza aspettare i nostri post lo sa già, per tutti gli altri che  visitano il sito per avere notizie fresche sulle nostre attività diamo la notizia solo ora, quasi troppo tardi. GuilmiArtProject è alla mostra That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, al MamBo. Siamo presenti grazie ad Elena Mazzi, che invitata dal nuovo direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Bologna, Lorenzo Balbi, propone Avanzi, il nostro progetto residenza del 2015. Con l’occasione, abbiamo collaborato nuovamente con l’artista emiliana, alla produzione dell’ultima tappa del progetto: un libro d’artista realizzato in 200 copie da Boite Edition, con la collaborazione della Fondazione il Bisonte per le 18 + 9 edizioni per i collezionisti, arricchite da preziose scatole e serigrafie numerate e firmate. That’s IT è in programma fino all’11 novembre, ma ci è giunta una voce molto sensata, secondo la quale la mostra verrà prorogata fino all’inizio di gennaio (date da confermare).
Quindi, andate a visitarla, avete ancora un po’ di tempo!

Il MAMbo apre la programmazione espositiva del suo spazio principale – la Sala delle Ciminiere – sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, con That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, una mostra che presenta i lavori di 56 tra artisti e collettivi nati dal 1980 in avanti, esplorando differenti media e linguaggi.

L’esposizione, dal taglio dichiaratamente generazionale, indaga gli sviluppi più recenti dell’arte nel nostro Paese, coerentemente con un preciso posizionamento nel panorama italiano e internazionale che il MAMbo ha scelto di darsi.

That’s IT! (IT come codice dell’Unione Europea che individua la sigla dell’Italia) non si sviluppa, volutamente, intorno a un concept unitario e monolitico, ma propone interrogativi e possibili letture della contemporaneità in una prospettiva aperta, dialettica e magmatica. Ha ancora senso oggi definire un artista “italiano”? Cosa contribuisce a determinare la definizione di “italianità”? Tale definizione ha delle conseguenze sull’autorappresentazione dell’artista? Dove e come poniamo il confine geografico e generazionale? La mostra propone alcune tra le possibili risposte.

Qui un po’ di foto, ma solo di ciò che più ci riguarda:

Artisti in mostra:

Matilde Cassani (1980), Giuseppe De Mattia (1980), Margherita Moscardini (1981), Michele Sibiloni (1981), Riccardo Benassi (1982), Ludovica Carbotta (1982), Danilo Correale (1982), Andrea De Stefani (1982), Giulio Squillacciotti (1982), Marco Strappato (1982), Carlo Gabriele Tribbioli (1982), Ian Tweedy (1982), Invernomuto (Simone Trabucchi, 1982 e Simone Bertuzzi, 1983), Francesco Bertocco (1983), Giovanni Giaretta (1983), Lorenzo Senni (1983), Alberto Tadiello (1983), IOCOSE (Filippo Cuttica, 1983, Davide Prati, 1983, Matteo Cremonesi, 1984 e Paolo Ruffino, 1984), Elia Cantori (1984), Giulio Delvè (1984), Elena Mazzi (1984), Diego Tonus (1984), Calori&Maillard (Violette Maillard, 1984 e Letizia Calori, 1986), Federico Antonini (1985), Alessio D’Ellena (1985), Nicolò Degiorgis (1985), Riccardo Giacconi (1985), Adelita Husni-Bey (1985), Diego Marcon (1985), Ruth Beraha (1986), Elisa Caldana (1986), Roberto Fassone (1986), Francesco Fonassi (1986), Petrit Halilaj (1986), Andrea Kvas (1986), Beatrice Marchi (1986), The Cool Couple (Niccolò Benetton, 1986 e Simone Santilli, 1987), Filippo Bisagni (1987), Benni Bosetto (1987), Lia Cecchin (1987), Alessandro Di Pietro (1987), Stefano Serretta (1987), Giulia Cenci (1988), Tomaso De Luca (1988), Julia Frank (1988), Marco Giordano (1988), Orestis Mavroudis (1988), Valentina Furian (1989), Parasite 2.0 (Stefano Colombo, 1989, Eugenio Cosentino, 1989 e Luca Marullo, 1989), Alice Ronchi (1989), Emilio Vavarella (1989), Irene Fenara (1990), Angelo Licciardello (1990) & Francesco Tagliavia (1992), Caterina Morigi (1991), Margherita Raso (1991), Guendalina Cerruti (1992).

That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine è resa possibile grazie al prezioso supporto del main sponsor Hera e dello sponsor Gruppo Unipol, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. La mostra fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

Confronto in Valle Camonica. Residenze e territorio

Grazie ad Aperto, questo weekend andremo in Valle Camonica, a confrontarci, certo, ma anche a godere della regione e della sua vastissima proposta culturale. Le residenze d’artista sono sempre una magnifica scusa per visitare luoghi e persone:)…

abitare l'arte11 novembre 2017, dalle ore 10 a BRENO (BS, Valle Camonica), Palazzo della Cultura 

Promosso dal Distretto Culturale di Valle CamonicaAIR – artinresidence FARE
A cura di Alessandra Pioselli e Giorgio Azzoni
Coordinato da Beatrice Oleari e Barbara Oteri

AIR – artinresidence e il Distretto Culturale di Valle Camonica promuovono un incontro tra Residenze di Arte contemporanea che operano a stretto contatto con le realtà sociali e culturali dei territori, per incidervi attraverso il recupero di valori e la promozione di nuove pratiche e azioni partecipate.

Il confronto tra esperienze che condividono la prassi relazionale e la presenza attiva dell’artista ha l’obiettivo di delineare un quadro di modalità d’interazione con le comunità, presenti o disperse, presentando metodi ed esempi, obiettivi e risultati, buone pratiche e criticità.

S’intende porre l’attenzione nei confronti di una modalità civica di fare arte e di concepire la residenza artistica, sottolineando il significato dei processi che l’artista può innescare nel tessuto sociale producendo opere e operazioni capaci di stimolare riflessioni etiche e nuove opportunità.

Con questo incontro si vuole intraprendere una ricognizione su tutto il territorio nazionale, per mettere in luce come l’assunto relazionale delle residenze si declini nel confronto con luoghi connotati ciascuno da una specifica natura sociale ed economica, da una peculiare dimensione demografica e istanza di sviluppo, definendo un affresco delle molte geografie d’Italia, da Nord a Sud, dalle aree decentrate alla metropoli, dalle città di medie dimensioni al borgo vocato al turismo.

Durante la giornata sarà presentato il nuovo sito di AIR – artinresidence che prevede l’offerta alle residenze di nuovi servizi per la promozione della propria attività in chiave turistica.

Le residenze partecipanti sono: A cielo aperto (Latronico, Potenza), Aperto_art on the border (Valle Camonica), Asilo Bianco (Ameno, Novara), Bienno Borgo degli artisti (Bienno, Valle Camonica), Bivacco Urbano (Torino), Case Sparse (Malonno, Valle Camonica), GAP – Guilmi Art Project (Guilmi, Chieti), Vis à Vis (Limosano, Campobasso), Ramdom (Gagliano del Capo, Lecce), The Blank (Bergamo), Viaindustriae (Foligno, Perugia).

L’evento rientra nell’ambito di AIR tour, un progetto di AIR – artinresidence / FARE, in partnership con The Blank Contemporary Art, in collaborazione con il Distretto Culturale della Valle Camonica, con il sostegno di Fondazione Cariplo.

AIRtour è un progetto che ha come obiettivo la sviluppo di un’innovativa forma di turismo culturale che nasce come valorizzazione e promozione delle residenze d’artista.

Per informazioni

Distretto culturale di Valle Camonica stefania.gaioni@cmvallecamonica.bs.it
AIR – artinresidence info@artinresidence.it

Tempo di fiere

Ancora incerti se andare a Torino per Artissima – in qualità di pubblico, s’intente – stiamo ponderando le ragioni pro, tra le quali ha un peso rilevante il progetto speciale della fiera Deposito d’Arte Italiana Presente. Si tratta di un’invenzione curatoriale di Ilaria Bonacossa e Vittoria Martini che prende spunto da un interessante episodio di avanguardia italiana degli anni 1967-68 a Torino, il Deposito d’Arte Presente, per il quale rimandiamo ad un bel libro di Alessandra Troncone, La smterializzazione dell’arte in Italia- 1967-73,  edito da Postmedia Books nel 2015.

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Deposito D’Arte Presente (DDP, 1967–68). Foto Paolo Bressano – Courtesy Archivio Pistoletto, Biella e APT DIARY

Se nel progetto originale, il Deposito, era veramente tale, in mancanza di spazi che prendessero in affidamento ingombranti opere e per “una raccolta estemporanea, non permanente… uno spazio per il presente, per un tipo di arte connessa all’ hic et nunc e spogliata di qualsiasi sacralità” (Robert Lumley); nella riformulazione in sede Lingotto, di sacralità invece saranno investiti molti lavori – e artisti – sperando che la loro aura venga trasformata in aurea dorata e rivenduta a soldoni. Sicuramente sarà interessante vedere come verrà declinata questa mostra affollatissima di nomi non dimenticando però che, in quanto in fiera, essa non potrà che cercare di essere funzionale allo scopo di vendita, legittimazione e conferma del sistema dell’arte, dove le ragioni dell’arte passano in secondo piano rispetto al suo commercio. E’ giusto d’altronde che le gallerie che scommettono, investono e magari guadagnano con i  nostri artisti, vogliano essere ripagati con una legittimazione che non sempre trovano altrove, in sedi museali ad esempio. E quindi eccoti Artissima che ti appronta una bella mostra seria – crediamo -, dove tra i tanti artisti presenti al Deposito d’Arte Italiana del presente provenienti dalle gallerie partecipanti alla kermesse torinese dal 1994 in poi e da alcune istituzioni torinesi, troviamo anche qualche residente di GAP delle precedenti edizioni. Ci riferiamo a Cosimo Veneziano (Gap 2017) ed Elena Mazzi (GAP 2015), qui ovviamente selezionati non secondo i nostri canoni di valutazione del lavoro e del contesto di residenza, ma secondo altre ragioni, pur valide. Dice infatti Vittoria Martini in un’intervista su Apt Diary:  “I criteri che hanno guidato le nostre scelte: abbiamo adottato dei parametri oggettivi, cioè le presenze ad Artissima, le partecipazioni a mostre nazionali ed internazionali, i premi e riconoscimenti nazionali ed internazionali e la presenza in collezioni pubbliche e private”… noi abbiamo quindi contribuito al curriculum dei nostri amatissimi artisti… o forse no?!?

Ad Artissima, in sede di fiera, ci sarà ancora una volta Fabrizio Prevedello (GAP 2013) presentato da Cardelli e Fontana, nella cui galleria a Sarzana (SP) è ancora in corso (fino al 18 novembre) la sua personale Interno, di cui via abbiamo recentemente parlato. Ma la consuetudine del bel binomio Massimo Biava – Fabrizio Prevedello non fa notizia in sé, è piuttosto la conferma di un’ottima collaborazione tra gallerista e artista. Notizia invece è questa, risultato della suddetta felice collaborazione: Fabrizio Prevedello è stato recentemente premiato nell’ambito di Level 0, la piattaforma messa in atto tra ArtVerona (appena conclusa l’edizione 2017) e i direttori dei musei e le istituzioni d’arte contemporanea in Italia, che si riservano di scegliere tra coloro che loro reputino i migliori artisti presenti in fiera, per una mostra nelle loro premesse.

Fabrizio Prevedello, Senza Titolo (196), 2017
Fabrizio Prevedello, Senza Titolo (196), 2017. Ferro, marmo Verde Alpi, legno, cm 220x105x46

 

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Cardelli e Fontana aveva visto un’altra artista della propria galleria vincere lo stesso premio nell’edizione di ArtVerona 2016. Nel contesto di Level 0 dello scorso anno, il Museo di Villa Croce di Genova aveva infatti premiato Beatrice Meoni. A conseguenza di ciò il museo ligure ospita la mostra dell’artista toscana con la mostra Oggetti Solidi visitabile fino al 12 novembre.

Aspettiamo quindi con eccitazione la mostra di Fabrizio Prevedello nei nuovi spazi del centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Quando questa sarà, lo saprete anche da noi.

Prevedello non delude mai

Si è aperta il 30 settembre la mostra Interno di Fabrizio Prevedello a Sarzana, nella fidata galleria Cardelli e Fontana. Interno perché? A parte l’immediato invito della galleria a superare la soglia, se si vuole vedere oltre la trasparenza negata della vetrina d’entrata, “sommariamente dipinta di bianco”?

Interno perché questa dimensione è stata enfatizzata con la riduzione delle aperture dello spazio espositivo, per esaltare una luce ordinaria eppure così straordinaria, se la si sa catturare. Interno perché, muovendoci intorno ad alcune sculture messe di sghembo, a formare degli anfratti col muro, ne scopriamo il lato ironicamente citazionista verso Brancusi. Interno perché una tenda ci apre, come un velo di Maya, l’infinita potenza un paesaggio montano su un marmo.

Interno banalmente perché se per avere un senso dei pieni bisogna indagare i vuoti, allora capiamo che qui l’interno – valore spaziale -, è indagato tramite i valori superficiali di un Rosone di vetri trasparenti e ferro; o di una scultura, che è più un disegno tridimensionale di tondini di ferro, la cui dimensione spaziale è annullata dall’allocazione parallela delle lastre di marmo Verde Alpi che la compongono.

Le foto non rendono, visitate la mostra! Fino al 18 novembre 2017… c’è anche un profumo in galleria.

LEARNING FROM CONTEXT – Conference in Berlin 22-23 September 2017

Dear all, GuilmiArtProject will be discussed among other panels in the upcoming Berlin conference LEARNING FROM CONTEXT. Building Social Competences from Local Knowledge, to be held on Sept. 22-23 at the Aquarium, in Skalizater Str. 6. We anticipate that Lucia Giardino will not be smooth in telling the experience of GuilmiArtProject with the community of Guilmi, continuing this way the self-analyses mode inaugurated with mORALE the 2017 project by Cosimo Veneziano. Her intervention entitled: “GuilmiArtProject in the puddle scenario”, will be on the afternoon session of Sept. 22 starting at 15.30. The entire program can be downloaded here.
GuilmiArtProject will sure profit from the confrontation and dialogue that will take place in the two-day marathon in Berlin, which is hosting many international professionals architects, sociologists, and scholars from a great variety of disciplines.
Of course you are all invited!

The conference, promoted by Tesseræ, is the closing event of the EULER Erasmus Plus project coordinating training programs in the cities of Antwerp, Barcelona, London and Berlin. It aims at presenting the participatory toolsets developed by the local laboratories in the four cities and enhancing reflection, sharing and dissemination of the produced knowledge in a profitable confrontation with similar experiences.

Tesseræ is a platform to connect critical multidisciplinary research, art, education, communication and project development. It focuses on policies and practices dealing with social justice, urban renewal, urban peripheries, community-led processes, DIY culture and housing. Based in Berlin, Tesseræ works with local communities, independent and non-for profit organisations, as well as local, national and European institutions.