AVANZI è anche un libro

AVANZI è anche un libro. I più attenti se ne saranno già accorti leggendo post sui social o prestando attenzione alla mostra bolognese That’s It – conclusasi il 6 gennaio 2019 – la quale, presentando il progetto completo di Elena Mazzi per GuilmiArtProject, includeva anche la nostra fascinosa co-produzione editoriale, di giugno 2018: un’entusiastica collaborazione tra l’artista, Boîte Editions, la Fondazione Il Bisonte Arti grafiche e… ovviamente noi. Ecco di cosa si tratta: 

Elena Mazzi, Avanzi, 2018

Testi: Federico Bacci, Lucia Giardino, Michela Lupieri, Elena Magini, Elena Mazzi
Immagini: Andras Calamandrei, Elena Mazzi
Progetto grafico: Elena Mazzi
Dimensioni: 24 x 18 cm
Contenuto: 1 poster, 2 libretti, 1 leporello, 9 tableau
Carte: Splendorgel, Favini Burano, Favini Crush e Magnani Pescia Incisioni per l’edizione speciale
Font: Minion Pro
Serigrafie: Fondazione Il Bisonte, Firenze
Stampa: Litogì, Milano
Pubblicato da: Boîte Editions, Lissone
Con il supporto di GuilmiArtProject e Diego Bergamaschi

Tiratura: 200 copie + 18 edizioni speciali + 9 p.d.a  ISBN 978-88-941797-6-7 

Edizione di 200 copie numerate a mano: € 28 Edizione da collezione con cofanetto in legno e serigrafia numerata e firmata: € 450

Se andate sul sito di Boîte Editions, fin troppo linkato in questa pagina, potete acquistare il libro, che è una vera delizia divertente, pieno di diversi formate, carte colorate, belle fotografie e pochi ma buonissimi scritti.

Crediti per la realizzazione di Avanzi a Guilmi:
GuilmiArtProject: Federico Bacci, Lucia Giardino – produzione e cura
Enzo Sivillo Fascetto – direttore tecnico
Matteo Coluccia – assistente alla fotografia
Valentina Cencetti, Simona Di Giovanni, Daniela Pitrè – assistenti all’allestimento
Linda di Ciano, Eleonora Racciatti – ragazze di scena

Per la loro calda partecipazione si ringraziano: 
Adriana Gandolfi, Emiliano Giancristofaro – antropologi
I guilmesi: Matteo, Alessio, Maria Grazia e Nicola Antonacci, Enzo Berardi, Camillo, Nicola e Nicolina Carosella, Teresa Ciccarone, Teresa D’Acchille, Agostino Di Ciano, Daniele Di Nardo, Eleonardo Giardino, Massimo e Leonardo Giardino, Raj Irudaya, Andrea Lizzi, Plinio Lizzi, Alfonso Luciani, Pierino Luciani, tutta la famiglia Racciatti, Matteone, Nicolina, Linda e Irene Zocco

Elena Mazzi: “grazie Boîte Editions!!!! ricordi dell’estate 2015 che riaffiorano!! vi penso forte GuilmiArtProject Lucia Giardino Chico Bacci Michela Lupieri Elena Magini Giulia Brivio Federica Boràgina, senza di voi non avrei mai concluso questa pubblicazione… un pensiero speciale all’Abruzzo, ai piccoli paesi dell’entroterra, alla magia della natura”.

Ancora una volta un supergrazie a Zona Locale, perché questa intervista rimane una pietra miliare per la comunicazione di Avanzi.

 

SIAMO al MAMBO con AVANZI!

Chi ci segue senza aspettare i nostri post lo sa già, per tutti gli altri che  visitano il sito per avere notizie fresche sulle nostre attività diamo la notizia solo ora, quasi troppo tardi. GuilmiArtProject è alla mostra That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, al MamBo. Siamo presenti grazie ad Elena Mazzi, che invitata dal nuovo direttore del Museo d’Arte Contemporanea di Bologna, Lorenzo Balbi, propone Avanzi, il nostro progetto residenza del 2015. Con l’occasione, abbiamo collaborato nuovamente con l’artista emiliana, alla produzione dell’ultima tappa del progetto: un libro d’artista realizzato in 200 copie da Boite Edition, con la collaborazione della Fondazione il Bisonte per le 18 + 9 edizioni per i collezionisti, arricchite da preziose scatole e serigrafie numerate e firmate. That’s IT è in programma fino all’11 novembre, ma ci è giunta una voce molto sensata, secondo la quale la mostra verrà prorogata fino all’inizio di gennaio (date da confermare).
Quindi, andate a visitarla, avete ancora un po’ di tempo!

Il MAMbo apre la programmazione espositiva del suo spazio principale – la Sala delle Ciminiere – sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, con That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine, una mostra che presenta i lavori di 56 tra artisti e collettivi nati dal 1980 in avanti, esplorando differenti media e linguaggi.

L’esposizione, dal taglio dichiaratamente generazionale, indaga gli sviluppi più recenti dell’arte nel nostro Paese, coerentemente con un preciso posizionamento nel panorama italiano e internazionale che il MAMbo ha scelto di darsi.

That’s IT! (IT come codice dell’Unione Europea che individua la sigla dell’Italia) non si sviluppa, volutamente, intorno a un concept unitario e monolitico, ma propone interrogativi e possibili letture della contemporaneità in una prospettiva aperta, dialettica e magmatica. Ha ancora senso oggi definire un artista “italiano”? Cosa contribuisce a determinare la definizione di “italianità”? Tale definizione ha delle conseguenze sull’autorappresentazione dell’artista? Dove e come poniamo il confine geografico e generazionale? La mostra propone alcune tra le possibili risposte.

Qui un po’ di foto, ma solo di ciò che più ci riguarda:

Artisti in mostra:

Matilde Cassani (1980), Giuseppe De Mattia (1980), Margherita Moscardini (1981), Michele Sibiloni (1981), Riccardo Benassi (1982), Ludovica Carbotta (1982), Danilo Correale (1982), Andrea De Stefani (1982), Giulio Squillacciotti (1982), Marco Strappato (1982), Carlo Gabriele Tribbioli (1982), Ian Tweedy (1982), Invernomuto (Simone Trabucchi, 1982 e Simone Bertuzzi, 1983), Francesco Bertocco (1983), Giovanni Giaretta (1983), Lorenzo Senni (1983), Alberto Tadiello (1983), IOCOSE (Filippo Cuttica, 1983, Davide Prati, 1983, Matteo Cremonesi, 1984 e Paolo Ruffino, 1984), Elia Cantori (1984), Giulio Delvè (1984), Elena Mazzi (1984), Diego Tonus (1984), Calori&Maillard (Violette Maillard, 1984 e Letizia Calori, 1986), Federico Antonini (1985), Alessio D’Ellena (1985), Nicolò Degiorgis (1985), Riccardo Giacconi (1985), Adelita Husni-Bey (1985), Diego Marcon (1985), Ruth Beraha (1986), Elisa Caldana (1986), Roberto Fassone (1986), Francesco Fonassi (1986), Petrit Halilaj (1986), Andrea Kvas (1986), Beatrice Marchi (1986), The Cool Couple (Niccolò Benetton, 1986 e Simone Santilli, 1987), Filippo Bisagni (1987), Benni Bosetto (1987), Lia Cecchin (1987), Alessandro Di Pietro (1987), Stefano Serretta (1987), Giulia Cenci (1988), Tomaso De Luca (1988), Julia Frank (1988), Marco Giordano (1988), Orestis Mavroudis (1988), Valentina Furian (1989), Parasite 2.0 (Stefano Colombo, 1989, Eugenio Cosentino, 1989 e Luca Marullo, 1989), Alice Ronchi (1989), Emilio Vavarella (1989), Irene Fenara (1990), Angelo Licciardello (1990) & Francesco Tagliavia (1992), Caterina Morigi (1991), Margherita Raso (1991), Guendalina Cerruti (1992).

That’s IT! Sull’ultima generazione di artisti in Italia e a un metro e ottanta dal confine è resa possibile grazie al prezioso supporto del main sponsor Hera e dello sponsor Gruppo Unipol, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna. La mostra fa parte di Bologna Estate 2018, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna.

GuilmiArtProjet2017!!

GUILMI ART PROJECT 2017

20 luglio – 13 agosto 2017 – Guilmi

a cura di Federico Bacci e Lucia Giardino

Inizia ufficialmente il 20 luglio per concludersi il 13 agosto, GuilmiArtProject 2017 con l’inizio del soggiorno di Cosimo Veneziano in Abruzzo. L’artista torinese, invitato già da luglio 2016 ad elaborare un progetto ambizioso da finalizzare con l’imminente residenza, ha avuto quindi un tempo esteso per valutare le azioni da intraprendere per mORALE, il museo orale e diffuso nelle case dei guilmesi.

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mORALE si innesta nello sviluppo naturale di GuilmiArtProject e ne sintetizza l’operato quasi decennale, come residenza d’artista fortemente orientata ai processi mediatici dell’arte rivolti alla comunità. Con le sue varie edizioni infatti, GAP ha trasformato in urgenza l’esigenza di tradurre in termini più direttamente pedagogici non solo le attività corollarie del proprio palinsesto, ma anche l’opera finale prodotta dall’artista in ambito residenziale. Sono sorte così domande puntuali: che cos’è l’oggetto artistico? cosa possono comunicare l’arte e/o l’arte contemporanea? come può quest’ultima fungere da decodificatore ai fatti della storia passata, della società contemporanea e anche delle piccole comunità come Guilmi? come demistificarla evitando logiche di consumo ed inserirla in un discorso di senso, anche rapportato al paese? l’agire dell’artista si può intendere come etico? ha senso parlare di opera d’arte come processo conoscitivo?

Dopo aver condiviso questi interrogativi con Cosimo Veneziano, che da sempre s’interroga sul valore semantico dell’opera d’arte e del monumento nelle loro specificità di collocazione pubblica, Federico Bacci e Lucia Giardino, curatori del progetto, hanno iniziato con lui un dialogo serrato, delegandogli, con l’invito, la responsabilità delle risposte. Queste arriveranno in seguito a interviste, ricerche, considerazioni e analisi visive dei display nelle case dei guilmesi che negli anni hanno interagito più direttamente con i processi artistici di GAP, a volte collezionando non solo opere o manufatti artistici, ma anche testimonianze di relazioni intrattenute con gli artisti. Il mORALE sarà un museo che all’asetticità di un’architettura dedicata e all’univocità delle informazioni scientifiche, preferirà la multiformità delle case private e l’inciampo del racconto dei guilmesi trasformati in veri e propri operatori museali. A questo fa riferimento il titolo ironico ma programmatico di mORALE, che richiama inoltre l’importanza dell’oralità come strumento primario di socialità, come elemento fluido e trasformativo, antagonista rispetto alla fissità della parola scritta; l’oralità come storicamente appannaggio dei contesti e delle tradizioni popolari e atto di resistenza di una comunità che decide di raccontarsi e non farsi raccontare; infine come verifica dell’acquisizione di proprietà di linguaggio relativa all’arte, per vagliare se la centralità dell’opera possa avere un senso in un contesto come quello guilmese e in generale nei luoghi decentrati e nelle periferie dell’arte.

Le porte di mORALE apriranno per la prima volta i battenti il 13 agosto e successivamente ad orari che varieranno a seconda della disponibilità delle singole cellule museali.

In perfetta simbiosi con mORALE, e determinante per la sua genesi, è l’edizione annuale della Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò, che nel 2017 si rinnova in una versione più incentrata sulla reciprocità e l’interazione. Distribuendo il programma in due appuntamenti, il 10 e l’11 agosto, Pietro Gaglianò affronta l’elemento guida dell’NDP, la storia dell’arte, disarticolando le sequenze temporali in successioni di immagini, memorie taciute e gesti che riaffiorano attraverso il tempo e lo spazio. Nel segno di Aby Warburg, in cerca delle costanti della memoria, il pubblico della NDP viene chiamato a ricomporre un mosaico di collegamenti inattesi.

L’immagine dell’edizione di quest’anno è stata affidata a Isabella e Tiziana Pers, artiste e fondatrici (con Giovanni Marta) di RAVE,  EAST VILLAGE ARTIST RESIDENCY, a Soleschiano di Manzano, in provincia di Udine.

APPUNTAMENTI

5 agosto Nutriamo l’erbario, percorso naturalistico con pranzo finale. Posti limitati a prenotazione e tesseramento obbligatorio (a pagamento; orario e meeting point da confermare)

7 agosto Rete Sulla Scacchiera, incontro con Cosimo Veneziano e GuilmiArtProject, a cura di Massimo Palumbo, MAACK, Casacalenda (CB). Orario da confermare

10 e 11 agosto, ore 21.00Nuova Didattica Popolare, Pietro Gaglianò, piazza della Nuova Didattica Popolare, Guilmi

13 agosto, ore 18.00 – inaugurazione di mORALE di Cosimo Veneziano, Guilmi (Ch), sedi varie

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GAP torna con Community Affair

A cura di GuilmiArtProject, con l’Alto patrocinio della Regione Abruzzo

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Sala Polivalente, Guilmi (Ch)
23 dicembre 2016
ore 9.45 – 18.00

Il 23 dicembre 2016 si terrà a Guilmi (CH) Community Affair, un convegno-incontro dedicato alla rilevanza dell’arte contemporanea nelle comunità, vista come motore di turismo sostenibile, promozione territoriale, benessere sociale e veicolo di valori civili, rivolto alla comunità di Guilmi, al suo territorio allargato del Vastese, al pubblico regionale, nonché agli addetti ai lavori nel campo del turismo e dell’arte contemporanea locale e nazionale.

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“Community Affair” consterà di due sessioni distinte, ma correlate.

La prima sarà dedicata alla comunità Guilmese e si concentrerà sulla comunicazione e l’individuazione delle metodologie per la realizzazione del progetto “M_Orale”: museo diffuso nelle case dei guilmesi. M_ORALE sarà realizzato sotto la supervisione dell’artista Cosimo Veneziano (1983, Moncalieri, To) nell’ambito di GuilmiArtProject 2017 e vedrà la partecipazione attiva degli abitanti di Guilmi, come agenti della salvaguardia, custodia e promozione dell’eredità delle residenze d’artista di GuilmiArtProject (GAP), dal 2009 al presente. In questa fase saranno presentate le intenzionalità, i benefici e le visioni di M_ORALE e, successivamente alla presentazione del lavoro degli artisti di rilevanza nazionale e internazionale ospitati finora da GAP, si decideranno le linee guida per la realizzazione dello stesso. Concluderà la prima session di lavoro  l’incontro in videoconferenza con Cosimo Veneziano.

La seconda sessione prevede l’incontro con realtà culturali nazionali dedicate all’arte contemporanea, la cui natura è plasmata dalla comunità e dalla modalità “diffusa” della presentazione e realizzazione dell’arte contemporanea. In particolare “Community Affair” ospiterà Massimo Palumbo del progetto del museo diffuso Kalenarte (Casacalenda, CB);  Marianna Fazzi del festival biennale Seminaria Sogni in Terra (LT) e Gisela Fantacuzzi, Franco Sacchetti e Francesca Saraullo del progetto Riabitare il Futuro: residenze creative diffuse nel territorio abruzzese.

Relatrici della sessione di lavoro mattutina e mediatrici con la comunità locale saranno Linda Di Ciano, Marilisa Di Ciano ed Eleonora Racciatti.

Cosimo Veneziano (1983, Moncalieri, To) vive e lavora tra Leeds e Torino. Come artista legge i segni delle comunità, dei territori, degli ambienti sociali e li riconsegna in termini di disegni, sculture e istallazioni. Descrive la sua pratica ricorrendo a Paul Auster, nella cui Trilogia di New York, il protagonista si chiede come possa rinominare un ombrello rotto, per ridargli un senso che comprenda le nuove potenzialità e funzionalità dell’oggetto danneggiato. è rappresentato dalla  galleria Alberto Peola, Torino. Dal 2009 espone in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. I programmi di residenze d’artista a cui ha partecipato includono: il progetto Ciminiere, a Civita Castellana, promosso da Cantieri d’Arte (2016); Resò Networking per la residenza Lugar a Dudas, a Santiago de Cali (Colombia), 2013; C.A.R.S Omegna, 2013. è tra i fondatori e animatori del progetto internazionale di residenza per artisti Diogene Bivacco Urbano di Torino.

GuilmiArtProject (GAP) è un programma di residenza artistica e di formazione ai linguaggi dell’arte contemporanea a cadenza annuale nel comune di Guilmi (Ch). Dal 2007 Federico Bacci e Lucia Giardino invitano artisti visivi nella propria casa nel centro cittadino, al fine della produzione di un’opera che si ponga in dialogo a vari livelli col paese e/o con la comunità. L’opera viene presentata in una festa corale intorno alla metà di agosto. Le attività di GuilmiArtProject includono laboratori esperienziali e la Nuova Didattica Popolare di Pietro Gaglianò. In residenza nelle precedenti edizioni, gli artisti Marco Mazzoni (2009), Alessandro Carboni (2010), Nicola Toffolini (2011), Emanuela Ascari (2012), DEM (2012), Fabrizio Prevedello (2013), Juan Pablo Macías (2014), Elena Mazzi (2015).

Kalenarte nasce nel 1990 a Casacalenda (Cb); il progetto è subito trasformato in Museo all’Aperto (1992), con opere che rileggono il borgo mettendone in rilievo la forza poetica e narrativa. Nato dalla visionarietà e concretezza di Massimo Palumbo, artista e architetto, il Museo all’Aperto di Casacalenda (MAACK) scardina la concezione dell’arte pubblica come arredo urbano, monumento, o decoro avulso dal contesto e si propone di integrare il paesaggio del luogo con opere che esaltino il rapporto  Arte-Architettura. Tra le molteplici istallazioni permanenti in paese e nel suo territorio di riferimento ricordiamo: Efesto di Hidetoschi Nagasawa, Senza Nome di Adrian Tranquilli, Il poeta di Costas Varotsos, Omaggio a Franco Libertucci di Massimo Palumbo. “Il museo è allestito all’interno di strade, scorci, boschi, piazze. […] Le opere realizzate in luoghi e profili scelti dagli stessi artisti si fondono con essi e li valorizzano […], creano un percorso immaginario che suggerisce una diversa interpretazione del sentire quel luogo una volta dimenticato, dismesso e abbandonato o semplicemente inascoltato. Attraverso il segno dell’arte tutto torna vivo e presente, non per forza bello o brutto ma significativo”. (Giovanna Raspa)

SEMINARIA è un festival d’arte contemporanea inaugurato nel 2011 a Maranola (Lt), che ogni due anni trasforma il borgo in “un luogo di differenza e di stupore, di relazioni e di condivisione”, in cui “si coagulano gli sforzi e le emozioni, frutti del lavoro sul territorio, del coinvolgimento dei maranolesi e della ricerca artistica”. Ogni edizione di Seminaria è segnata dalla presenza di numerosi artisti, invitati a risiedere per una settimana all’interno delle case degli abitanti del paese. Tale prassi, insieme ad altri riti condivisi attuati a Maranola, assottiglia la distanza tra pubblico e creatore rendendo l’opera d’arte accessibile, incamerandola in un processo di scoperta e crescita comune.

Riabitare il futuro è un progetto di residenze creative in comuni Abruzzesi a rischio culturale, ideato e sotto la direzione artistica di Gisela Fantacuzzi (AR-IT), Franco Sacchetti (IT), Francesca Saraullo (ITA-BE). Nasce per la realizzazione, tra il 2015 e il 2017, di una serie di eventi teatrali nelle quattro provincie della Regione: Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo e si prefigge di coniugare la sperimentazione artistica (danza, teatro e arti performative) con il riuso e la valorizzazione di un patrimonio abitativo e paesaggistico spesso vittima di decenni di abbandono. Ogni anno, il lavoro residenziale di Riabitare il Futuro confluisce in una forma inedita di presentazione in spazi non convenzionali di interesse storico o archeologico aperta al pubblico, sensibilizzando quest’ultimo alle modalità creative che possono scaturire anche all’interno di piccoli comuni in via di spopolamento, riscoprendo un territorio alla luce dell’arte e promuovendolo nella sua interezza.

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Guilmi around the world

Felicissimi di avere ancora l’opportunità di raccontare di Guilmi. Dopo inviti in ordine sparso di cui si diceva al post precedente, il 6 ottobre saremo a Le Murate di Firenze, uno progetto variegato che ruota intorno l’arte contemporanea, con uno spazio invidiabile per residenze teatrali e di arte visiva, con bar, libreria, ristorantino, spazio riviste e spazio mostre, due piazze pedonali etc etc… una piccola Guilmi, insomma. Guilmi si deve solo attrazzare per la libreria, ma se volete potete venire e prendere i libri a casa GAP o nella neonata biblioteca… se riuscite a cavarne le gambe dal catalogo!

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BTW, qui il comunicato de Le Murate, ci farebbe molto piacere vedervi lì!

murateIl 6 ottobre alle ore 17.30, Le Murate. Progetti Arte Contemporanea presenta GuilmiArtProject (GAP),
un progetto di residenza e mediazione informale all’arte contemporanea raccontato direttamente dai suoi ideatori e da alcuni protagonisti.

“GAP nasce nel 2009 come una festa tra una ventina di amici e con l’invito a un artista-ospite a immergersi nella realtà di Guilmi, un paesino dell’Abruzzo di circa 300 anime che neanche noi conoscevamo bene, raccontano i curatori. Alla prima mostra, la piccola galleria era piena di gente, poi i progetti abbiamo iniziato a presentarli ovunque, nell’ultima edizione, persino in modalità itinerante.
Con noi la gente era dappertutto! Questo forse è il senso di GAP: il rapporto tra l’artista e la gente; la gente che aiuta con le proprie competenze, che t’invita a pranzo, che dona provviste, la gente che incontra la gente. E l’artista che ritrova il senso del lavoro”. L’appuntamento presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, attraverso la condivisione dell’esperienza di GuilmiArtProject col pubblico, propone un ripensamento del ruolo delle residenze come riappropriazione del senso del lavoro, quale condivisione e rigenerazione sociale. L’incontro introdotto e mediato da Valetina Gensini, direttore artistico di Le Murate. Progetti Arte Contemporanea introdurrà Federico Bacci e Lucia Giardino, fondatori e curatori del progetto, il critico e curatore Pietro Gaglianò, dal 2013 all’interno dell’ossatura di GAP con la Nuova Didattica Popolare e gli artisti, Elena Mazzi e Nicola Toffolini, rispettivamente ospiti nelle edizioni 2015 e 2011, che avranno modo di confrontarsi sul loro operato a Guilmi e sull’evoluzione del progetto negli anni. Nicola Toffolini, attualmente in residenza a Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, dove il 12 novembre pv, dedicherà un artist talk al suo lavoro in residenza rappresentando l’incontro ideale tra realtà che, in geografie diverse, puntano a delineare nuove modalità produttive ed esperienziali del mondo dell’arte.

Federico Bacci è stato regista e sceneggiatore cinematografico e autore radiofonico. Ha diretto con Nicola Guarneri e a Stefano Leone Elio Petri. Appunti su un autore (Premio Pasinetti 2005, Festival del Cinema di Venezia) distribuito da Feltrinelli Real Cinema e acquisito da Rai. Dal 2009 cura e dirige insieme a Lucia Giardino GuilmiArtProject.

Pietro Gaglianò è critico d’arte e curatore. I suoi principali campi di indagine sono i sistemi teorici della performance art; il contesto urbano, architettonico e sociale come scena delle esperienze artistiche contemporanee; l’applicazione delle arti alle questioni dell’emergenza geopolitica. Ha curato progetti speciali e mostre in Italia e all’estero. Da anni sperimenta formati ibridi dello spazio di verifica dell’arte, in cui esperienze di laboratorio e formazione si innestano sul modello tradizionale della mostra e del convegno.

Lucia Giardino insegna in istituzioni accademiche internazionali. Assegna un ruolo fondamentale all’arte come strumento di mediazione e conoscenza. E’ stata Chair della School of Fine Arts di Florence University of the Arts, dove ha diretto F_AIR –Florence Artist in Residence (2011 – 2014). Dal 2009 cura e dirige GuilmiArtProject insieme a Federico Bacci.

Elena Mazzi (1984; vive e lavora a Venezia). Si forma a Siena, presso lo IUAV di Venezia e alla Royal Academy of Art di Stoccolma. Nel 2011 è San Francisco per un progetto in collaborazione con i Future Farmers (borsa Movin’up). Altre residenze da lei condotte: Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, e Viafarini, Milano. Mostre principali: Collective memory and social space, galleria Botkyrka Konsthall, Stoccolma, Letters from the sky, video art festival COP17, Durban (Africa), COMMON GROUND, projects for the Lagoon, Palazzetto Tito, Venezia (Fondazione Bevilaqua LaMasa), TRA/ARADA/IN BETWEEN, Istanbul,Mirror Project # 6, Elena Mazzi | mass age, message, mass age, Barriera Arte, Torino; EGE-European Glass Experience, mostra itinerante nei migliori musei del vetro d’Europa; partecipa alla 14° Biennale d’Architettura di Venezia e alla prima Biennale di Fittja, Stoccolma (2014). E’ una dei 5 artisti italiani presenti alla 14° Biennale di Istanbul curata Carolyn Christov-Bakargiev attualmente in corso.

Nicola Toffolini (1975. Vive e lavora a Firenze e in provincia di Udine). La sua ricerca abbraccia discipline diverse e mette in relazione disegno, design, architettura, tecnica e scienze naturali. Realizza disegni, sculture, installazioni e interventi ambientali integrando materiali artificiali e tecnologia con elementi di origine naturale, condizionandone gli equilibri. Parallelamente dal 2001 con Eva Geatti conduce Cosmesi, progetto performativo e teatrale. Mostre personali e collettive successive al 2011: Premio Fondazione VAF VI (Palazzo della Penna, Perugia; Stadtgalerie, Kiel, Germania; Schauwerk Sindelfingen, Sindelfingen, Germania); ARTSIDERS, Galleria Nazionale dell’Umbria, Perugia; Krobylos un groviglio di segni. Da Parmigianino a Kentridge, Musei Comunali, Rimini; Drawing Now Paris 8 – le salon du dessin contemporain, Le Carreau Du Temple, Parigi, Francia; 1:1, D406, Modena; Nootka, Squadro, Bologna. L’ultima produzione teatrale di Cosmesi DI NATURA VIOLENTA, Col fervore del sale, è stata presentata ad ATELIERSI, Bologna, realizzata nell’ambito della residenza a CENTRALE FIES, Dro (giugno 2015). Dal 2014 Nicola Toffolini è in residenza presso Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, Firenze.

Martedì 6 ottobre ore 18.80 Piazza delle Murate, 

logo_muratepac1Le Murate. Progetti Arte Contemporanea
Per info Tel: +39 055 2476873
Mail: info.pac@muse.comune.fi.it
Ingresso libero

Preistorico In(n)umano on line ora

Finalmente on line La strada degli oleandri, il resoconto della residenza di Juan Pablo Macías a GuilmiArtProject. Ma cosa c’entreranno gli oleandri con  la residenza di Juan Pablo Macías a Guilmi? oleandriBe’, qualche tempo fa il mio babbo mi ha detto che gli oleandri sulla strada del fondovalle Sinello, dalla turbogas al mare, li fece piantare Remo Gaspari quando diede lavoro a tutto l’Alto Vastese nelle fabbriche sulla costa, affrancandolo dall’attività poco redditizia dell’agricoltura. Così che il percorso giornaliero verso il mare sarebbe risultato piacevole.

New friend, late thanks

GuilmiArtProject ha un nuovo amico molto speciale, un editore e scrittore iperbolico, curioso, appassionato e anticonvenzionale. L’abbiamo conosciuto lavorando su Elio Petri e rincontrato l’estate scorsa al festival del cinema di Karlovy Vary. Lui è Rainer J. Hanshe. Vive tra New York e Parigi, ma ha un’attenzione del tutto speciale per l’Italia di cui vanta le origini, per cui, quando può, non perde occasione per alloggiare in tutte le mete possibili del bel paese. Per Rainer l’Italia è quella raccontata dai tanti autori che egli tratta nei suoi scritti, che emerge dai tic di Carmelo Bene, dall’estro particolarissimo di Emilio Villa (che ha scandagliato in una recente opera mastodontica e quasi omnicomprensiva), dagli ammassi chiassosi di Federico Fellini, dall’etica caustica di Pier Paolo Pasolini. Come un rabdomante, Rainer va a caccia di tessere di mosaici scomposti, riassemblandoli insieme in un ordine particolarissimo, per non lasciare che la loro immagine svanisca, e facendo un favore anche a noi italiani, che abbiamo l’illusione – specie sotto l’attuale governo Renzi-Franceschini- con il Ministero dell’Approssimazione e Turismo…-, che delle immagini della nostra cultura possiamo vivere per sempre di rendita e marketing- scellerati che siamo!

E così, dicevo, Rainer J. Hanshe ricompone l’immagine astratta, studiata e amata dell’Italia, saldandone i pezzi con la sua esperienza diretta. Questa operazione l’ha portato anche a Guilmi, dove GAP lo ha ospitato per un mese intero a settembre 2014, dandogli l’occasione di lavorare al libro di Robert Kelly A Voice Full of Cities, e di concentrarsi su alcune pubblicazioni dedicate in particolare a Pier Paolo Pasolini Pasolini e a Miklos Szenkuthi, che sono già disponibili sul sito di Contra Mundum Press.

hyperion-logo

Mentre aspettiamo che si esprima direttamente sulla sua esperienza guilmese, coccolato da Teresa, Leonardo, Armando, Giovanni e Pino, tra ventricine e il temutissimo vino cotto, noi pubblichiamo volentieri una review sull’impresa illa qui sotto, nonchè un link alla sua rivista letteraria Hyperion, da consultare costantemente per gli ottimi contenuti e per ricordarci che ogni tanto si può anche approfondire.

review villa

 

 

Fresca fresca di collaborazione!

La nostra rete di giornalisti si espande! Così non si può veramente dire che siamo monocordi e autoreferenziali… Godetevi il racconto di Odor di Brigantaggio di Andrea d’Amore, complesso progetto edibile che ha concluso gli eventi estivi di GAP 2014, della nuova reporter di GuilmiArtProject, Linda Di Ciano. GAPzie!!!

Andrea D'Amore e Thomas Kaufmann cospirano a Guilmi
Andrea d’Amore e Thomas Kaufmann cospirano a Guilmi

GAP 2014 – POSTCARD CONTEST FOTOGRAFICO “Una cartolina per Guilmi”

L’avevamo lanciato nel mezzo della residenza di Juan Pablo Macias e dei gaplabs estivi ed era forse passato un po’ in sordina, inghiottito dagli eventi d’agosto, ma il contest fotografico Una cartolina per Guilmi, è ancora in corso e vi invitiamo a riconsiderarlo, perchè avete un anno di tempo, fino al 1 agosto 2015, per sottoporci i vostri scatti.

Una cartolina per Guilmi, curato da Federica Berardi, Martina Di Ciano e Sandra Zocco è il primissimo formato autoriale delegato completamente alla frangia guilmese di GAP.  Questa sta prendendo sempre più piede e potere nel nostro organigramma e sappiamo che un giorno ci inghiottirà tutti! E’ così che deve andare!

Anyway, sotto le regole del contest. Non esitate a partecipare!

cartolina per guilmi

CONTENUTI E OBIETTIVI

GAP – Guilmi Art Project promuove la prima edizione di un contest fotografico dal titolo GAP POSTCARD Una cartolina per Guilmi.
L’idea nasce da una riflessione su come l’avvento della tecnologia e dei social network abbia messo da parte uno dei gesti più tradizionali, come lo scrivere una cartolina.
Inizierà in data 01/08/2014 e finirà il 01/08/2015 in occasione del GAP 2015, per offrirvi la possibilità di regalarci scatti di Guilmi in tutte le stagioni!
Spinti dalla volontà di recuperare lo scenario caratteristico del paese e dalla curiosità di scoprire come è visto agli occhi dei suoi abitanti e dai suoi fruitori temporanei, vi invitiamo a partecipare al nostro progetto.
Basta un semplice scatto fotografico!

OGGETTO

Il contest è suddiviso in tre ambiti, per offrire la libertà ad ognuno di scegliere in base alle proprie preferenze:
A. Storia e Tradizione
uno scatto da rispolverare nei nostri cassetti che colga gli aspetti degli scorci che ora hanno cambiato volto, dei luoghi che non esistono più, delle tradizioni dimenticate o che vengono vissute in modo diverso.
B. Paese e Paesaggi
uno scatto che colga gli aspetti peculiari delle campagne, dei boschi, della natura che ci circondano… dei vicoli, delle piazze e degli edifici che vediamo tutti i giorni, che ci sembrano scontati ma che in realtà nascondono un profondo carattere.
C. Carattere e Provocazione
uno scatto provocatorio, critico, divertente, intenzionato a trasmettere un messaggio… uno dei nostri progetti GAP che più ti è piaciuto… qualcosa che immortali degli aspetti del paese, che saltano ai nostri occhi perché poco consueti ma allo stesso tempo pieni di significato.

Ogni candidato potrà consegnare un massimo di 2 scatti per ognuno degli ambiti.
Il formato dello scatto dovrà avere possibilmente le dimensioni 10 x 15 cm e potrà essere orientato in senso orizzontale o verticale a discrezione del partecipante.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

Gli scatti fotografici potranno essere consegnati fino al 01/08/2015, nel frattempo iniziamo a raccoglierli! Le modalità di consegna potranno essere:
1. caricamento sulla pagina dell’evento GAP POSTCARD “Una cartolina per Guilmi” sulla pagina Facebook di Guilmi Art Project
2. via e-mail all’indirizzo guilmiartproject@gmail.com
3. consegna a mano contattando personalmente lo staff GAP
Sono preferibili i metodi di consegna mezzo facebook e e-mail.

Ogni foto dovrà essere accompagnata da:
1. nome e cognome autore
2. specificazione ambito (Storia e Tradizione, Paese e Paesaggi, Carattere e Provocazione)
3. titolo dello scatto

SELEZIONE SCATTI MIGLIORI

Allo scadere del contest una commissione mista costituita da 6 rappresentanti, 2 Residenti Artisti, 2 Residenti Guilmesi e 2 rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, selezionerà 3 scatti vincitori per ognuno dei tre ambiti fotografici.